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Aruba Enterprise: la trasformazione digitale non esiste senza cloud

L’intervista a Giorgio Girelli, di Aruba Enterprise

A distanza di un anno dal varo a livello europeo del recovery plan, che in Italia ha portato al PNRR, 01net realizza un’inchiesta, basata su un ciclo di interviste con le principali società che operano in Italia nell’ICT sulla loro strategia per la digitalizzazione delle aziende italiane nel 2022.
Parliamo con loro di quattro temi cardine della trasformazione digitale: resilienza, cybersecurity, cloud, sostenibilità ambientale e sociale e le risposte consentono di costruire la mappa di partecipazione delle realtà ICT alla crescita del Paese in senso digitale.
E c’è un tema in più, il quinto: con spirito consulenziale, chiediamo di fornire agli imprenditori italiani un’idea in più, capace di produrre valore immediato sul piano dell’efficienza e della competitività.

Per Aruba Enterprise ci ha risposto il General Manager, Giorgio Girelli.

Un anno dopo il Recovery Plan, a che punto siamo con la reale trasformazione del Paese: con quali soluzioni, competenze e servizi partecipate alle missioni del PNRR che coinvolgono il digitale?

Aruba è mossa dagli stessi obiettivi del PNRR: mirare alla modernizzazione digitale delle infrastrutture del Paese, della Pubblica Amministrazione e del suo sistema produttivo. Ciò che notiamo attraverso il nostro osservatorio è che ad un anno dal recovery plan la digitalizzazione sta prendendo sempre più piede tra le aziende italiane: secondo un’indagine che abbiamo appena condotto, il 61% delle imprese italiane ritiene che gli investimenti nella Digital Transformation siano destinati a crescere nel corso dei prossimi anni, ed è solo il 2% a pensare che caleranno.

Riguardo alle soluzioni, continueremo a mettere a disposizione delle aziende che si stanno avvicinando al digitale la nostra esperienza ventennale nella gestione dei data center e tutto quel portfolio di prodotti e servizi che sono risultati indispensabili nel momento dell’emergenza, e che oggi stanno diventando la nuova quotidianità per le aziende italiane. Penso ad esempio alle soluzioni di firma digitale e remota integrate nei processi “trasformati” dei clienti, all’utilizzo sempre più pervasivo della PEC, alla flessibilità del cloud, e ad altri servizi come web hosting, registrazione domini, conservazione e fatturazione elettronica, fibra, solo per citarne alcuni.

Riguardo alle competenze, flessibilità e personalizzazione ci permettono di rispondere in modo efficace alle sfide complesse delle imprese impegnate nei processi di digitalizzazione, consentendoci di offrire soluzioni all’avanguardia, senza mai perdere di vista l’esigenza dei clienti. Per noi, ad esempio, è essenziale che le tecnologie alla base delle nostre soluzioni siano interoperabili con gli standard di mercato, per evitare il rischio di vendor lock-in e consentire lo sviluppo di logiche multi-operatore nel momento in cui crescono o cambiano le esigenze di business.

Il 2021 è stato l’anno in cui il tema della cybersecurity è atterrato in tutte le imprese. Quali prospettive concrete vi siete dati per il 2022?

 La sicurezza dei dati dei nostri clienti è considerata da Aruba ambito prioritario, soprattutto in fase di progettazione e gestione dei nostri Data Center e di tutte le applicazioni che sottendono ai servizi erogati. Nel 2022 abbiamo intenzione di far crescere ulteriormente gli investimenti organizzativi in aree distinte su cui abbiamo molto puntato già quest’anno: il team di Information Security che si occupa di garantire la sicurezza del patrimonio informativo aziendale con focus specifico sugli aspetti organizzativi e dei processi di security governance, il team di Site Security per gli aspetti di sicurezza fisica e controllo degli accessi, e la squadra di Cyber-sicurezza tecnica che si occupa, anche attraverso l’introduzione di moderne soluzioni leader di mercato, di garantire la protezione dei sistemi e delle applicazioni. Un gruppo di lavoro essenziale che ha anche lo scopo di definire le linee guida per lo sviluppo e per il design dei sistemi secondo l’approccio ‘secure by design’.

Componente fondamentale della trasformazione digitale è il cloud. Quali sono le scelte che dovranno compiere le aziende italiane nel 2022?

Il concetto di “cloud first” sta cambiando il mondo delle imprese. Ne abbiamo avuto riscontro anche attraverso l’ultimo studio Gartner secondo cui l’85% delle organizzazioni avrà adottato questo approccio entro il 2025. In Italia stiamo, infatti, registrando una forte accelerazione nell’adozione di soluzioni cloud, riscontrando un buon livello di maturità per i servizi IaaS ed un interesse sempre maggiore per le soluzioni SaaS e PaaS. Si sta comprendendo sempre più chiaramente come il cloud ibrido possa essere considerato un facilitatore per l‘ingresso delle aziende nel mondo del cloud, questo perché si tratta di un approccio che consente di gestire in modo efficace i servizi che possono essere trasferiti in cloud e quelli che devono rimanere on-premise.

Nel 2022, quindi, è facile ipotizzare come questo processo di migrazione diventi sempre più massivo. Riteniamo, però, sia ancora importante seguire le aziende italiane nella migrazione al cloud con offerte modellabili e personalizzabili a seconda delle loro singole esigenze di business, soprattutto per quanto riguarda i progetti più complessi e orientati alla riprogettazione delle applicazioni core aziendali. Seguire le imprese in questo percorso di passaggio al cloud implica anche renderle più consapevoli sul fatto che i loro dati saranno esternalizzati e sarà essenziale per loro affidarsi esclusivamente a provider affidabili che possano offrire garanzie sulle politiche di sovranità del dato secondo il GDPR.

Dopo il Cop26 si è capito che la sostenibilità, sia ambientale sia sociale, oramai riguarda non solo tutti i Paesi ma anche tutte le aziende. Qual è la vostra strategia riguardo questi temi?

Il processo di migrazione al cloud porta efficienza ma al contempo mette i cloud service provider di fronte ad una maggiore responsabilità sociale. Anche per questo, sostenibilità e innovazione sono le parole chiave che guidano e rappresentano Aruba nel percorso di digitalizzazione e trasformazione tecnologica in atto. Si tratta di una sfida imprenditoriale e organizzativa sempre più importante per le imprese e i territori, che Aruba sta percorrendo con passione.

Il Global Cloud Data Center Campus di Aruba a Ponte San Pietro, ad esempio, è un innovativo polo tecnologico, una vera e propria città sostenibile alimentata al 100% da energia rinnovabile. Un esempio d’eccellenza di infrastruttura green by design alimentata dall’autoproduzione di energia idroelettrica e fotovoltaica e da un sistema di raffreddamento ad acqua di falda ad altissima efficienza. Si tratta di energia pulita che produciamo in quantità maggiore rispetto alle esigenze dei nostri data center.

Fortunatamente sono sempre di più le aziende che fanno squadra in questa sfida. Insieme ad altri importanti provider europei, ad esempio, abbiamo concordato un’iniziativa di autoregolamentazione per rendere i data center in Europa neutri dal punto di vista climatico entro il 2030. Si tratta di un impegno storico da parte dell’industria europea del cloud e dei data center per guidare in modo proattivo la transizione verso un’economia neutra dal punto di vista climatico.

Non solo, insieme ad altre 25 aziende internazionali abbiamo sottoscritto la European Green Digital Coalition, con l’obiettivo di investire nello sviluppo e nella diffusione di servizi digitali sostenibili ed efficienti e realizzare strumenti per misurare l’impatto delle tecnologie sull’ambiente, unendo così le forze per una trasformazione digitale “green” a vantaggio dell’ambiente, della comunità e dell’economia.

L’idea ICT del 2022

Se doveste proporre un unico investimento (prodotto, soluzione, metodologia) a un’azienda italiana, una scelta capace di produrre da subito un beneficio a livello di efficienza e competitività, su cosa verterebbe il vostro consiglio?

Ad un’azienda in procinto di abbracciare il mondo digitale consiglieremmo oggi di puntare sulla migrazione al cloud. Il Cloud, infatti, è uno strumento che consente di semplificare, risparmiare ed essere più veloci nell’amministrare i propri processi, e questo è il massimo vantaggio per il quale il cloud viene scelto da PMI, grandi aziende e Pubblica Amministrazione. Si tratta di una scelta capace di produrre un beneficio immediato, sia per i vantaggi di agilità, sicurezza e scalabilità insiti nella soluzione, sia perché consente in tempi rapidi di dare un contributo reale ai processi di business e, al contempo, di convertire le competenze del personale in merito alla gestione dei fornitori. Grazie all’adozione del cloud, infatti, l’azienda può occuparsi esclusivamente dei processi core, delegando al provider ogni attività secondaria (infrastruttura, gestione hardware e gestione dei sistemi).

Essenziale è però rivolgersi a provider fidati, che possano supportare i clienti in una efficace adozione del cloud che sia totalmente flessibile, personalizzabile ed interoperabile, evitando così qualsiasi tipo di lock-in, in quanto l’ecosistema digitale deve essere privo di barriere e capace di crescere insieme all’impresa.

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