Api sicure per il vantaggio aziendale

Nella corsa al mobile molti si focalizzano su gestione e sicurezza dei dispositivi, dimentichi  che sono le applicazioni e i dati utilizzati dai device a decrertare il vantaggio competitivo. Perciò creare e gestire API (Application Programming Interface) sicure è un'attività che deve avere la priorità in azienda.

A dirlo è il Cto di Tibco per l'Emea, Maurizio Canton (25 anni nell'IT enterprise, con passaggi in Ibm, Siebel, Soa Software e Red Hat). Tantopiù che le API, aggiunge, non sono cosa nuova: esistono da quando esiste l'It.

Vero che in origine erano ristrette al datacenter e che oggi non è più così: nel mondo consumer consentono di postare immagini contemporaneamente su più social, e in quello business consentono di richiedere servizi di accesso sicuro ai dati di un database.

Api governance a soluzione ibrida

Con il crescere degli utenti mobili e delle applicazioni e del volume di dati disponibili serve riutilizzare il più possibile quelle esistenti. La realizzazione di servizi e API deve seguire standard e policy aziendali per assicurare che quelle esposte diano prestazioni e sicurezza. E il discorso va esteso a quelle delle terze parti con cui si lavora.

Serve quindi una piattaforma di integrazione e gestione che le coordini. Per Canton deve offrire servizi sia on-premise che in cloud. Una soluzione ibrida soddisferà le esigenze sia dei fornitori che degli utenti di API, come sviluppatori esterni e partner.

Questo tipo di soluzione comprende anche i tool di amministrazione runtime per fornire accesso sicuro alle API, policy di gestione del traffico, monitoraggio delle performance, dashboard analitiche e la possibilità di monetizzare l'impiego delle API.

Uno dei benefici di questo modo di procedere indicato da Canton è costituito dal deployment rapido di nuove applicazioni attraverso l'impiego di API coerenti, documentate e gestite, utilizzando una piattaforma di integrazione e gestione scalabile

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