Anthropic ha scelto Akamai per sostenere una parte crescente della propria infrastruttura AI, sottoscrivendo un impegno contrattuale da 11,6 miliardi di dollari in sette anni per servizi cloud dedicati principalmente ai workload CPU. L’intesa prevede inoltre la possibilità di acquistare ulteriori 9 miliardi di dollari di capacità, portando il valore potenziale complessivo della relazione a circa 20 miliardi di dollari.
La dimensione economica dell’accordo è rilevante, ma il dato tecnologico lo è forse ancora di più: Anthropic non sta acquistando principalmente acceleratori per il training dei modelli, bensì capacità di elaborazione general purpose destinata a sostenere la crescita delle proprie applicazioni AI. Una scelta che mostra quanto l’infrastruttura necessaria ai frontier model stia diventando più articolata rispetto alla sola disponibilità di GPU.
Anthropic porta i workload CPU su Akamai Cloud
Secondo i termini dell’accordo, Anthropic utilizzerà la distributed AI infrastructure di Akamai Cloud e il relativo software per aumentare la capacità disponibile per i propri workload CPU.
Akamai dispone di una rete distribuita su migliaia di punti di presenza e punta a utilizzare questa architettura per gestire applicazioni AI lungo un continuum che va dai data center centrali fino all’edge. La piattaforma utilizza inoltre hardware diversificato, consentendo di distribuire i carichi in funzione delle caratteristiche delle applicazioni.
Per Anthropic significa aggiungere un ulteriore livello alla propria supply chain computazionale. I moderni sistemi di intelligenza artificiale non eseguono infatti esclusivamente operazioni sui modelli neurali: intorno all’inferenza vera e propria esiste una quantità crescente di elaborazione dedicata a orchestrazione, gestione delle sessioni, retrieval, accesso ai database, chiamate API, esecuzione di codice e interazione con strumenti esterni.
Una parte rilevante di queste attività può essere gestita attraverso CPU tradizionali anziché utilizzare costosi acceleratori AI.
L’agentic AI aumenta il fabbisogno di elaborazione general purpose
La crescita degli agenti AI rende particolarmente significativo il focus dell’accordo sui workload CPU.
Un sistema agentico non si limita a generare una risposta attraverso il modello. Può aprire documenti, interrogare sistemi aziendali, utilizzare browser, manipolare dati, richiamare applicazioni, eseguire programmi e coordinare sequenze di strumenti.
In questo scenario l’acceleratore esegue soltanto una parte del ciclo operativo. Tutto ciò che avviene prima, dopo o tra due inferenze può richiedere CPU, memoria, storage, networking e servizi distribuiti.
La conseguenza è che l’espansione dell’intelligenza artificiale potrebbe aumentare contemporaneamente la domanda di GPU e quella delle infrastrutture tradizionali che circondano i modelli. Il mercato dell’AI infrastructure diventa quindi più ampio rispetto al solo segmento degli acceleratori.
Akamai investirà circa 5,5 miliardi di dollari
Per sostenere il contratto con Anthropic, Akamai stima circa 5,5 miliardi di dollari di spese in conto capitale.
Una parte degli investimenti verrà anticipata già nel 2026. La società prevede infatti un incremento del capex di circa 1,7 miliardi di dollari nell’anno, destinato anche all’acquisto anticipato di componenti critici della supply chain, compresa la memoria.
L’operazione non dovrebbe invece modificare le previsioni di fatturato Akamai per il 2026, perché la capacità infrastrutturale associata all’accordo verrà costruita e utilizzata progressivamente nell’arco dei sette anni.
Il contratto Anthropic si aggiunge inoltre agli oltre 2,8 miliardi di dollari di impegni pluriennali per i Cloud Infrastructure Services che Akamai aveva già comunicato nel corso dell’anno.
La nuova intesa porta quindi il business cloud della società su una scala sensibilmente superiore.
Akamai prova a cambiare posizione nel mercato cloud
Akamai è storicamente associata soprattutto a content delivery network, edge computing e cybersecurity. Negli ultimi anni l’azienda ha però ampliato progressivamente la propria presenza nel cloud, trasformando la rete distribuita globale in una piattaforma capace di ospitare applicazioni e workload computazionali.
L’accordo con Anthropic accelera questa evoluzione.
Un contratto da 11,6 miliardi di dollari con uno dei principali sviluppatori mondiali di modelli generativi porta Akamai direttamente nel mercato delle infrastrutture utilizzate dai grandi laboratori AI, senza obbligarla necessariamente a competere con AWS, Microsoft Azure, Google Cloud e Oracle sul terreno del training GPU hyperscale.
Il posizionamento può essere differente: fornire infrastruttura distribuita, CPU compute e servizi applicativi intorno ai modelli.
Come ha spiegato il cofondatore e CEO di Akamai Tom Leighton, «la crescita della nostra presenza globale, combinata con anni di esperienza al servizio delle più grandi imprese del mondo, ci posiziona come fornitore di infrastrutture per applicazioni e workload AI sicuri e responsabili».
Anthropic può arrivare al 5% di Akamai
L’accordo presenta anche una componente finanziaria insolita rispetto a un tradizionale contratto tra cliente e cloud provider.
Akamai ha emesso a favore di Anthropic un warrant collegato a circa 7,7 milioni di azioni, sotto forma di azioni privilegiate convertibili Series B prive di diritto di voto.
Se completamente esercitato, il warrant potrebbe attribuire ad Anthropic una partecipazione equivalente a circa il 5% del capitale ordinario di Akamai, su base convertita.
Il prezzo di esercizio è stato fissato a 111,33 dollari per azione.
Circa il 2% del capitale è collegato all’impegno iniziale da 11,6 miliardi di dollari. Il restante 3% dipenderà invece dall’eventuale ampliamento del contratto.
Ogni ulteriore acquisto di circa 3 miliardi di dollari di servizi cloud consentirà infatti la maturazione di una quota equivalente a circa l’1% del capitale Akamai, fino al raggiungimento dei 9 miliardi aggiuntivi previsti dall’accordo.
Cliente e fornitore diventano anche economicamente interdipendenti
La presenza dei warrant evidenzia una caratteristica sempre più frequente negli accordi infrastrutturali legati all’intelligenza artificiale.
I grandi clienti non si limitano necessariamente ad acquistare capacità computazionale. In alcuni casi ottengono anche un interesse economico nel fornitore che dovrà effettuare gli investimenti necessari per costruire quella capacità.
Il modello consente di allineare almeno in parte gli incentivi economici: se la domanda generata da Anthropic favorirà la crescita del business cloud di Akamai, Anthropic potrà partecipare direttamente alla creazione di valore.
Allo stesso tempo aumenta però l’interdipendenza tra i diversi soggetti dell’ecosistema AI, nel quale laboratori di modelli, provider infrastrutturali, produttori di chip e investitori possono assumere contemporaneamente ruoli commerciali e finanziari.
La supply chain AI non ruota soltanto intorno alle GPU
L’accordo mostra anche come stia cambiando la composizione della domanda infrastrutturale generata dall’intelligenza artificiale.
Negli ultimi anni gran parte dell’attenzione si è concentrata sulle GPU e sugli acceleratori necessari per addestrare ed eseguire i modelli. Ma la diffusione dei sistemi AI nelle applicazioni reali richiede una quantità crescente di infrastruttura complementare.
CPU, RAM, storage, networking e capacità edge diventano particolarmente importanti quando i modelli vengono inseriti all’interno di architetture distribuite e applicazioni agentiche.
L’aumento immediato degli investimenti Akamai per assicurarsi memoria e altri componenti dimostra inoltre come contratti di queste dimensioni possano avere effetti sulla supply chain molto prima che tutta la capacità prevista venga effettivamente installata.
Si allarga la competizione per l’infrastruttura AI
Per gli hyperscaler tradizionali l’accordo rappresenta un ulteriore segnale della frammentazione del mercato.
La crescita dei workload AI non sembra destinata a tradursi automaticamente in spesa concentrata esclusivamente su AWS, Azure o Google Cloud. I laboratori che sviluppano frontier model possono distribuire differenti componenti della propria infrastruttura tra più fornitori, scegliendoli in funzione di costo, disponibilità, localizzazione e tipologia di workload.
Anche i cosiddetti neocloud specializzati nelle GPU potrebbero trovarsi davanti a un mercato più complesso. Una piattaforma focalizzata esclusivamente sull’accesso agli acceleratori intercetta una parte fondamentale della domanda, ma non necessariamente l’intera spesa infrastrutturale generata dall’AI.
Il contratto tra Anthropic e Akamai indica che intorno ai modelli si sta formando un secondo grande mercato: quello dell’elaborazione general purpose necessaria per trasformare i modelli stessi in servizi, applicazioni e agenti operativi su larga scala.





