Agilità digitale? Con Elmec passa da managed services e datacenter proprietari

Credits: Giuseppe Cottini
Elmec_Ballerio
Alessandro Ballerio, Elmec

Esce di casa e torna all’evento di grande dimensioni Elmec che, a meno di un mese dall’inaugurazione del nuovo datacenter BR4, che identifica il quarto edificio realizzato a Brunello, a poche centinaia di metri dalle altre sedi del Gruppo che opera dalla provincia di Varese, ha scelto lo spazio Galleria Campari, a Sesto San Giovanni (Mi), per far toccare virtualmente con mano a prospect e clienti quel che sa fare meglio nell’ambito dei Managed Services.
«Già 45 anni fa, quando siamo nati, nel 1971 – ci spiega Alessandro Ballerio, Socio, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico di Elmec –, con una sala macchine dedicata, eravamo provider di servizi gestiti, all’epoca di elaborazione meccanografica per conto terzi».
Oggi, invece, al posto della sede storica in centro a Varese, che non esiste più, quello che sorge tra Brunello e Gazzada Schianno (Va) è un vero e proprio Campus Tecnologico in grado di erogare servizi in modalità on premise, off premise e hybrid curando progetti di business continuity a partire da un singolo datacenter fino all’impiego dell’intera infrastruttura, che offre programmi di disaster recovery con distribuzioni geografiche anche al di fuori del territorio nazionale, anche grazie a Elmec Suisse, che ha sede a Morbio, in Canton Ticino, e alla partecipazione strategica del managed service provider italiano in Swisscolocation.
«La sala rossa e la sala verde del datacenter di Gazzada, completata nel 2009 e valsa a Elmec, nel medesimo anno, il premio assegnatoci da Cisco come Green Partner of the Year per il Sud Europa – continua Ballerio –, rappresentano ora la struttura secondaria che ci consente di offrire configurazioni in campus di business continuity».

Un datacenter per la crescita digitale della aziende italiane

Data Center Elmec esternoCostruito ricondizionando 13mila mq di un’ex area industriale, dove prima sorgeva una fabbrica di meccanica pesante, il nuovo datacenter BR4 certificato Tier IV dall’Uptime Institute a ottobre 2015, è progettato all’interno di un edificio in cemento armato di cui occupa l’intero piano terra, per una dimensione di 75 metri di lunghezza e 30 metri di larghezza, a cui si aggiunge un’area esterna destinata a occupare gli impianti di raffreddamento del produttore svedese Munters, che applica il raffrescamento evaporativo in ambito datacenter.
Accessibile esclusivamente tramite autenticazioni biometriche e con percorsi indipendenti per la connettività in fibra ottica a 10Gbps, grazie all’infrastruttura NGI, di cui Elmec è azionista al 45%, il nuovo datacenter, costato in tutto circa 12 milioni di euro, ha al momento approntato la Sala 1 delle sei sale server totali previste che, organizzate in due aree separate e ridondate, offriranno una potenza complessiva di 2,4MW.Elmec_Datacenter_Interno
«Tra meno di tre mesi – conferma Ballerio – termineremo la Sala 2 e la Sala 3, e stiamo già spostando sulle nuove infrastrutture server e storage le macchine virtuali dei nostri clienti». Al primo piano dell’edificio, infatti, si trovano e sono già operativi da fine febbraio, il NOC e l’area tecnica, per un totale di 120 persone impiegate, «per la maggioranza provenienti dai servizi di datacenter presso le altre sedi del Gruppo, anche se in Elmec la crescita organica passa anche dalle persone» precisa Ballerio.

Servizi gestiti, non solo cloud

Pur utilizzando le tecnologie cloud, «come testimonia l’investimento per l’implementazione della piattaforma OpenStack, utile a federare ambienti eterogenei come se fossero nel medesimo datacener e per rendere facilmente disponibili ai clienti network, sistemi e risorse storage – conclude Ballerio –, siamo convinti che accanto a servizi che è possibile portare sulla nuvola, ne esistono altrettanti per i quali Elmec offre gestione e monitoring 24x7, mettendo a fattor comune competenze specialistiche di 600 dipendenti, di cui il 65% tecnici, e una rete di partner qualificati che operano in oltre 60 Paesi nel mondo».

L’affidabilità che paga e che si fa “toccare”
Da sx: Lorenzo Mondino, Gruppo Campari; Luca Paleari, Emmelibri; Aldo Polastri, Gruppo Falck; Simone Fogliani, Gruppo Fogliani
Da sx: Lorenzo Mondino, Gruppo Campari; Luca Paleari, Emmelibri; Aldo Polastri, Gruppo Falck;
Simone Fogliani, Gruppo Fogliani

Non stupisce, allora, che all’evento “Agilità Digitale”, organizzato da Elmec per discutere cosa significhi oggi essere un’azienda agile e digitale, per dare un nome e un volto a managed services, housing, cloud, mobilità e connettività, l’azienda abbia chiamato a parlare alcuni dei suoi clienti, tra cui il padrone di casa Gruppo Campari, ma anche realtà del calibro di Gruppo Falck e Fogliani.
Per tutti “eccellenza”, “lavoro di squadra” e “semplificazione dei processi” sono le parole d’ordine di un business sempre più in cerca di partner affidabili.
L’intervento più completo? Quello di Luca Paleari, Cio, Emmelibri, Gruppo Messaggerie italiane, che con Elmec, in una partnership che dura ormai da diversi anni, ha attivato un help desk di primo livello e trasformato il progetto di Unified communication Cisco in un servizio all’interno dei managed services Elmec.
«Di recente – spiega Paleari, la cui funzione It prevede anche un’area tecnologica a copertura dell’intera infrastruttura a servizio delle aziende del Gruppo dei clienti –, abbiamo affidato a Elmec anche la gestione di tutto il network, escluso il datacenter che continuiamo a mantenere al nostro interno, riducendo quasi a zero gli incident, mentre è in fase di implementazione il servizio di License Managed Sevice per tenere traccia delle licenze, un principio etico per chi, come noi, vende contenuti protetti dal diritto d’autore».
Di Elmec, ha concluso Paleari, apprezziamo che è un’azienda che si può “toccare”.
Non a caso, a breve, l’intenzione di utilizzare anche il loro datacenter, considerato “cloud mindset”, ossia «pronto a ibridarsi con la nuvola».

 

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