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3M: come affrontare la mancanza di inclusione nelle discipline STEM

La stragrande maggioranza degli italiani (87%) ritiene di fondamentale importanza promuovere la diversità e l’inclusione nei campi della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica (STEM): è quanto emerso dalla quinta edizione dello State of Science Index (SOSI), l’indagine annuale realizzata da 3M che analizza la percezione della scienza a livello mondiale.

Tuttavia, l’81% concorda sull’esistenza di barriere che impediscono agli studenti di accedere a una solida istruzione STEM.

L’urgenza di competenze STEM è innegabile: i dati Eurostat indicano che in tutta Europa solo 2 milioni di laureati in discipline STEM abbandonano l’istruzione terziaria ogni anno, il che significa 17,4 laureati STEM ogni 1.000 giovani (di età compresa tra 20 e 29 anni).

L’accesso e le disponibilità economiche vengono citate come i principali ostacoli a intraprendere un percorso STEM. L’80% degli europei ritiene che tra le cause ci siano un numero insufficiente di educatori/insegnanti STEM o di classi dedicate nelle scuole (52% in Italia), nonché la mancanza di accesso a Internet (19% in Italia).

Il 42% degli europei ritiene di non potersi permettere un’istruzione STEM di qualità: un dato che per gli italiani sale al 50%. Inoltre, il 25% cita come ostacolo principale le responsabilità personali, come la necessità di guadagnare per provvedere alla famiglia.

È evidente che tra gli italiani propenda la percezione che l’istruzione STEM comporti delle notevoli barriere economiche.

Affrontare il problema del divario tra istruzione e occupazione è un pilastro fondamentale dell’impegno di 3M a favore delle STEM. Crediamo infatti che il settore privato possa avere un ruolo importante nell’ampliare a tutti l’accesso a queste opportunità.

Questo è il fattore trainante dell’impegno di 3M nell’accrescere il livello di conoscenza delle STEM tra gli studenti delle scuole primarie e secondarie attraverso programmi sponsorizzati come Inspiring Girls o Science at Home. L’intento è quello di valorizzare le discipline STEM per costruire nuove opportunità di carriera e rispondere alla necessità di una forza lavoro adeguatamente formata per queste discipline”, ha dichiarato Patrizia Capogreco, Technical Supervisor e Advocate for Diversity in STEM, 3M.

Una delle aree chiave della mission di 3M a supporto della scienza consiste proprio nella creazione di una sinergia diretta tra percorsi d’istruzione e datori di lavoro nei settori STEM.

Di recente, 3M Italia ha avviato, infatti, una collaborazione con il Consorzio Kairos per il finanziamento del Pop-up STEM*Lab, il progetto nato con l’obiettivo di migliorare la formazione STEM, grazie al coinvolgimento dei dipendenti 3M impegnati in attività di volontariato, a beneficio di 700 studenti di tre scuole della periferia di Milano.

Questa iniziativa, come molte altre sostenute da 3M, ha l’obiettivo di migliorare la STEM Equity combattendo la povertà educativa nelle aree economicamente più svantaggiate e laddove sia presente un’evidente disuguaglianza tra gli studenti, dovuta anche a difficoltà relative alla conoscenza linguistica.

Data la chiara percezione degli ostacoli finanziari che impediscono l’accesso alle carriere STEM, sottolinea 3M, il settore non può permettersi di trascurare la necessità di una maggiore diversità. Infatti, la maggioranza degli italiani (84%) ritiene che le aziende del settore scientifico potrebbero avere un impatto positivo sulla società se ci fosse una maggiore diversità all’interno della forza lavoro. Nello specifico, l’80% degli italiani concorda sul fatto che le donne rappresentino un potenziale inespresso nella forza lavoro STEM.

Tuttavia, il 68% afferma che le donne tendono ad abbandonare le carriere STEM per la mancanza di un adeguato supporto, evidenziando un ampio margine di miglioramento.

Capogreco prosegue: “Come in ogni carriera, la percezione è importante. In 3M incoraggiamo costantemente un maggiore riconoscimento dei contributi offerti dalle donne alla scienza e ci impegniamo proattivamente in programmi di mentorship per guidare le giovani donne verso le STEM, evidenziando le numerose opportunità a loro disposizione”.

Più in generale, in Italia solo il 20% dei lavoratori ha preso in considerazione una carriera in ambito STEM, molto al di sotto della media globale del 37%. Ciò evidenzia la lunga strada da fare per attrarre nuovi talenti nelle carriere STEM affinché l’Europa possa superare la carenza di competenze nel settore.

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