Switch-off digitale terrestre, dal 2020 stop all’attuale sistema MPEG-2

Switch-off 2022

Da tempo ormai si sa che si farà un ultriore switch-off e che da luglio del 2022 verrà abbandonato l’attuale sistema di trasmissione del digitale terrestre. Questo perché alcune frequenze occupate attualmente dalla Tv (più precisamente quelle in banda 700 MHz) saranno passate ai gestori di telecomunicazioni.

In realtà, una cosa non implica necessariamente l’altra, tuttavia l’occasione è ghiotta per passare da un sistema di trasmissione Tv un po’ datato a uno più moderno ed efficiente, ovvero dall’attuale DVB-T MPEG-2 al DVB-T2 HEVC.

Il MISE ha stabilito la roadmap che porterà entro i prossimi anni allo spegnimento delle suddette frequenze e il passaggio.

A differenza di quanto accaduto con il precedente switch-off, non si tratterà più di un passaggio “secco” per tutti i cittadini a partire dal 1° luglio 2022, ma di una transizione più graduale anticipata al 1° gennaio 2020 che utilizzerà temporaneamente lo standard MPEG-4.

Il testo del decreto pubblicato sul web, specifica che questo periodo transitorio servirà ad assicurare il rilascio delle frequenze da parte dei broadcaster nazionali e locali così come la ristrutturazione dei multiplex regionali della Rai. Inoltre, permetterà di risolvere progressivamente le eventuali interferenze generate e ricevute dai ripetitori confinanti.

Italia divisa in quattro aree

Per svolgere tutte queste attività, il territorio italiano è stato suddiviso in 4 macro-aree: la prima ad avviare le “grandi manovre”, dal 1° gennaio al 31 maggio 2020, comprende le regioni Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campagna e Sardegna (nel documento il Mise specifica in dettaglio anche le province interessate).

Si prosegue poi con l’area 2 (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia con esclusione della provincia di Mantova, province di Piacenza, Trento e Bolzano – 1° giugno 2020 – 31 dicembre 2020), l’area 4 (Sicilia, province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro – 1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021) e infine l’area 3 (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e province di Mantova, Cosenza e Crotone – 1° settembre 2021 – 31 dicembre 2021).

La notizia più importante per tutti i telespettatori italiani è che, dal 1° gennaio 2020, tutti i canali radiotelevisivi abbandoneranno definitivamente la codifica MPEG-2 e passeranno all’MPEG-4 anche per trasmettere i programmi a definizione standard (tutti quelli in HD sono già in MPEG-4). È importante sottolineare che questo primo switch-off non riguarderà solo l’area 1 ma tutte le regioni italiane e in simultanea.

Bisogna cambiare il Tv?

Chi possiede un televisore acquistato qualche anno fa oppure un decoder DTT HD, entrambi anche solo in DVB-T, con i quali già vede i canali HD come Rai 1 HD (LCN 501), Canale 5 HD (505) e La7 HD (507) non dovrà fare nulla. Gli basterà attendere lo switch-off definitivo del 2022 e, solo in quel momento, acquistare un nuovo apparecchio se quello precedente non supporta il codec HEVC. Chi, invece, possiede un vecchio Tv senza MPEG-4 HD o un decoder DTT SD MPEG-2 dovrà subito acquistare un nuovo apparecchio compatibile MPEG-4 ma senza doverlo cambiare dopo 2 anni visto che tutti i modelli di Tv e decoder in commercio sono già predisposti per il DVB-T2 HEVC.

Gli spostamenti di frequenza che verranno progressivamente attivati nelle quattro macro-regioni costringeranno i telespettatori anche a una o più risintonizzazioni. In alcuni casi (es.: impianti condominiali) si dovrà provvedere anche all’adeguamento o riprogrammazione delle antenne e dei centralini di distribuzione.

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