Server: Lenovo parte all’attacco

logo GartnerBene complessivamente, male nella regione Emea: è un chiaroscuro piuttosto netto l’andamento del mercato dei server nel secondo trimestre dell’anno.
Perché, secondo i dati resi noti nella giornata di ieri da Gartner, si parla di un +8 per cento anno su anno in termini di unità vendute e di un +7,2% su base sequenziale in termini di fatturato: non proprio irrilevanti, dunque.
Peccato che le fluttuazioni monetarie dovute ai tassi di cambio abbiano fatto sentire il loro effetto, riducendo la capacità di spesa in alcuni mercati, quello Emea in modo particolare, che dunque nei tre mesi in esame mette a segno un -5,6 per cento in termini di unità e un -2,3% in termini di giro d’affari.
Ma torniamo ai dati generali del comparto.
Il segmento degli x86 ha registrato un +8,3% in termini d unità e un +9% in termini di giro d’affari a fronte di un calo del 18,7% registrato sul fronte Unix e del -9,7% registrato nel mondo Risc/Itanium. Ne guadagno, di converso, i mainframe, per i quali si parla di un +7,8%.
In termini di unità vendute, Gartner dà un totale vicino ai 2,7 milioni di macchine, quando nello stesso periodo dell’anno precedente le vendite si erano fermate al di sotto dei 2,5 milioni.
Se è vero che la parte del leone continua a essere giocata da Hp e Dell, che insieme coprono quasi il 40 per cento del mercato (Hp con 583 mila unità, in crescita del 2,5% e Dell con 485 mila, in leggerissimo regresso sull’anno precedente), la forza del terzo entrante si fa sentire.
Lenovo chiude il trimestre con 222.000 macchine consegnate, che rappresentano un incremento del 185,7% anno su anno.
Bene anche Huawei, distanziata a 122.500 unità, con un +38,5%, mentre Cisco, ferma a 82.400 unità, performa meglio dei primi due top player, con il suo +4%.
Se guardiamo la stessa classifica dal punto di vista del fatturato, i numeri sono ancora più eclatanti.
È vero, Hp è prima con i suoi 3,4 miliardi di fatturato, in crescita del 7,6% rispetto al secondo trimestre dello scorso anno.
È vero, Dell è seconda, con i suoi 2,3 miliardi di dollari, in crescita del 7,1%.
Ma i 949,7 milioni di dollari messi a segno da Lenovo, quarta alle spalle di una Ibm in calo del 35% anno su anno, rappresentano un incremento del 526%, chiaro indice del focus che il colosso cinese ha in questo momento su questo comparto.
Cisco, in questo caso quinta, si ferma a 866,7 milioni, ma mette comunque a segno un importante +19,1%.

Peccato per la regione Emea.
Qui, le pressioni economiche, le riduzioni di spesa e il rialzo dei prezzi da parte dei forti player americani sono davvero sentiti.
In termini unitari si parla di 533.800 macchine, il 37,7 per cento delle quali ad appannaggio di Hp, comunque in regresso del 6,2% e il 22 per cento ascrivibili a Dell, che con le sue 115.320 unità arretra del 4,2%.
Lenovo è arretrata, con 31.300 unità, che le valgono comunque un terzo posto in classifica e un +493,2%.
Cala del 15,8% Fujitsu, quarta con 23.000 macchine, mentre Cisco con le sue 16.200 è quinta in leggero regresso anno su anno.
Dal punto di vista del fatturato, siamo a 3,1 miliardi di dollari complessivi, il 34,3% dei quali in mano ad Hp che pur in regresso supera ancora il miliardo di dollari di fatturato. Dell è a 527,7 milioni, in crescista del 6,9 per cento.
La terza posizione è ancora in mano a Ibm, pur in calo del 35,7%, il cui disimpegno sul fronte degli x86 è la ragione prima del successo di Lenovo, che si colloca quarta con 229,4 milioni di dollari, in crescita del 1941 per cento.

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