I 10 data center più importanti d’Italia

Aruba

Il più accattivante termine Data Center ha ormai sostituito da anni il suo omologo in lingua italiana, quel CED (Centro Elaborazione Dati) protagonista indiscusso della scena informatica professionale della seconda metà del ventesimo secolo.

In verità, anche la sua struttura è cambiata: se il CED di una volta era soprattutto un ambiente di storage, oggi, raggruppa apparati e tecnologie orientate allo scambio dati in ambienti di rete.

Luca Venturelli – già Server & Cloud Business Group Director di Microsoft Italia, ora in forza a Interxion – in una intervista a 01net dichiarò che i data center presenti sul territorio nazionale «Sono circa mille e sono suddivisibili per dimensione e scopo. Secondo una nostra stima sono 30 quelli dei grandi service provider, outsourcer e centri servizi, 100 quelli dei grandi clienti, 500 quelli piccoli, con ownership mista fra aziende e service provider. A questi vanno aggiunte altre strutture, come i Ced di piccole dimensioni».

Una cinquantina di data center puri in Italia

Secondo Datacentermap, invece, in Italia sarebbero presenti 49 data center puri disponibili a ospitare i dati delle aziende, presenti in 20 aree geografiche diverse ma con una evidente concentrazione al nord della penisola, in particolare a Milano, in cui se ne segnalano 18.

Vero polo nevralgico è il centro di via Caldera, gestito dal Mix – il principale Internet Exchange Point italiano -, certamente il maggior collettore di dati d’Italia ospitando praticamente tutti i carrier e gli internet service provider che operano nel nostro paese.

Convertito a data center nel 1994, quando Telecom installò il primo ADM (Add-Drop Multiplexer) in fibra ottica come racconta il sito hostingtalk.it, il centro di via Caldera appartiene a pieno diritto alla storia informatica del nostro paese.

In tempi di hosting spinto, di cloud e di outsourcing, la scelta del data center più adatto diventa prioritaria e, anche se spesso sottovalutata, la sua posizione geografica può rappresentare materia di confronto dialettico.

Una temperatura media esterna non elevata ottimizza i costi energetici, che andrebbero a pesare sul cliente. Un’area ad alto rischio geologico, inoltre, non sarebbe la più indicata per un data center così come aree in vicinanza del mare o di corsi d’acqua o comunque a rischio idrico.

In ogni caso, anche senza scomodare studi universitari sul territorio, scegliere un data center raggiungibile abbastanza facilmente può essere un vantaggio. Se non altro per andarlo a visitare periodicamente, soprattutto in fase di scelta, per constatare di persona l’adesione ai parametri minimi di sicurezza in tutti i suoi aspetti, fisici e virtuali.

Nella gallery, dunque, proponiamo i 10 Data Center più importanti in Italia, per dimensioni e per business generato.

1. Aruba (Arezzo)

Presente in Italia con due data center di proprietà, entrambi ad Arezzo, Aruba è certamente uno dei primi nomi da considerare. In totale nei due centri si hanno a disposizione 7mila mq e 50mila server. Tra i clienti l’Agenzia delle Entrate e la Banca d’Italia. (Aruba)

2. Interoute

Uno degli operatori di telecomunicazioni più grandi del mondo, probabilmente il maggiore in Europa. In Italia opera in colocation, i suoi data center sono ospitati in 8 luoghi fisici da Roma a Venezia e Torino. (Interoute)

3. Kpnqwest (Milano)

Altro brand molto noto del settore, possiede 4 strutture di data center tutte all’interno dello stesso centro di via Caldera. Virtuosa dell’offerta cloud e virtual, si avvale di una rete di partner locali sparsi nel territorio. (KNPQwest)

4. Tiscali (Cagliari)

4 data center tutti in Italia per l’ISP sardo. Il principale è nei pressi di Cagliari (area con sismicità nulla) al quale sono collegati i data center secondari a Milano, in via Caldera, Bologna e Roma. (Tiscali)

5. I.Net (Milano)

Quando BT ha finalizzato l’acquisizione di I.Net forse non era pienamente consapevole dell’eccellenza del data center che si portava in casa. Uno dei primi ISP italiani, uno dei primi e migliori data center d’Europa continua a vivere all’interno di due edifici di sei piani, con una superficie totale di 14.400 mq, 5.500 di sale computer in via Caldera. (I.Net)

6. IT.Net (Milano e Roma)

Due data center di proprietà a Milano e Roma in totale ridondanza per un altro nome storico dell’It italiano ora in fase di ridefinizione dell’offerta. Offerta particolarmente indicata per soluzioni Pmi. (It.Net)

7. Telnet (Milano)

Presenza storica all’interno del centro di via Caldera a Milano, può contare su cinque data center di cui l’ultimo di 900 mq aderente agli standard Tier 4, i più moderni. Telnet offre servizi di connettività alle aziende dal 1994 e si differenzia per non effettuare censure e filtraggi ai dati. (Telnet)

8. ITgate (Torino)

Due data center di proprietà, entrambi a Torino, per un altro esempio alternativo ai soliti noti. Rispetto alla concorrenza mette sul tavolo la centralità del suo nodo di interconnessione in Europa e la presenza di un NCC 24x7. (ITgate)

9. InAsset (Udine)

Altro data center “casereccio” ma non certo inferiore ai più blasonati al punto da ricevere – primo in Italia - la certificazione M&O dall’Uptime Institute, 1800 metri quadri in totale, ospita 11 tra carrier e isp, è un riferimento assoluto per il nord-est. (InAsset)

10. Piceno Data Center (Ascoli Piceno)

Un data center dal vago sapore retrò che in ogni caso rimane un’alternativa al dominio milanese. Frutto dell’iniziativa di un gruppo di soci locali garantisce posti di lavoro e supporto di prossimità alle numerose aziende marchigiane. (Piceno Data Center)

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4 COMMENTI

  1. Singolare che nei primi dieci non compaiano gli IDC di Telecom Italia,
    sembra proprio una pubblicità mascherata anche male questo articolo

  2. Gentile signor Logoni, non abbiamo avuto assolutamente la pretesa di essere esaustivi, ma solo di fornire una sintetica panoramica dei più importanti data center italiani e, infatti, Telecom non è l’unico assente illustre.

    Ci sembra altresì importante, inoltre, restituire al termine “data center” una definizione precisa lontana da eco meramente pubblicitarie e di marketing. Proprio per questo, reputiamo sia utile per le aziende italiane fare seguito a questa gallery sviluppando nuovi articoli a tema, in cui daremo voce anche agli assenti con i dovuti distinguo.

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