HPE, con The Machine il memory driven computing c’è

The Machine non è certo una novità per HPE. Il progetto ha ormai due anni di vita, ma sembra essere arrivato ora a una sua formulazione più definita.
In occasione dell’edizione europea di Discover, l’evento che HPE dedica a tutta la sua innovazione tecnologica, la società ha infatti portato The Machine un passo avanti.
L’idea sottostante è quella di combinare in-memory, fotonica e una fabric di nuova generazione per gestire vaste quantità di dati.

A Discover HPE ha mostrato un prototipo funzionale con nodi computazionali che condividono blocchi di memoria veloci e permanenti, data link basati su fotonica, oltre all’hardware dedicato che serve a far funzionare il tutto.

Questi, in sintesi estrema, i building block della nuova architettura:

  • nodi computazionali con accesso a blocchi condivisi di Fabric-Attached Memory;
  • Un sistema operativo basato su Linux ottimizzato, che gira su un System on a Chip (SOC) custom;
  • connettori fotonici/ottici, incluso il modulo fotonico X1
  • nuovi tool di programmazione, per poter sfruttare i vantaggi della memoria persiitente
Per HPE il memory driven è il futuro

Quanto mostrato a Discover lascia intuire che il memory driven computing raggiunge velocità impensabili per le architetture attuali: fino a 8.000 volte più veloce.
Secondo HPE sarebbe qui la risposta per un futuro nel quale i computer dovrebbero essere in grado di trasformare grandi quantità di dati in informazioni utili, il tutto a costi ragionevoli e mantenendo ragionevole anche il consumo energetico.
“È una pietra miliare nell’ambito del progetto The Machine – ha dichiarato Antonio Neri, Executive Vice President e General Manager dell’Enterprise Group – con questo prototipo abbiamo dimostrato il potenziale del Memory-Driven Computing, aprendo le porte a una innovazione immediata”.
La disponibilità commerciale delle tecnologie derivanti dal progetto The Machine dovrebbe arrivare tra il 2018 e il 2020, con una ripartizione in quattro aree chiave:

  • Non-Volatile Memory (NVM)
    In questo caso la previsione di rilascio è per il biennio 2018/2019. Per altro, deriva direttament da The Machine la Persistent Memory dei nuovi server ProLiant.
  • Fabric (fotonica inclusa)
    Qualche derivazione è già disponibile sui nuovi sistemi Sinergy, ma implementazioni più consistenti sono previste nel biennio 2018/2019.
  • Abilitazione dell’ecosistema
    In questo caso si tratta di ampliare le collaborazioni esistenti con le realtà, I consorzi e gli sviluppatori che lavorano sui sistemi memory-driven. Il riferimento è alla collaborazione con Hortonworks annunciata quest’anno o al rilascio su GitHUb di pacchetti di codice.
  • Sicurezza
    Con questo prototipo, HPE ha dimostrato interconnessioni sicure di memoria e continuerà a lavorare sulle funzionalità di sicurezza per l’hardware con l’idea di portare nuove soluzioni al mercato dal 2020.
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