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Epyc, il processore che vuol rivoluzionare il datacenter

L’arrivo dei processori Ryzen di AMD ha portato una ventata di novità nelle mondo delle CPU x64, un po’ appiattito sulle posizioni di intel e soprattutto sul suo ciclo di rinnovamento meno rapido del solito. Ma ora AMD promette di smuovere allo stesso modo un settore più critico per qualsiasi produttore hardware, in questa fase del mercato: quello dei datacenter, con le CPU per server Epyc che arriveranno sul mercato a giugno.

Epyc è il marchio con cui debutta la linea di processori per server nota come Naples, basata sui core di nuova generazione Zen come le CPU per desktop. Anche in questo caso il mantra di AMD è quello di elevare il numero dei core disponibili a parità di costo rispetto alla concorrenza Intel. Nel mondo desktop questo ha una importanza relativa, nel mondo server la carica innovativa è maggiore.

Uno dei primi Epyc, montato in socket e raffigurato dal basso

Il punto, sostiene AMD, è che la stragrande maggioranza (l’80 percento secondo IDC) dei server installati nei datacenter sono modelli a doppio socket perché non esistono processori che da soli possano dare la potenza adeguata. Si tratta quindi non di una precisa scelta architetturale ma di un limite dei processori più usati in questo tipo di server, ossia gli Xeon di Intel. Epyc arriva a cambiare questo scenario: permette di progettare server a singolo processore con abbastanza potenza (ossia core, in sintesi) e capacità di indirizzamento della memoria.

Avere la possibilità di usare server a un solo socket invece che due è un bel vantaggio, potenzialmente, nei datacenter. Server più semplici occupano meno spazio, consumano meno e costano anche meno. Con il risultato che se ne possono installare di più a parità di spazio e si può risparmiare qualcosina nella bolletta energetica. E in alcuni casi anche nelle licenze software, visto che diverse piattaforme sono “prezzate” in base al numero di socket del server che le eseguirà.

Come cambia il mercato

Nella visione di AMD, quindi, la tripartizione del mercato tra pochi server di base a un socket, molti server mainstream a due e pochi server di punta a quattro o più CPU è destinata a cambiare. I server a CPU singola con Epyc possono sostituire la maggioranza dei modelli a doppio socket, che rappresentano non a caso la maggiore fetta di mercato sia per i modelli standard che per quelli custom prodotti in modo specifico da o per gli hyperscaler. Il segmento “top” resterebbe invariato e i server attuali Intel con un solo socket diventerebbero davvero “entry”.

Tra l’altro, sostiene AMD, circa la metà dei server a doppio socket instakllati nei datacenter hanno processori di potenza relativamente limitata. Il riferimento esplicito è agli Xeon E5 a 12 core (quindi 24 per server), a cui si contrappone il singolo processore Epyc a 32 core. E se serve ancora più potenza, AMD prevede l’utilizzo di Epyc anche in configurazioni dual-socket, che con i loro 64 core totali superano largamente il top degli Xeon E5 (da 22 core ciascuno).

Dopo Napoli, in arrivo Roma e Milano: la roadmap dei processori AMD per server

Ma le performance di Epyc supportano l’idea di AMD? Quelli dei test fatti da AMD stessa prevedibilmente sì, ci sarà poi da vedere come andranno le macchine con i processori AMD quando saranno installate in datacenter veri e con carichi di lavoro reali. La sensazione comunque è che Epyc abbia parecchie frecce al suo arco, molte più di Ryzen perché nei datacenter ci sono molti workload che possono davvero sfruttare l’alto numero di core delle CPU di AMD, mentre nel mondo desktop la prestazione single-core ha ancora una importanza prevalente.