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Vodafone testa la tecnologia OpenRAN, forti risparmi all’orizzonte sul 5G

Vodafone ha avviato la sperimentazione della tecnologia OpenRAN, frutto della collaborazione con il Telecom Infra Group.

Non è certo un segreto che negli ultimi anni il mercato dei mobile network si sia drasticamente ristretto, con tre soli big player in campo: Huawei su tutti (ma alle prese con la guerra commerciale USA-Cina, e a forte rischio anche in Europa), Nokia ed Ericsson.

Un ban completo di Huawei creerebbe di fatto un duopolio nordico, una situazione certo non auspicabile.

Vodafone sta di fatto cercando di trovare una soluzione alternativa, e la partnership  con Telecom Infra Group va letta proprio in quest’ottica. La telco britannica ha infatti avviato delle prove sul campo nel Regno Unito, uno dei mercati più competitivi, un test decisamente probante per OpenRAN.

In una RAN (Radio Access Network) convenzionale, le componenti hardware e software sono strettamente legate e le interfacce escludono l’interoperabilità fra vendor differenti. Questo implica che tutte le parti vengano solitamente acquistate da un unico produttore. OpenRAN lavora virtualizzando numerose componenti, consentendo agli operatori di eseguire funzioni di software-defined networking su server standard.

Sebbene l’interesse delle telco verso le tecnologie OpenRAN sia cresciuto notevolmente negli ultimi anni, l’annuncio di Vodafone è importante per diverse ragioni. Prima di tutto, la società britannica ha portato lo stadio dello sviluppo dai laboratori a un test su larga scala direttamente sul campo, un passo decisivo. OpenRAN viene usata attualmente da Vodafone nella Repubblica Democratica del Congo e in Mozambico per alcuni servizi 2G, 3G e 4G, e altri potrebbero essere aggiunti sul 5G. I prossimi step prevedono test in Sud Africa e in Turchia.

La ragione di queste prove e dell’interesse generale è presto detta: si chiama contenimento dei costi.

Le previsioni sui costi dello sviluppo delle reti 5G vedono una riduzione dei costi del 30% entro il 2022 usando network tradizionali. Ma, usando architetture aperte come OpenRAN, la riduzione salirebbe fino al 50%: una differenza enorme, dato che l’ordine di grandezza degli investimenti è di miliardi di euro.

Come cliente di Huawei, Vodafone è certo preoccupata per un eventuale bad della società cinese, e non vuole farsi trovare impreparata. Non avere alcuna alternativa pronta  implicherebbe uno scarso potere contrattuale con i due player rimasti sul campo.

Vodafone e TIP hanno anche dichiarato che OpenRAN non è in competizione o in alternativa con il lavoro svolto da O-RAN ma che anzi i due gruppi sono complementari in quanto a impegni e obiettivi: OpenRAN è infatti completamente compatibile con le specifiche sviluppate e rese pubbliche dal gruppo O-RAN.

La grande sfida di Vodafone sarà dimostrare concretamente che l’approccio aperto di OpenRAN è efficace e consente i risparmi previsti. Un ulteriore ostacolo potrebbe inoltre derivare dalla intrinseca complessità che un network fatto da componenti provenienti da molti vendor potrebbe generare.

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