Ue a Microsoft: non ci siamo ancora

La Commissione convinta: Microsoft non ha ottemperato alle richieste dekl 2004. E rifiuta le accuse di parzialità.

La Commissione europea ha annunciato, alla fine della scorsa settimana, di
aver inviato una lettera a Microsoft nella quale di nuovo afferma il proprio
punto di vista, ovvero che Microsoft ancora non è in regola con le imposizioni
antitrust comminate lo scorso anno.

Una sorta di
ultimo documento ufficiale prima dell'udienza, fissata il 30 e il 31 marzo
prossimi, dopo la quale la Commissione deciderà se comminare la sanzione da 2
milioni di euro al giorno destinata a restare in vigour fino a quando Microsoft
non ottempererà alle richieste che risalgono ormai al 2004.


Severa la Commissione, che, nel sostenere le proprie tesi,
riporta stralci della relazione conclusiva stilata da Taeus Europe,
specializzata nell'area della proprietà intellettuale e del riverse engineering,
nei quali si legge che la documentazione fin qui fornita da Microsoft ha più lo
scopo di fornire il numero minimo di informazioni utili nel massimo numero di
pagine possibile.


Nella relazione inviata a Microsoft, la Commissione dettaglia inoltre i propri compiti e ruolo, in risposta alle accuse di parzialità mosse nei giorni precedenti dalla stessa Microsoft.

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