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Top 100 ecommerce italiano: il primato è sempre di Amazon

Dal report 2021 dedicato all’ecommerce in Italia nel 2020 della Casaleggio Associati emerge un paese cambiato sotto il profilo del commercio digitale, che, per la prima volta, non incrementa il fatturato ma si modifica con acquisizioni e nuovi clienti.

Il rapporto è stato realizzato da Casaleggio Associati con l’elaborazione di studi e ricerche di mercato, articoli di attualità, l’esperienza sul campo, e con una survey online e interviste di approfondimento con alcuni dei principali operatori del mercato ecommerce.

La quindicesima edizione della ricerca riporta i dati relativi alle vendite online nel 2020, che registrano una lieve flessione del fatturato totale: uno specchio di un Paese che ha vissuto comprensibili difficoltà economiche.

Dopo anni di crescita incontrastata, nel 2020 il valore del fatturato ecommerce in Italia è stimato essere di 48,25 miliardi di euro, con una decrescita dell’1% rispetto al 2019.

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Crescono il settore del tempo libero, che rappresenta il 48% del fatturato totale grazie in particolare al gioco online, all’hobbistica e allo sport, quelli dei centri commerciali (+36% rispetto all’anno precedente), delle assicurazioni (+6%), dell’alimentare (+63%), dell’elettronica (+12%), della moda (+12%).

Hanno registrato invece comprensibili cali significativi il turismo (-58%) e gli spettacoli (-9%), che invece nel 219 si configuravano come settori trainanti.

3,2 milioni di nuovi utenti online

La pandemia ha portato alla diffusione dell’online tra gli italiani: a dicembre 2020 acquistavano online il 74,7% degli italiani, il 4,7% in più rispetto all’anno precedente, per un totale di 3,2 milioni di nuovi utenti.

Il dato è confermato dall’aumento del 50% vdi aziende dedicate all’ecommerce.

Il 68% delle aziende intervistate da Casaleggio Associati ha dichiarato che il 2020 si è chiuso con un incremento del fatturato.

Solamente il 20% ha perso volume di affari, mentre il 12% è riuscito a mantenerlo stabile.

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Nel corso dell’ultimo anno ci sono state diverse acquisizioni in ambito ecommerce, sia in Italia che all’estero, spesso mirate ad espandere il proprio canale online in ottica di omnicanalità (per esempio Nestlè ha comprato Freshly, mentre Campari ha acquisito Tannico).

Nel 2020 e nella prima parte del 2021 numerosi player si sono aggregati nel modello della federazione o corporazione, talvolta anche in modalità cooperativa, creando piattaforme e brand che consentono di presentarsi sul mercato con maggiore forza.

Questo modello consente agli esercizi di prossimità di essere presenti online anche laddove gli sforzi individuali non lo consentano, di ottimizzare la presenza, il marketing, la comunicazione e la gestione logistica e ha consentito a diverse aziende di resistere e prosperare in un momento di difficoltà, nonché di contrapporsi, almeno in parte, all’avanzata dei marketplace.

Il ruolo dei marketplace

Dalle interviste è emerso che il 45% delle aziende vende su marketplace, mentre il restante 56% non utilizza questi canali.

Per il 32% delle aziende che vendono utilizzando marketplace, questi incidono meno del 10% sul fatturato.

Per il 19% delle aziende incide dall’11 al 25%, il 17% parla di un incremento tra il 26 e il 50% mentre per un altro 17% l’incidenza è tra il 51 e il 75%. Il 15 % ha un’incidenza maggiore al 75%.

Amazon è il marketplace più utilizzato dalle realtà italiane, seguito da Ebay e Facebook Marketplace.

Se i marketplace rimangono la prima scelta delle aziende italiane – osserva Davide Casaleggio, CEO e Partner della Casaleggio Associati in una nota – va sottolineato come la modalità di federazione abbia portato alla creazione di local marketplace grazie alla riscoperta da parte dei consumatori dei negozi di quartiere”.

 

Per Casaleggio Associati la nuova modalità di acquisto ha portato a dover riflettere sui temi strategici per il futuro del paese, della logistica e delle infrastrutture.

Le spedizioni generate dall’e-commerce durante il lockdown sono aumentate del 103% e del 68,5% nel post lockdown.

Questo ha portato sia a grandi investimenti da parte dei privati, sia a un mancato riconoscimento di quella che Casaleggio definisce come “shipping neutrality, ossia la garanzia dello stesso trattamento da parte degli operatori della logistica e delle spedizioni nei confronti di tutti i player ecommerce“.

Nel 2020 tanto le aziende quanto gli utenti hanno spinto maggiormente sul social commerce ed è un tendenza che si rafforzerà, sostiene Luca Eleuteri, co-founder di Casaleggio Associati: “Coinvolgere gli utenti portandoli all’acquisto e trasformandoli in ambassador di un prodotto, in una piattaforma ricca di distrazioni come quella del social media, non è così banale”.

La top 100 dell’ecommerce italiano

Di seguito riportiamo la classifica dei principali cento operatori nel settore ecommerce nazionale elaborata da Casaleggio Associati (con dati al 3 maggio 2021).

La classifica è basata su stime di dati reperibili online, non ha valore statistico ma è indicativa dei rapporti di forza.Oltre alla stima dei visitatori unici al mese, vengono considerati il tempo sul sito web, la frequenza di rimbalzo e la stima della rilevanza del brand.

Due volte all’anno viene realizzato un aggiornamento in base ai cambiamenti avvenuti (naming, url, aggregazioni o altro). Le aziende presenti nel ranking sono selezionate in base alle stime di fatturato relative all’anno precedente e del traffico sul sito.

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