Symantec compra Blue Coat e rafforza l’enterprise security

È un investimento da 4,65 miliardi di dollari quello annunciato in questi giorni e che vede Symantec acquisire gli asset di Blue Coat con l’obiettivo di rafforzare le sue attività in ambito security.
In particolare, l’acquisizione di Blue Coat rafforza l’attuale offerta di Symantec rispetto alle minacce provenienti dal Web e dunque l’acquisizione è da leggersi in un’ottica di complementarietà.

La trasformazione di Symantec continua

Si tratta, va detto, di un ulteriore tassello nel percorso di trasformazione di Symantec, che all’inizio dell’anno ha ceduto le attività in ambito data storage, cedendo a una cordata di investitori guidata da Carlyle Group le attività di Veritas per 7,4 miliardi di dollari, cifra già al momento dell’accordo giudicata necessaria per perseguire una strategia di rafforzamento sul fronte della security.
Secondo quanto dichiarato dal CFO della società, Thomas Seifert, l’acquisizione di Blue Coat era nell’aria da tempo, ma per poter proseguire nelle trattative era necessario chiudere la “partita” con Veritas.

Si sposta l'asse verso la sicurezza di classe enterprise

L’acquisizione, ed  è questo un ulteriore elemento strategico, sposta anche l’asse di attività di Symantec, che, una volta completata l’operazione, sarà in grado di ascrivere alla sicurezza di classe enterprise oltre il 60 per cento delle proprie revenue, entrando in diretta competizione con player come Palo Alto Networks, FireEye e Check Point Software.
Su un punto Seifert è stato chiaro: anche se il riequilibrio sul fronte enterprse è evidente, non c’è alcun piano per dismettere le attività che Symantec ha in ambito consumer.
Non al momento, per lo meno, dal momento che, sono sempre sue parole, si sta parlando di un’area di business che in ogni caso genera profitti.
greg clarkTuttavia, e di nuovo torniamo alla strategicità dell’operazione, non può essere considerato un caso il fatto che Greg Clark, Ceo di Blue Coat, diventerà Ceo di Symantec, risolvendo così il problema di successione aperto alla fine del mese di aprile, quando Michael Brown lasciò l’incarico dopo una trimestrale particolarmente insoddisfacente.

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