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Social media destinati a durare, nonostante le fake news

Tra il 2014 e il 2018 il tempo medio sulle social media app è aumentato quasi del 60%. Meno di un utente su cinque si fida delle informazioni che vi legge. E quasi il 70% degli utenti ritiene che le società che erogano i social media dovrebbero garantire l’assenza di contenuti falsi dalle piattaforme.

Sono dati che emergono dall’ultimo rapporto dell’Ericsson ConsumerLab#OMG Social media is here to stay”, che decreta un incremento degli utenti e del tempo medio trascorso sulle piattaforme social.

Come ha spiegato André Gualda, Senior Advisor dell’Ericsson ConsumerLab, in una nota, “dopo le critiche dovute allo scandalo Cambridge Analytica e ad altre violazioni della privacy, abbiamo voluto verificare se media e analisti avessero ragione ad affermare che i social stessero perdendo popolarità. In realtà, i social media non stanno affatto peggiorando, anzi, stanno continuando a crescere”.

Crescita costante, nonostante

Attualmente, oltre 3 miliardi di persone accedono regolarmente ad almeno un social.

A livello globale tra il 2014 e il 2018 il tempo medio trascorso sulle  app è aumentato di quasi il 60%, passando da 30 minuti al giorno nel 2014 a 47 nel 2018.

Il rapporto “#OMG Social media is here to stay” dell’Ericsson ConsumerLab si basa sulle risposte fornite da 2.600 utilizzatori di smartphone negli Stati Uniti e nel Regno Unito e su interviste svolte di persona in Brasile, Giappone, Svezia, Stati Uniti e il Regno Unito. Lo studio include anche dati provenienti da un database esistente di utenti globali.

Le fake news stanno erodendo la fiducia degli utenti: oltre il 50% dei consumatori intervistati negli Stati Uniti e nel Regno Unito ha ammesso di aver letto notizie sui social che in seguito ha scoperto essere false e quasi uno su quattro ha ammesso di aver condiviso articoli che in seguito si sono rivelati falsi. Meno di un utente su cinque si fida delle informazioni lette sui social media.

Quasi il 70% degli utenti pensa che le social media company dovrebbero garantire l’assenza di contenuti falsi dalla propria piattaforma e oltre la metà degli intervistati crede che i social media dovrebbero essere legalmente responsabili per le notizie false.

Tre utenti su 5 affermano che le social media company dovrebbero assumere persone per rivedere i contenuti, mentre il 40% sostiene che questo compito debba essere svolto dall’intelligenza artificiale.

Facebook in calo?

I brand social sono a scadenza: tra le 10 piattaforme social più popolari del 2008, 5 non esistono più e solo 2 rimangono tra le prime 10 del 2018.

Facebook domina ancora, ma la crescita della sua base di utenti e del tempo trascorso sul sito sta rallentando e in alcuni paesi questi parametri sono in diminuzione.

Un ulteriore aspetto che emerge dal report dell’Ericsson ConsumerLab riguarda la connotazione negativa che si sta diffondendo verso i social media.

Il 30% dei consumatori intervistati negli Stati Uniti e nel Regno Unito si rifiuta di dichiarare quanto tempo trascorre sui social media e il 70% pensa che l’uso eccessivo dei social non sia salutare.

Comunque i social restano parte integrante dell’infrastruttura sociale: sebbene i consumatori stiano attualmente condividendo di meno, i social sono troppo legati alle loro vite per poterli abbandonare.

Circa un utente su cinque crede che otterrà di più dalle notizie sui social media in cinque anni.

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