Smau: ma quante belle addormentate tra le Pmi

Un’analisi della School of management del Politecnico saggia la predisposizione all’innovazione delle piccole e medie imprese.

Malgrado il “problema culturale sistemico” di cui parla Rangone investa tutti gli attori in gioco, le difficoltà sembrano coinvolgere in modo più pesante le aziende di piccole e medie dimensioni.

Ne ha interpellate 700 la School of management del Politecnico, cercando di saggiare la loro reale predisposizione all’innovazione. Quanto ci credono gli imprenditori e i vertici aziendali? E anche credendoci, sono state fatte azioni concrete per la gestione della variabile tecnologica?

Dall’indagine, condotta su realtà tra i 10 e i 500 addetti, le aziende emergono suddivise in tre macrogruppi.
Le belle addormentate, come le definisce Rangone, nelle quali manca in toto la sensibilità dei vertici. Sono il 50% del campione.
Un 30% risulta a metà del guado: si cominciano a prendere le prime decisioni.
Il 20% viene definito “sul pezzo” e dunque riesce già a coniugare convinzione del management e capacità di gestione.
Va detto – ed è questo il segnale di incoraggiamento che ne ricava Rangone – che in quel 20% si trovano le realtà migliori e che, non a caso, per loro la leva tecnologica è ormai diventata leva di business e di innovazione”.

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