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Smartphone a un passo dall’obsolescenza

Smartphone destinati a diventare oggetti del passato nel giro dei prossimi cinque anni.
Ci crede la metà dei consumatori interpellati dal ConsumerLab di Ericsson nella quinta edizione del suo report annuale “Hot Consumer Trends 2016” contenente le dieci principali tendenze del mondo consumer per il 2016 e oltre.
Un campione di tutto rilievo, se si considera che è rappresentativo di 1,1 miliardi di persone in 24 Paesi, con un focus più ristretto su 46 milioni di utenti smartphone che vivono in dieci metropoli nel mondo.

Gli stessi che, nel report di quest’anno, si dicono convinti che l’intelligenza artificiale potrà presto abilitare l’interazione con gli oggetti senza passare per lo schermo di un device intelligente.
Lo studio indica, inoltre, che poiché l’adozione delle tecnologie di rete diventa sempre più veloce, il loro utilizzo da parte del mercato di massa sta diventando prassi in tempi più rapidi. Di conseguenza, si riduce il periodo di tempo in cui gli early adopter riescono a influenzare gli altri consumatori.

Vero è, comunque, che parlando in termini di “Lifestyle Network Effect”, il primo dei dieci trend indicati si basa sull’evidenza che, ben quattro persone su cinque, sono ora consapevoli del fatto che i benefici generati dall’utilizzo di servizi online sono maggiori nel momento in cui più persone li utilizzano.
A livello globale il 34% dei consumatori, che salgono a quota 37% in Italia, aderisce già a varie forme di sharing economy, con la condivisione di una stanza o di un appartamento (in media del 17%), di abbigliamento (13%) e del bike/car sharing (6%) a farla da padroni tra i servizi maggiormente utilizzati dagli italiani.
Il secondo trend emerso è che i nativi digitali preferiscono lo streaming, con i teenager che guardano più contenuti video su YouTube di ogni altra fascia di età. Il 46% degli adolescenti, tra i 16 e i 19 anni, trascorre, infatti, un’ora o più al giorno davanti a YouTube. In Italia il 45% del totale del tempo speso per vedere contenuti video è su dispositivi mobili come smartphone, tablet o laptop, percentuale che arriva fino al 60% nel caso dei teenager.

Verso nuove modalità di interazione
Da qui il crescente desiderio dei consumatori di integrare tecnologie di realtà virtuale nelle proprie attività quotidiane ricorrendo, come fa il 57% dei consumatori italiani, più all’online che all’offline per quanto riguarda la ricerca di prodotti, lasciando intendere l’aumentata importanza del digitale nella vita di tutti noi.
Non stupisce, allora, il dato secondo cui il 55% dei possessori di uno smartphone ritiene che, entro i prossimi cinque anni, i mattoni utilizzati per costruire le case potrebbero contenere sensori in grado di monitorare muffe, perdite ed eventuali problemi elettrici, con un relativo ripensamento del concetto di case intelligenti.
A loro volta, pendolari sempre più smart vogliono usare il loro tempo in maniera significativa e non sentirsi come oggetti passivi in transito. L’86% vorrebbe, infatti, usare servizi personalizzati se fossero disponibili durante le proprie trasferte. In Italia, il 60% dei pendolari accede a servizi Internet durante gli spostamenti in città dichiarandosi soddisfatto, nel 47% dei casi, dei servizi di Instant Messaging, della navigazione Web (42%), delle videochiamate (31%) e dei servizi di video streaming (27%).
In un siffatto scenario, i social network possono diventare il modo migliore per contattare i servizi di emergenza. Sei consumatori su dieci sono, inoltre, interessati ad avere un’app che li possa informare sui disastri e sulle emergenze.
Come già da più parti pronosticato, sensori interni al nostro corpo che misurano il benessere fisico delle persone potrebbero diventare i nuovi wearables: otto consumatori su dieci vorrebbero usare la tecnologia per migliorare le percezioni sensoriali e le capacità cognitive come la vista, la memoria e l’udito.
Infine, la maggior parte degli utenti smartphone crede che gli attacchi informatici continueranno a essere un problema, mentre la condivisione delle informazioni da parte dei consumatori si basa sul presupposto che questo possa aumentare la loro influenza sulla società arrivando ad affermare, in più di un terzo dei casi, che denunciare online un’azienda per corruzione ha maggiore impatto che andare dalla polizia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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