Home Digitale Smart working nel manufacturing nella Fase 2: una guida per produrre

Smart working nel manufacturing nella Fase 2: una guida per produrre

Dire smart working un mese fa significava tante cose: smarrimento, dubbi, tentativi, help desk It sotto pressione, acquisti dell’ultimo minuto, attese di corrieri, videoconferenze improvvisate, lavoro in ore antelucane.

Dire smart working oggi significa personale motivato, produttivo, aziende più flessibili e meno esposte ai problemi. È bastato un mese e questi sono alcuni dei vantaggi percepiti, sperimentati e riportati da più parti dello smart working. 

E se l’applicazione del lavoro smart è più semplice e immediata in alcuni settori nel mondo della meccanica, un dei settori trainanti dell’economia nazionale, non è così scontato.

Le misure restrittive riguardo la mobilità degli individui al fine di preservarne il più possibile l’incolumità e la salute, hanno generato un conflitto con la necessità di lavorare e produrre, seppure a ritmi ridotti, e preparare la ripresa.

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Eppure anche un’applicazione parziale dello smart working in alcune aree dell’impresa comporta ingenti vantaggi: è stato sperimentato e continua ad esserlo.

Oltre a quelle orizzontali, adottate da tutti, esistono poi alcune soluzioni specifiche per rendere snello, agile e da remoto anche il lavoro di produzione.

Le abbiamo raccolte in una guida che spiega:

  • In quali reparti dell’azienda è possibile introdurre lo smart working
  • Come impostare e monitorare gli obiettivi
  • Come organizzare al meglio il personale
  • Quali sono gli strumenti tecnologici a disposizione

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