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Slack contro Microsoft in Europa: presentata una denuncia su Teams

Slack Technologies ha annunciato oggi di aver presentato una denuncia all’antitrust europea contro Microsoft, sostenendo come stia sfruttando illegalmente la posizione dominante della sua suite di produttività Office per dare al suo software Teams un ingiusto vantaggio nel mercato in espansione della tecnologia di collaboration.

La denuncia riaccende i riflettori dell’antitrust su Microsoft dopo un periodo di relativa tranquillità relativamente ai controlli normativi e che fa tornare alla mente vecchie vertenze, come quella, una per tutte, che impegnò per anni l’antitrust UE nel valutare la posizione dominante del browser Explorer, preinstallato sui pc venduti in Europa.

La denuncia di Slack definisce come pratica illegale e anticoncorrenziale di Microsoft di abusare del suo dominio sul mercato per estinguere la concorrenza in violazione del diritto della concorrenza dell’Unione europea.

Microsoft avrebbe dunque legato il proprio prodotto Teams alla suite di produttività Office, dominante sul mercato, costringendolo a installare milioni di volte, bloccandone la rimozione e nascondendo il vero costo ai clienti aziendali.

In una nota Jonathan Prince, Vice President of Communications and Policy di Slack si dice fiducioso di vincere sul camp la competizione con Microsoft, facendo leva sulle virtù del proprio prodotto, ma anche di non poter “ignorare i comportamenti illegali che privano i clienti dell’accesso agli strumenti e alle soluzioni che desiderano“.

Slack, per Prince, rappresenta una minaccia al predominio di Microsoft sull’email aziendale, che poi è la pietra angolare di Office, il che significa che Slack minaccia anche la posizione dominante di Microsoft sul software aziendale.

E poi, sempre nella stessa nota, ne fa una questione di principio.

Il problema va oltre la contrapposizione Slack versus Microsoft: “questo è un confronto fra due filosofie molto diverse per il futuro degli ecosistemi digitali, gateway contro gatekeeper“, ha detto Prince. Che è un po’ come progressisti contro conservatori.

Slack  – spiega Prince – offre un approccio aperto e flessibile che aggrava la minaccia a Microsoft perché rappresenta un gateway per la tecnologia innovativa e di primo livello che compete con il resto dello stack di Microsoft e offre ai clienti la libertà di creare soluzioni che soddisfino le loro esigenze. Noi vogliamo essere il 2% del budget del tuo software che rende l’altro 98% più prezioso. Loro invece vogliono sempre il 100% del tuo budget“.

Slack, riporta sempre la nota, vuole semplicemente una concorrenza leale e condizioni di parità.

Una sana concorrenza promuove l’innovazione e crea i migliori prodotti e la scelta migliore per i clienti. Le leggi sulla concorrenza e sull’antitrust sono progettate per garantire che le società dominanti non possano precludere la concorrenza illegalmente. Chiediamo all’UE di essere un arbitro neutrale, esaminare i fatti e far rispettare la legge“, ha affermato David Schellhase, General Counsel presso Slack.

Schellhase si concede anche un commento: “Microsoft sta tornando al comportamento passato. Hanno creato un prodotto debole e copiato e lo hanno legato al loro prodotto Office dominante, forzando a installarlo e bloccandone la rimozione, esattamente una copia del loro comportamento illegale che tennero durante la guerre dei browser“.

Slack chiede dunque alla Commissione europea di agire rapidamente per garantire che Microsoft non possa continuare a sfruttare illegalmente il proprio potere creando indissolubili legami fra i prodotti.

La Commissione europea esaminerà ora il reclamo e deciderà se avviare un’indagine formale su Microsoft per pratiche anticoncorrenziali.

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