Sirmi: Rosso deciso per l’Ict italiana

Tutt’altro che positivo l’andamento dell’Ict italiana nel terzo trimestre dell’anno in corso.
Lo evidenziano i dati Sirmi, diffusi in questi giorni, che parlando di un comparto che vale complessivamente 12,3 miliardi di euro, con un calo del 2 per cento rispetto ai 12,5 miliardi del pari periodo dell’anno precedente.
Nessuna inversione di tendenza, dunque, soprattutto per quanto riguarda la componente IT, che da sola perde quasi il 5 per cento e si ferma appena sopra la soglia dei 4 miliardi di euro.
Per il comparto TLC, invece, si può parlare di sostanziale tenuta, con una leggera flessione dello 0,5 per cento che porta il valore a 8,2 miliardi di euro.
La voce che pesa in modo particolarmente negativo sulla trimestrale è quella legata all’hardware, con un calo a doppia cifra del 12,7 per cento a 1,2 miliardi di euro, mentre decisamente più contenute sono le perdite relative al software (-1,2% a 792 milioni), ai servizi di sviluppo (-3,3 per cento a 828 milioni) e ai servizi di gestione che addirittura mostrano un segno positivo (+0,8%) a 1,1 miliardo.
Per altro, il -4,9% complessivo dell’It, va a sommarsi e peggiora ulteriormente il -1,5 per cento del 2014.
Pesante la situazione dei client: nessuna delle voci di spaccato risulta in crescita: nel periodo in esame si sono venduti 289.640 desktop, in calo dell’11,7%, 557.400 notebook, con un calo addirittura del 25,1%, mentre sui tablet si conferma la saturazione, con oltre 641.000 unità vendute, in regresso del 18% anno su anno.
Infine, è segno negativo anche per i segmenti di nicchia, thin client e workstation, che chiudono rispettivamente con un -22 e un -9,5%.

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