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Server per le Pmi, cinque proposte di base

In questi anni di dura crisi economica, indubbiamente la peggiore della storia (quantomeno in periodo di pace), il Paese è riuscito a sopravvivere anche grazie alla incrollabile resilienza del mondo delle Pmi.

Se oggi l’Italia ha ancora un ruolo economico, lo dobbiamo in non piccola misura alle piccole e medie imprese italiane, e agli imprenditori che le portano avanti.

Spesso le Pmi italiane sono anche costrette a confrontarsi con un ecosistema economico ed infrastrutturale che certamente non agevola l’attività imprenditoriale.

Quando parliamo di infrastruttura, non facciamo solo riferimento a quelle cui siamo tradizionalmente portati a pensare: strade, trasporti, servizi essenziali.

Non da oggi, ma di questi tempi in modo ancora più evidente, è la digitalizzazione la vera infrastruttura per le Pmi moderne.

E badate, non stiamo parlando solo di quelle piccole aziende ad altissimo livello tecnologico, per cui l’information technology è il core business.

Stiamo pensando a tutte le Pmi italiane (e non) che solo grazie alle moderne tecnologie hanno concrete speranze di sopravvivere e prosperare, in un mondo che, piaccia oppure no, è ormai globale.

Il mondo del cloud è essenziale anche per le piccole e medie imprese del nostro Paese, e infatti ve ne abbiamo parlato anche noi.

Tuttavia esistono numerose situazioni per le quali non è pensabile affrontare il percorso verso il cloud. Le ragioni possono essere diverse: banda internet non adeguata, policy aziendale, o limiti software e hardware.

Quale che sia la motivazione che spinge ad una azienda la scelta di avere un server on premise, il mercato risponde presente come e più di prima.

Le tre considerazioni prima di acquistare un server

Per chi fosse alla prima esperienza nella selezione ed acquisto di un server, ricordiamo alcune essenziali considerazioni.

Prima di tutto, un server non è un normale pc. Spesso si tende a pensare ai server come a qualcosa di tutto sommato banale, se non addirittura sostituibile con un normale computer da ufficio.

È un errore relativamente comune, ma dalle conseguenze potenzialmente devastanti. Una perdita dei dati, o anche la sola interruzione della continuità aziendale, sono dietro l’angolo. Un normale computer non differisce da un server solo per le prestazioni (talvolta neppure dissimili) ma anche e soprattutto per la consistenza operativa, la capacità di reggere a carichi di lavoro continuativi e in estrema sintesi, l’affidabilità.

Le componenti sono tutte testate e bilanciate per garantire quanto sopra, unitamente ad alimentatori di alta qualità e flussi d’aria accuratamente progettati.

Un’altra questione della massima importanza, e direttamente correlata, è l’assistenza post vendita. È ovvio che la scelta di acquistare un server implica quasi inevitabilmente la sua importanza in azienda. In caso di guasto è perciò essenziale poter contare sul servizio clienti del produttore del server che avremo scelto.

Infine, vi suggeriamo di non limitarvi ad acquistare il minimo indispensabile per fare girare il software previsto, ma di tenervi (nei limiti del budget) un discreto margine di manovra: sarà sicuramente meno costoso che non la sostituzione integrale del server stesso in tempi relativamente brevi.

I produttori di server sono numerosi, ed è impossibile citarli tutti.

Come sempre, la nostra selezione non ha infatti lo scopo di offrire una visione totale del mercato, ma di permettervi di prendere confidenza con la tipologia di proposte, e fare conseguentemente la scelta più adeguata alle esigenze aziendali.

Dell

Il produttore statunitense è da anni fra i massimi produttori mondiali di personal computer e server.

Come da tradizione di casa Dell, anche i server sono configurabili e built-to-order. Sono numerose le gamme, che includono modelli server rack, prodotti per data center, server high end e infine prodotti a noi più congeniali: server tower.

Diverse le famiglie a disposizione, noi abbiamo scelto di parlare di PowerEdge T330. Questo modello è in grado di soddisfare anche clientele esigenti, ed è certamente idoneo a supportare il carico di lavoro tipico di una Pmi.

I prezzi , come da tradizione Dell, sono competitivi e molto flessibili. si spazia dai 1000 euro IVA esclusa della configurazione base: CPU Intel Xeon E3-1220 v6 3.0GHz, 8 Gbyte di RAM DDR4 e 600 Gbyte di hard disk SAS a 1000 RPM. Ovviamente, ampissima la gamma di opzioni per aumentare performance e ridondanza, anche grazie agli 8 alloggiamenti da 3,5″.

Al vertice della configurazione , con 4560 euro (sempre IVA esclusa) potremo avere CPU Intel Xeon E3-1280 v6 3.9GHz, controller RAID con 1 Gbyte di cache, 16 Gbyte di RAM DDR4, e due dischi da 2 Tbyte SAS hot plug.

Nel mezzo, numerose possibilità di configurazione permettono al cliente di identificare la scelta più adatta alla propria esigenza e possibilità economica.

Fujitsu

L’azienda giapponese è presente in un’ampia gamma di mercati, sia orizzontali che verticali. Indubbiamente, l’information technology è un o dei più importanti.

Da molto tempo Fujitsu è un grande produttore di sistemi server, con soluzioni studiate e realizzate per soddisfare le richieste più diverse ed appartenenti a fasce di mercato anche profondamente diverse.

Un valido esempio della lineup di Fujitsu è sicuramente TX1330 M3. Questo modello, per espressa dichiarazione del produttore, è stato pensato proprio con in mente una utenza di tipo PMI.

Si tratta di un prodotto ad alto livello di personalizzazione: la base prevede come CPU Intel Xeon E3-1225v6 3.3 GHz, 8 Gbyte di RAM DD4 e hard disk da 1 Tbyte, per circa 1400 euro IVA esclusa. Sul fronte opposto, se scegliessimo tutte le principali opzioni per aumentare ridondanza e potenza di calcolo, potremmo superare agevolmente i 5.000 euro, ad esempio scegliendo una CPU Xeon E-2186G 3.8 GHz, 32 Gbyte RAM DDR4, dischi SSD da 2 Tbyte hot swappable.

Hewlett Packard Enterprise

La società, nata dalla scissione di Hewlett Packard avvenuta nel 2015, ha fra i propri prodotti più rilevanti proprio la produzione di server.

Non solo: HPE ha anche una pagina specificamente dedicata al mondo delle PMI (o SMB, small and midsize business). Evidente, dunque, l’attenzione riservata da HPE al settore di riferimento, che viene declinata con numerose proposte.

Vi proponiamo in particolare la gamma ProLiant, particolarmente ampia e in grado di soddisfare le esigenze di qualsiasi piccola o media impresa.

ProLiant ML30 Gen10 . Questo modello, declinato in diverse configurazioni, è basato su CPU Intel Xeon E-2124 (o 2134), RAM minima 8 Gbytes DDR4 e hard disk da 1 Tbyte, ma con slot per ospitare fino a 8 hard disk, e 64 Gbyte di RAM. Il prezzo di ingresso, 1.200 euro iva inclusa, è adeguato alle prestazioni. Ovviamente, optando per una configurazione full optional, la cifra salirebbe in maniera importante, superando agilmente i 4.000 euro.

Lenovo

Il gigante cinese è entrato prepotentemente nel settore dei server, direttamente dalla porta principale, dopo l’acquisizione della divisione di Ibm nel 2014.

Lenovo è da sempre fra i più grandi produttori di personal computer e server al mondo, grazie alla continua capacità di reinventarsi e proporre soluzioni sempre nuove ed in linea con le aspettative del mercato.

Sebbene Lenovo sia attiva nel mercato server soprattutto coprendo la fascia alta, non ha certo scordato di rivolgersi anche ad un pubblico fatto di aziende più piccole, ma non per questo meno esigenti. A queste realtà Lenovo propone tutta l’affidabilità offerta dal data center in un pacchetto ottimizzato per ambienti di ufficio.

Ad esempio, ThinkSystem ST250 è costruito attorno alla CPI Intel Xeon E-2100, può ospitare fino a 64 Gbyte di RAM DDR4, ha slot per 8 hard disk da 3,5” hot swap, e volendo può essere dotato di GPU Nvidia Quadro. I prezzi partono da circa 1800 euro; Lenovo per la gamma server prevede il contatto diretto con uno specialista per meglio indirizzare la scelta del cliente.

Asus

Chiudiamo la nostra panoramica con Asus. Il gigante taiwanese è un nome piuttosto conosciuto nel mercato consumer, a cui rivolge una gran parte della propria sterminata lineup di prodotti.

Infatti, Asus ha a listino smartphone, computer, 2in1, schede madri, GPU, monitor, e una gamma ricchissima dedicala al gaming. E questo solo per citare una parte dei prodotti a marchio Asus, fra cui troviamo anche dei server.

in particolare il TS100-E10-PI4 è un server tower entry-level che supporta l’ultima versione di CPU Intel Xeon E, con supporto memoria fino a 64 Gbyte DDR4. Interessante il Dual M.2 per unità SO interne e indipendenti con RAID 0/1, potendo scegliere fra prestazioni (RAID 0) e ridondanza (RAID 1).

La richiesta economica, a partire da 1.200 euro, appare allineata alla caratura tecnica del prodotto.

In conclusione, alla potenza serve il controllo

Come vi abbiamo anticipato, questi sono solo una piccola selezione dei server disponibili sul mercato, e come se non bastasse ognuno di essi è configurabile in moltissime sue parti.

A nostro avviso, difficilmente una Pmi classica si troverà ad avere problemi di potenza di calcolo. Quasi tutte le CPU sono infatti piuttosto performanti (fermo restando il possibile upgrade laddove necessario).

Considerando quanto detto ad inizio articolo, sicuramente è consigliabile avere ampia riserva di potenza per non incorrere in obsolescenza prematura.

Un input che ci sentiamo invece di darvi senza remore è quello relativo alla salvaguardia dei dati.

Trattandosi di server fisico e di vostra proprietà, è essenziale avere un livello particolarmente elevato di ridondanza e di backup, che metta al riparo la vostra attività tanto da guasti hardware o bug software, quanto dal classico errore umano, sempre in agguato anche per le persone più coscienziose.

Sicuramente sarà buona regola confrontarcisi con un service provider, al fine di impostare la strategia più adeguata ed anche economicamente sostenibile.

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