Scossa in Lenovo: Amelio lascia

Una trimestrale peggio del previsto e l’annuncio di un piano di riorganizzazione.

Tempi duri, crisi dichiarata, bilanci in calo, se non addirittura in rosso.
Per le aziende una sola, comune, parola d'ordine: riorganizzazione. E se nella media questa parola si accompagna a cospicue riduzioni di personale, qualche volta la riorganizzazione parte dall'alto.

E' il caso di Lenovo, che dopo aver presentato una trimestrale peggiore alle attese degli analisti, attestate su un rosso di 52 milioni di dollari, con un calo del 5% sul fatturato che sfiora i 3,6 miliardi di dollari e perdite per 96,7 milioni, annuncia un piano di riorganizzazione con obiettivi ambizioni, primo tra tutti un risparmio di 300 milioni di dollari entro la chiusura del prossimo esercizio fiscale.

Il piano  passa attraverso una serie di misure di razionalizzazione delle strutture, inclusa una riduzione di circa 2.500 unità nell'organico e ridimensionamento delle retribuzioni dei manager, ma passa soprattutto con un importantissimo cambio al vertice.

Il presidente e Ceo della società, William Amelio, che aveva preso il posto di Stephen Ward, primo Ceo a guidare la compagine Lenovo dopo l'acquisizione del business pc di Ibm, nel 2005, ha rassegnato le proprie dimissioni.
Verrà sostituito nell'incarico da Yang Yuanqing.
E' vero che le dichiarazioni ufficiali di Lenovo parlano di conclusione del contratto triennale che legava il manager alla società, ma è altrettanto vero che il momento particolare rende questo cambi al vertice coerentecon la dichiarata necessità di una svolta.

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