Roaming, possibile ripensamento sul tetto dei 90 giorni

Nei giorni scorsi abbiamo riferito della presentazione da parte della Commissione Europea della bozza di regolamento che stabilisce sulla base di quali regole dovranno essere applicate le nuove norme tariffarie dopo la abolizione del roaming nel mese di giugno del prossimo anno.

Una bozza che ha immediatamente raccolto pesanti critiche da parte dell’opinione pubblica soprattutto per un punto: quello che stabilisce un limite di 90 giorni alla possibilità di utilizzare le stesse tariffe nazionali anche all’estero, garantendone il prosieguo senza sovrapprezzo solo a studenti e frontalieri, laddove a tutti gli altri viene lasciata la possibilità di applicare sovrapprezzi fino a 4 centesimi al minuto per le telefonate, 1 centesimo per gli sms e 0,86 centesimi per ogni megabyte di traffico.
Non solo.
Il modello previsto dalla UE è piuttosto macchinoso: per poter mantenere il diritto al roaming senza sovrapprezzo, l’utente dovrebbe riaccreditarsi sulla propria rete nazionale ogni 30 giorni.
Tutte limitazioni che le UE aveva giustificato con la volontà di evitare possibili abusi, da parte di chi, pur risiedendo in un Paese, acquista servizi telefonici in un altro – ad esempio in Francia, Paese nel quale le tariffe telefoniche sono particolarmente interessanti – per poter godere di condizioni di maggior favore.
Le polemiche, dicevamo, sono state piuttosto feroci, e più di un commentatore ha definito il limite dei 90 giorni una scusa per consentire agli operatori di continuare con la pratica del roaming, invece che abolirlo del tutto.

Juncker ritira la bozza di regolamento sul roaming

Uno spiraglio sembra però arrivare dal presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, che a fronte delle proteste ha dichiarato il ritiro della proposta così come formulata, promettendone presto una nuova versione.
Resta in piedi la volontà di trovare un meccanismo che non favorisca gli abusi, tutelando tuttavia tutti coloro che viaggiano, per lavoro, per turismo o per studio.
La ragionevolezza sembra essere la nuova parola d’ordine alla quale si atterranno gli estensori del regolamento, ai quali viene richiesto anche di sviluppare un testo con minori macchinosità rispetto all’attuale.
Una sollecitazione in tal senso viene anche dalle diverse anime del Parlamento europeo, mentre le società di telecomunicazioni trovano il tetto dei 90 giorni già eccessivo.

Tra furbetti e pensionati

Un’ultima nota di colore riguarda la modalità con la quale questa notizia è stata trattata dai diversi media nazionali.
Se in Italia molto si è giocato sull’idea dei “furbetti del telefonino”, il britannico Telegraph parla di una limitazione – quella dei 90 giorni – che penalizza i pensionati che partono per lunghe crociere e per lunghi viaggi all’estero.

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