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Reply Xchange 2021, tutto cambia perché tutto cambi

Cinque giorni di eventi dedicati al futuro delle tecnologie, oltre 110 sessioni su temi di innovazione, momenti di formazione (Show-Me-How) dibattiti (Death Matches) e ospiti da mondi diversi. Questo è stato Reply Xchange, edizione 2021 dell’evento a inviti sull’innovazione in Italia organizzato da Reply, per utenti e partner. 

La conferenza stampa finale, tenuta dal ceo di Reply, Tatiana Rizzante, e dal Cto, Filippo Rizzante, ha consentito, ancora una volta, di comprendere come la realtà italiana sia già proiettata, concretamente, nell’innovazione senza soluzione di continuità, e basata sui dati.

Seguendo il ragionamento dei fratelli Rizzante si percepisce nettamente il fatto che tutto debba cambiare, continuamente, e che questo diventa una condizione di base per una service company, il cui compito è trasferire questa concezione al mercato e indicare alle aziende clienti il futuro per interpretare il loro business.

Filippo Rizzante, Cto di Reply, e Tatiana Rizzante, Ceo di Reply

Un business che, quasi ovvio dirlo, è basato sui dati, partendo dalle architetture per arrivare alla qualità del dato, ai modi per raccoglierlo e mantenerlo nel tempo, e che in questo modo acquisisce la base per poter esistere. Ma anche un business che cambia, ma deve farlo davvero, e non gattopardescamente, come spesso invece accade alle nostre latitudini.

Vuoi perché il mondo dopo la pandemia non aspetta. Vuoi perché c’è un PNRR da scaricare a terra e dovendo essere impostato al cambiamento, la strada da seguire è ben indicata.

Reply ogni anno dimostra di applicare questo modello a se stessa, attuando l’innovazione a partire dal proprio Dna. Tanto che, come ha spiegato Tatiana Rizzante, “non c’è una cifra definita di spesa R&D: siamo una service company, fare ricerca e sviluppo fa parte del business di base. Tutti i nostri team sviluppano componenti di innovazione continuamente“.

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Cominciamo (continuiamo) con l’intelligenza artificiale

In cosa consiste il vento di cambiamento continuo che propone Reply è sintetizzato da Tatiana Rizzante in due driver di innovazione tecnologica: il public cloud da una parte, che si avvia verso una fase di maturazione, mantenendo comunque concreti tassi di crescita, e la nuova ondata di intelligenza artificiale che sta crescendo con vigore.

Naturalmente va considerato che il valore assoluto dei mercati è ancora molto diverso. Reply da una parte ha potenziato le proprie pratiche cloud in tutta Europa; dall’altra sta lavorando molto nell’Intelligenza artificiale, che viene definita senza mezzi termini da Tatiana Rizzante “un’onda inarrestabile. Le aziende continuano a investire sull’intelligenza artificiale per costruire i prodotti e i servizi del futuro e le barriere di ingresso si stanno abbassando: ci sono più persone qualificate e nuove piattaforme e servizi cloud disponibili“.

Ancora una volta Reply ha cominciato a lavorare sulla frontiera più avanzata, quella della confluenza di Intelligenza Artificiale, IoT e Cloud: cioè l’autonomy of things, l’autonomia delle cose.

Tra le aree in più rapida crescita, infatti, ci sono robot e assistenti intelligenti, interfacce umane – visione, linguaggio, gesti, video – oggetti autonomi e analisi predittiva. E, ultimo ma non meno importante, automazione che va dai back office delle assicurazioni ai dipartimenti finanziari, dai processi delle risorse umane al marketing.

Tornando con il pensiero a una decina di anni fa, Rizzante ricorda come si stesse assistendo all’esplosione del fenomeno delle App, un mercato che continua ancora a raddoppiare ogni tre anni. Ma oggi  stiamo assistendo a una nuova evoluzione, ovvero all’aumento delle app di intelligenza artificiale: “stiamo letteralmente automatizzando tutto e aggiungendo intelligenza a tutto. E facendo questo stiamo cambiando il modo con cui interagiamo con le informazioni“.

Oggi con le app accediamo alle informazioni, leggiamo e pubblichiamo dati in modo codificato. “Domani – spiega Rizzante – saranno progettate per interagire senza problemi con tutte le entità intelligenti, utilizzando autonomamente i dati e l’intelligenza artificiale. Così tra dieci anni avremo un’intelligenza artificiale per ogni cosa, proprio come oggi abbiamo un’app mobile per tutto“.

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Per Reply il digitale è già premiante

In questo scenario Reply sta procedendo speditamente. Tatiana Rizzante spiega che in questo trimestre la società è cresciuta dell’11% rispetto al Q1 dello scorso anno che era un trimestre molto forte, non essendo ancora influenzato da Covid.

Reply, in sostanza, sta crescendo più della media del mercato dei servizi IT “per una ragione principale: siamo un attore digitale. Abbiamo una base molto forte sulla tecnologia software e naturalmente sulla cybersecurity, che oggi comprende circa il 6% dei ricavi. Siamo cresciuti con nuove start up e aggiungendo nuovi team“.

Uno dei cambiamenti su cui Reply ha lavorato quest’anno è stato l’aumento della flessibilità della rete, in termini di bacino di talenti. “In particolare, oltre ai nostri paesi storici abbiamo aumentato la presenza nell’Est Europa e nel Far East. Questo è frutto sia di esigenze specifiche dei clienti, ma anche perché crediamo in una forza lavoro distribuita senza distinzione di genere o etnia. Così, oggi le aziende Reply spesso comprendono diverse regioni, facendo leva sul nearshoring e talvolta sull’offshoring“.

Tatiana Rizzante ha spiegato che Reply ha potenziato le practice cloud in tutta Europa, partendo dalla convergenza fra Intelligenza artificiale, IoT e cloud (l’autonomy of things) e potenziato i team dedicati alla digital worklace and media.

Le acquisizioni vanno da quelle fatte in UK (Airwalk e Mansion House nell’area cloud e Financial services) a quelle negli USA; Sagepath nella digital experience, BrightKnight per i servizi finanziari di automazione e Business Elements per le Microsoft application.

Peraltro Filippo Rizzante ha spiegato che la crescita inorganica pesa poco sul fatturato di Reply: “Noi acquisiamo società piccole, non facciamo deal trasformativi: il nostro modello è aggiungere valore acquisendo boutique in aree geografiche, con peso specifico basso sul totale. La nostra crescita avviene in modo organico“.

Nel corso di Xchange 2021 Reply ha annunciato anche un nuovo modo di fare consulenza online sulla spinta del costante aumento della quantità e della velocità della trasformazione e in linea con quanto fatto negli anni per garantire un efficiente flusso e condivisione di informazioni.

Il nuovo servizio – in lancio in queste settimane e pienamente operativo a settembre – si chiama Rose, che sta per Reply Online Services, in acronimo Rose.

Rose, flusso di conoscenza

Rose è ispirato al principio che il flusso di know-how è la chiave per avere successo nel mondo digitale.

Abbiamo ideato questo nuovo servizio online che supporta sia la struttura interna sia le aziende clienti nella gestione della conoscenza. Un modo per entrare direttamente in contatto con gli esperti di Reply, velocemente e senza intermediazione“.

Ci sono servizi e sessioni di consulenza personalizzate online – a ore – one to one tra un cliente e uno o più esperti Reply. Queste sessioni sono interattive e orientate ai risultati.

Ma si può anche partire da un catalogo di argomenti dove vengono proposti temi che servano da ispirazione, dall’intelligenza artificiale al cloud, dal connected product alla Ddigital experience. Oggi si parte con più di centosessanta proposte, ma l’elenco è in costante aggiornamento“.

Naturalmente Rose è anche alimentato dall’intelligenza artificiale.

Inizieranno a operare due tool di assistenza intelligenti: il primo è Trova l’esperto. Un robot che risponde alla domanda: “Chi è il miglior esperto da consultare su un certo argomento”.

Il secondo è il motore di raccomandazione dei contenuti. Risponde alla domanda: “Quale servizio o contenuto disponibile negli archivi di conoscenza di Reply è più rilevante per una certa problematica”.

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Cambierà il workplace e sarà come Netflix

Un anno e mezzo di pandemia ha lasciato il segno anche su Reply, e a conferma che il cambiamento non si ferma mai, Tatiana Rizzante afferma che “Noi sicuramente non ritorneremo a un full office, ma faremo un mix con una componente in presenza e una da remoto. Abbiamo introdotto il video su un modo di lavorare esistente: non è questo il cambiamento: Il digital workplace deve modificare i meccanismi interni. Non si tratta più di lavorare sulla intranet“.

Lo spiega anche Filippo Rizzante, facendo l’esempio della piattaforma Xchange, “che di fatto è una tv interna, alla Netflix. Esistono postazioni da streamer installate presso luoghi fisici per creare contenuti professionali“.

Rizzante riconosce che il “full remote pone il problema di poter vivere l’azienda“. Quindi va trovata una strada partecipativa che faccia da mix delle esperienze. “Non si tratta tanto di fare webinar, ma video interattivi, partecipativi, live, con gamification e second screen up con interazione dei formati“.

Il cambiamento è green (e quantum)

I dati di CompTIA dicono che se quest’anno il peso della tecnologia sul PIL mondiale è del 4%, nel giro di dieci anni salirà al 10%. Tantissimo, con tutto ciò che ne consegue a livello di consumi

Filippo Rizzante dice che Reply vuole “capire l’impatto ambientale della progettualità IT. Per questo stiamo studiando il green coding: le risorse informatiche sono già il 3-4% del consumo elettrico globale, un dato superiore all’aviazione civile. Vogliamo ottimizzare il nostro codice dal punto di vista delle Cpu e del consumo energetico“.

Questa ricerca, rivela Filippo Rizzante, influisce su tutti i settori di sviluppo di Reply, a partire dall’intelligenza artificiale, dove è allo studio transizione fra low code e no code, digital experience e lavoro sui dati.

Ma anche sul quantum computing.

Oramai siamo alla corda con il silicio – dice Rizzante -. Il quantum è il futuro e siamo interessati a nuove aree di computing. Noi siamo già forti, con 30 persone specializzate sul quantum. Siamo nei programmi di Amazon, Microsotft, Ibm. Abbiamo già fatto programmazione quantistica e gli algoritmi che abbiamo creato per i progetti pilota sono performanti“.

Ma una direzione la darà anche la swarm robotics. La robotica degli sciami è quella branca della robotica che studia gli esseri intelligenti, in particolare gli insetti sociali, per poter implementare delle macchine in grado di riprodurre parte delle funzioni di tali esseri per l’esecuzione di determinati compiti.

Qui entrano in campo l’edge computing e 5G per far parlare gli oggetti fra loro. Come nello spatial computing, dove oggetti georeferenziati nello spazio fisico, come le self driving car, leggono contestualmente i dati.

 

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