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Red Hat, il cloud ibrido ha l’opensource nel Dna

Prima di iniziare qualsiasi riflessione sui nuovi prodotti introdotti da Red Hat, il Ceo Paul Cormier in conferenza stampa virtuale tiene a una sottolineatura, che sa di sassolino tolto da una scarpa: “sia chiaro che l’opensource non è da tutti, non ci si può scoprire opensourcer dell’ultima ora. Noi ce lo abbiamo nel Dna. Oggi saltano tutti sul carro di Linux, di Kubernetes, dei container. Ma noi sappiamo di cosa stiamo parlando e che soluzioni vanno portate ai clienti“.

Chi sia il destinatario del messaggio è intuibile. Comunque Cormier supera l’affondo iniziale entrando nel concreto: l’opensource è la strada che porta al cloud ibrido, “una strada che conosciamo bene“.

Riguardo alla contingenza del momento determinato dall’emergenza pandemica, osserva che “per uno di Red Hat è normale lavorare da remoto, nessuna novità. Ma se per noi lavorare da casa non è un tema, per i nostri client può esserlo. Possiamo aiutarli su base quotidiana per implementare le loro infrastrutture, scalando sul public cloud, in senso ibrido“.

Questo è il significato che fa da sfondo agli annunci di Red Hat, in occasione del Red Hat Summit 2020, evento tenutosi in digitale, che accelera sulle tecnologie open hybrid cloud per superare le criticità dando la capacità di scalare servizi critici.

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Il ceo di Red Hat, Paul Cormier, in alto, durante la conferenza stampa online, con il team di OpenShift

A una nota Paul Cormier, affida il messaggio che “piuttosto che fornire singole tecnologie per soddisfare un’esigenza o l’altra, Red Hat fornisce ai clienti un set di soluzioni flessibile e completamente aperto, che permette di rispondere alle loro necessità dove esse si verificano e con quello che hanno a disposizione, sempre in ottica enterprise. Si passa da Linux per una maggiore stabilità operativa fino a Kubernetes per scalare rapidamente i servizi in vista di richieste critiche, il tutto supportato dalla nostra competenza, esperienza e impegno a supporto delle comunità globali, e non solo dei nostri clienti diretti“.

Costruire qualsiasi applicazione e distribuirla ovunque, dall’edge fino ad ambienti ibridi e multicloud, questo è il mantra del Red Hat Summit 2020 e in questa direzione vanno gi annunci di prodotto fatti.

Red Hat ritiene che le tecnologie non siano legate a stack di software legacy o radicate in costose tecnologie proprietarie. Le risposte saranno invece guidate dall’opensource, (Linux e Kubernetes, appunto) consentendo alle organizzazioni di sfruttare piattaforme cloud native ovunque, dai datacenter edge e on-premise ai differenti cloud pubblici.

Dal centro all’edge, gli annunci di Red Hat Summit 2020

In Kubernetes Red Hat è stato uno dei primi contributori al fianco di Google e rimane il secondo principale contributor enterprise del progetto. Con Red Hat OpenShift, Red Hat è stato il proponente di una piattaforma aziendale Kubernetes che ha permesso ai clienti di adottare approcci cloud-native, supportando anche le applicazioni tradizionali già esistenti.

Al summit 2020 Red Hat ha annunciato OpenShift Virtualization, una nuova funzionalità disponibile come Technology Preview all’interno di Red Hat OpenShift, derivata dal progetto open source KubeVirt. Consente di sviluppare, implementare e gestire applicazioni costituite da macchine virtuali accanto a container e serverless, il tutto in un’unica moderna piattaforma che unifica carichi di lavoro cloud-native e tradizionali. Red Hat porta gli stack di applicazioni tradizionali  in uno scenario di open innovation, consentendo ai clienti di trasformarsi senza nessun vincolo legato al lock-in proprietario.

Red Hat OpenShift 4.4 è la versione più recente della piattaforma Kubernetes enterprise leader di mercato, che si basa sulla semplicità e la scala di Kubernetes Operators. Partendo da Kubernetes 1.17, OpenShift 4.4 introduce una visione developer-centrica delle metriche della piattaforma e del monitoraggio dei workflow applicativi; il monitoraggio dell’integrazione per Red Hat Operators; la gestione dei costi per la valutazione delle risorse e dei costi utilizzati per specifiche applicazioni attraverso il cloud ibrido e altro.

Red Hat Advanced Cluster Management per Kubernetes, presto disponibile come Technology Preview, è una soluzione di gestione che fornisce un unico punto di controllo semplificato per il monitoraggio e la distribuzione dei cluster OpenShift su ampia scala, offrendo una governance policy-driven e la gestione del ciclo di vita delle applicazioni.

Red Ht ha apportato miglioramenti a Red Hat Insights, l’offerta as-a-service di Red Hat per la sicurezza e la gestione preventiva del rischio, che rende più facile per i team IT individuare, diagnosticare e risolvere potenziali problemi prima che abbiano un reale impatto sui sistemi di produzione o sugli utenti finali. Insights non è un semplice add-on, perché è disponibile in tutti gli abbonamenti Red Hat Enterprise Linux supportati di default.

Red Hat Ansible Automation Platform aiuta anche ad affrontare le complessità dell’espansione delle necessità di rete e infrastruttura, automatizzando le attività manuali più impegnative in termini di tempo, aiutando i team IT a soddisfare in modo più efficace le esigenze dei clienti e degli utenti finali al di là dei tempi di attività del servizio.

Formazione e certificazione Red Hat sono disponibili per i team IT che cercano di ampliare rapidamente le loro competenze in base all’evoluzione delle esigenze di connettività. Dall’apprendimento delle basi di Kubernetes enterprise fino all’ottenimento della certificazione in architettura delle telecomunicazioni, le competenze di Red Hat sono a disposizione per aiutare i professionisti IT ad acquisire nuove competenze ed esperienze per meglio affrontare la crescente importanza della rete.

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