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Perchè è necessario migrare al cloud per essere competitivi

Gartner stima che nel 2020 il cloud diventerà la scelta di riferimento per ogni tipo di implementazione software.

Le politiche “no cloud” sono in via d’estinzione e stanno diventando rare come quelle che una volta (non troppi anni fa) evocavano il “no Internet”.

Il cloud non solo garantisce vantaggi competitivi, ma anche vantaggi importanti per ogni business digitale.

Benefici del cloud pubblico

Tra le differenti opzioni di implementazione disponibili (on-premise, managed hosting, privato, eccetera), il cloud pubblico può essere vantaggioso per le aziende, in quanto è in grado di garantire numerosi vantaggi. Li elenchiamo con l’aiuto di Andrea Diazzi, Business Development Manager per l’Italia di Liferay, azienda che produce software che permette di creare esperienze digitali.

Il primo è la riduzione dei costi:una soluzione di cloud pubblico riduce gli investimenti in infrastruttura, IT e manutenzione. Se si pensa alle spese dovute all’hardware, all’alimentazione e agli aggiornamenti, una soluzione cloud garantisce valore in modo più rapido e a costi inferiori.

Poi viene la maggiore flessibilità: le soluzioni cloud possono soddisfare le esigenze di business in modo più efficace. La flessibilità e la scalabilità permettono di rispondere in modo rapido ai cambiamenti legati all’ampliamento o ai trend di business, fornendo all’utente un’esperienza migliore.

Si ha anche un time to market più rapido: le implementazioni sono più semplici in un’infrastruttura di cloud pubblico. Da subito, gli sviluppatori hanno a disposizione tutti gli strumenti necessari, dall’infrastruttura agli ambienti, accelerando il time to market, fornendo vantaggio competitivo alle aziende.

Ultimo, ma non ultimo, parliamo di facilità di utilizzo: le soluzioni cloud semplificano la gestione dell’infrastruttura. I team IT, infatti, non hanno più la necessità di amministrare server fisici e possono effettuare configurazioni e controlli tramite interfacce agili offerte dalle soluzioni cloud.

Confronto fra implementazione on-premise e cloud

Nonostante i benefici evidenti, decidere per la migrazione, spiega Diazzi, comporta una scelta ponderata, che richiede numerose informazioni e numeri prima di procedere.

Per capire quale sia l’approccio migliore, bisogna confrontare il total cost of ownership (TCO) del cloud rispetto a quello di un sistema on-premise.

I primi costi da prendere in considerazione per implementare e gestire un sistema on-premise sono i costi iniziali: l’investimento che un’azienda deve mettere in conto prima di andare live con un nuovo sistema applicativo include la progettazione, la realizzazione e l’implementazione. Ad esempio, i costi per hardware, dispositivi di rete, storage e relativi software.

Vengono poi analizzati i costi ricorrenti: le spese operative a supporto dell’hardware e degli applicativi aziendali che vanno a integrarsi ai costi iniziali. Manutenzione e aggiornamenti costanti devono essere considerati costi ricorrenti in un’infrastruttura on-premise. È importante ricordare che hardware e software si svalutano nel tempo e hanno in media tra i tre e i cinque anni di funzionamento prima di necessitare di un aggiornamento.

Infine si contemplano i costi intangibili da tenere in considerazione per gli inevitabili tempi di fermo, la sicurezza e lo scale up e le possibili spese impreviste legate all’infrastruttura.

I costi necessari di un’implementazione cloud sono solamente di due tipi e di differente entità.

I costi iniziali sono tendenzialmente più bassi, anche se le applicazioni software richiederanno poi investimenti ricorrenti per le sottoscrizioni.

I costi intangibili sono generalmente più bassi e contenuti rispetto a quelli on-premise e includono, tra gli altri, la gestione della sicurezza, i tempi di fermo, che potrebbero influenzare la produttività, i ritorni economici e la reputazione.  Inoltre, anche il tempo e le risorse necessarie per la risoluzione e il rispetto dei Service Level Agreement hanno un impatto sui costi totali.

La migrazione necessaria

Valutando il rapporto costi/vantaggi, per Diazzi migrare al cloud può rappresentare la scelta migliore rispetto alle soluzioni on-premise.

La flessibilità, l’affidabilità e il risparmio rendono il cloud una soluzione strategica a lungo termine.

Come sottolineato da Forrester “il cloud non è solo un’opportunità per una gamma ancora più ampia di applicazioni e workload aziendali, è spesso il metodo prescelto per ottenere un vantaggio competitivo”.

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