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Outlook 2021, Idc: l’IT sarà ancora un traino nell’emergenza Covid-19

Idc ha analizzato le prospettive per il settore IT e per i Cio alla luce della situazione attuale, profondamente influenzata dalla emergenza Covid-19.

Gli analisti ritengono che, quantomeno nel prossimo anno, le scelte fatte dalle organizzazioni saranno influenzate in maniera decisiva dalla pandemia: la tecnologia è stata fondamentale per affrontare l’improvvisa e drammatica situazione, ed è ragionevole attendersi che saranno gli strumenti informatici a fare da traino.

Rick Villars, autore del rapporto Idc, ritiene che la crisi Covid-19 sia stata la prima avvenuta in epoca di cloud e mobile.

Il livello di sviluppo tecnologico, continua il ricercatore, ha permesso alle persone e alle aziende di mitigare l’impatto sulla produttività e sulla vita quotidiana. In sintesi, rispetto alle crisi precedenti, la tecnologia è stata in grado di offrire soluzioni concrete ai problemi che si sono di volta in volta manifestati.

Smart worker, ecommerce, istruzione e telemedicina sono fondati sulle infrastrutture digitali, ed è evidente che è proprio il digitale a fare la differenza fra successo o fallimento.  che deve essere lo standard per continuare a essere competitivo nel settore.

Secondo Idc, entro il 2022 il spostamento del 65% del PIL globale sarà spinto dalla trasformazione digitale. Questo comporterà un profondo mutamento nella spesa IT, prevista in 6800 miliardi di dollari fra il 2020 e il 2023.

idc it

 

Le organizzazioni saranno sempre più basate sul cloud. Si tratta di una tendenza che era già in atto, e che è stata incentivata dalla pandemia e la conseguente esigenza di lavorare da remoto. Secondo la società di analisi, entro la fine del prossimo anno l’80% delle imprese punteranno fortemente su soluzioni cloud e sullo smart working.

Inoltre, l’edge computing vedrà forti investimenti da parte delle organizzazioni, anche in questo caso in seguito agli effetti di Covid-19 e del nuovo modo di lavorare e produrre. le imprese dovranno rivedere le propri infrastrutture, creando nuove soluzioni di rete che massimizzino le performance messe a disposizione da edge e cloud. Questo consentirà di reagire con agilità e velocità, garantendo la scalabilità necessaria in questo periodo storico.

La frammentazione della forza lavoro è un’altra diretta conseguenza della pandemia. Tuttavia, il rapporto Idc prevede che il 75% delle aziende si impegneranno per superare il digital divide e mettere a disposizione di tutti i propri collaboratori pari opportunità tecnologiche, investendo anche in formazione e formando la forza lavoro perchè sia pronta a lavorare in ambienti ibridi, in cui la distinzione fra ufficio e smart working sia sempre meno presente.

Gli sforzi per l’automazione IT saranno sostenuti dalla forza dell’ecosistema cloud; la finalità è ottenere un miglior controllo delle risorse tutto il mondo e real-time analytics entro il 2023. Le tecnologie abilitanti più importanti saranno low-code, machine learning e intelligenza artificiale.

Il rapporto Idc sottolinea che l’elemento più critico sarà la creazione di team composti da professionisti IT qualificati. Data la notevole difficoltà di reperire questi talenti sul mercato, Idc teme che fino al 2023 circa il 50% della forza lavoro ibrida, così come gli sforzi per automatizzare il business, possano essere rallentati perché il management aziendale potrebbe non aver predisposto un budget sufficiente per il recruiting. È improbabile che la necessità di sviluppatori e talenti di analisi dei dati diminuisca, quindi le aziende dovranno cercare soluzioni alternative, per spostare l’innovazione, come fonti di talento flessibili, crowdsourcing e dipendenti che sono già all’interno dell’azienda.

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