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Oracle, il virtual full backup per proteggere i database

I database Oracle sono presenti in un numero tutt’altro che esiguo di organizzazioni, ed è essenziale che vengano protetti con strategie di backup efficaci e performanti; per questo è stata annunciata Oracle Zero Data Loss Recovery Appliance

Guido Guidi, Principal Solution Engineer di Oracle ha presentato la nuova appliance per il backup di database, rivolta ad un mercato large enterprise.

La reputazione di un business può essere danneggiata in molti modi per cause informatiche: perdita dei dati, indisponibilità del servizio, corruzione database, e data breach.
La fiducia e la fedeltà dei clienti è strettamente legata alla affidabilità del brand; inoltre la sanzioni possono impattare in maniera elevata sul business di una società.

Per questo nel tempo la data protection si è costantemente evoluta e le moderne backup appliance si trovano a gestire quantità di dati esponenziali.

L’integrazione con dati ed applicazioni tuttavia non ha seguito lo stesso percorso prestazionale: le tradizionali backup appliance non sono pensate by design per essere integrate nei database.

oracle zero data loss recovery appliance

Per questo esiste una “finestra” fra l’ultimo backup e i dati live che in caso di disastro può comportare una perdita di dati anche rilevante. La possibilità di errori è elevata, e determinata da una crescente complessità dei sistemi.
Un backup che non sia davvero integrato nei database rischia di salvare un grande quantitativo di files, ma non la struttura del database in quanto tale.

Lo Zero Data Loss Recovery Appliance si distingue con caratteristiche peculiari, che eliminano il rischio di perdita di dati grazie a caratteristiche di trasporto real time del database, eliminando le finestre di indisponibilità del dato.

L’architettura studiata da Oracle ha un impatto minimo verso gli ambienti produttivi: le performance sono particolarmente elevate; inoltre riducendo al minimo i dati da salvare quotidianamente il trasferimento dati necessario è contenuto.

La appliance produce un controllo blocco per blocco verificando l’integrità di quanto sotto posto a backup, e conta su una architettura cloud-scale. È possibile salvare anche migliaia di database Oracle, rendendo questa soluzione adatta ad enterprise di qualsiasi dimensione.

L’indicizzazione dei blocchi produce un “virtual full backup” sulla base dei backup incrementali (ed illimitati), pronto per essere spostato nel cloud o su sistemi tape e di remote replica.

oracle zero data loss recovery appliance

Il concetto di Oracle è quello della “time machine”; una appliance che permette ai database così protetti di poter inviare per ogni backup successivo al primo (che sarà logicamente un full backup) solo i blocchi modificati.

NeDelta Store, Oracle Zero Data Loss Recovery Appliance crea un efficient indexing grazie al quale è possibile salvare i singoli blocchi in modo tale da mantenere integra la struttura del database, pronto per essere immediatamente ripristinato in caso di esigenze. Non solo: Delta store è in grado di rimuovere i blocchi non più utili a ricostruire il virtual full backup, massimizzando performance e spazio libero all’interno dell’appliance. Le policy di retention sono chiaramente configurabili dalla organizzazione.

Al costo di un backup incrementale, chiosa Guidi, è possibile ottenere quotidianamente un full backup.

La recovery appliance è in grado di recuperare il database fino al punto dell’ultima operazione effettuata, e secondo il manager di Oracle si tratta di una soluzione unica nel suo genere.

La divisione di ruoli e zone all’interno della appliance fa sì che non esista un’unica utenza amministrativa in grado di violare l’intera appliance, e i livelli di intercettazione sono multipli.
La separazione in compartimenti isolati consente quindi di isolare una eventuale minaccia, senza che l’attacco influenzi l’intera soluzione.

In chiusura, Guidi ci ha rivelato come il protocollo particolarmente leggero sia anche molto sicuro a livello firewall e riduca in maniera rilevante il traffico: il salvataggio dei soli blocchi modificati (come già ricordato, la appliance lavora per copie incrementali) ben si adatta ai problemi di sovraccarico della rete internet a cui stiamo assistendo da quando l’emergenza sanitaria si è manifestata con tutta la sua forza.

 

 

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