Oracle-Sun: qual è il senso?

A poche ore dall’annuncio dell’acquisizione degli asset di Sun da parte di Oracle, inizia il balletto delle analisi. L’operazione come si colloca nelle strategie Oracle?

Dopo il laconico annuncio di ieri, dell’accordo raggiunto per l’acquisizione da parte di Oracle di sun per 7,4 miliardi di dollari, arriva, come è inevitabile, il momento delle analisi.

Indubbiamente la mossa è arrivata un po’ a sorpresa, mentre l’attenzione di media e analisti era più focalizzata su una possibile ripresa dei colloqui tra Sun e Ibm, dopo il fallimento di qualche settimana fa, dovuto alla mancanza di intesa sul valore economico della transazione.

Che Sun fosse in cerca di un acquirente era dunque palese. La domanda, che molti si pongono, è quanto questa operazione abbia senso nell’economia delle strategie di Oracle.

Per Sun, i soldi che Larry Ellison è disposto a sborsare rappresentano – di questo in pochi dubitano -la classica “mano santa” per uscire dall’impasse di un mercato sempre più difficile, sul quale diventava sempre più arduo protare avanti proposte che si chiamano Niagara e finanche Solaris.
Per Oracle, si tratta di trovare una giustificazione convincente, che vesta di significato il termine “integrazione” con il quale la società ha vestito l’accordo.

In realtà, Oracle la spiegazione ce l’ha e la presenta rispolverando un progetto solo apparentemente datato chiamato Raw Iron e che pone il database al centro dell’attenzione del cliente, spostando a un ruolo secondario tutto ciò che si muove sotto il database stesso.

Secondo alcuni analisti, ciò che è interessante di questo approccio e che ben si adatta all’operazione appena annunciata, è che lascia spazio all’utilizzo a tutte le diverse tecnologie che fanno parte del portafoglio Sun.
Non solo server, dunque, ma anche e soprattutto quel patrimonio open source che si chiama Java e che si chiama MySql.

E un’offerta integrata, che includa database, server, Java, Solaris, GlassFish, NetBeans e tutto il middleware di contorno significa detenere una ownership de facto sui clienti, non solo in termini di prodotto, ma anche e soprattutto in termini di servizi, di assistenza, di consulenza e di supporto tecnico.

Qualche analista, nel contempo, sottolinea anche come l’acquisizione di Sun offra a Oracle un ottimo aggancio per cancellare, senza troppo clamore, quell’idea di Unbreakable Linux con la quale aveva tentato di dire la sua,con una propria distribuzione, anche sul fronte pinguino.

Ma c’è un ulteriore aspetto, che secondo molti analisti potrebbe rendere più che sensata questa operazione ed è la crescente importanza di paradigmi nuovi quali virtualizzazione e cloud computing.
Gli asset di Sun potrebbero – e non poco – aiutare Oracle ad acquisire competenze e ruoli nuovi in questi due segmenti, capitalizzando per di più, anche il frutto delle numerosissime acquisizioni portate avanti da Ellison negli anni scorsi.

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