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Nutanix: estrarre valore dai dati diventa sempre più importante

La situazione economica globale, in cui i costi dell’energia stanno giocando un ruolo centrale, impone scelte strategiche non semplici per il settore ICT. La posta in gioco è altissima: il futuro del Paese dipende in larga parte dalla capacità di affrontare trasformazione digitale e transizione ecologica nel modo più efficiente possibile. Ne parliamo con le realtà leader di mercato, affrontando con loro le tematiche più calde.

Alle nostre domande risponde Marco Del Plato, Systems Engineer Manager, Nutanix Italy.

Come pensate di coniugare le esigenze di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e costante crescita di potenza di calcolo richiesta?

Marco Del Plato, Systems Engineer Manager, Nutanix Italy
Marco Del Plato, Systems Engineer Manager, Nutanix Italy

Le sfide che sta affrontando il mondo IT sono molteplici e si stanno sovrapponendo in un crescendo di complessità che non lascia spazio ad errori. Scelte errate potrebbero risultare irreparabili ed avere impatti su vasta scala. Le difficoltà legate alla supply chain, ai costi energetici, alla disponibilità idrica per il raffreddamento, si inseriscono in un contesto in cui assistiamo al continuo aumento della necessità di risorse, siano esse di calcolo che di spazio, per ospitare una mole di dati in continua crescita.

Il primo esempio di come Nutanix possa dare il proprio contributo a contrastare queste sfide viene proprio dal nostro interno. Dato che, secondo uno studio condotto da Atlantic Ventures per nostro conto, nel 2022 i datacenter hanno contribuito alle immissioni di anidride carbonica più dell’industria aeronautica, abbiamo iniziato proprio da noi stessi a realizzare un datacenter con il minor impatto ambientale possibile.

L’abbinamento della nostra tecnologia HCI (HyperConverged Infrastructure) e il basso indicatore PUE (PowerUsage Effectiveness) del datacenter del nostro partner in co-location ci ha permesso di raggiungere parametri di ottimizzazione delle risorse nelle attività di gestione del day1 e day2, riducendo al minimo la quantità di risorse fisiche. La nostra capacità di crescita scale-out ci permette inoltre di utilizzare solo le risorse di cui abbiamo realmente bisogno e quando ne abbiamo bisogno. Il tutto in un datacenter in grado di sfruttare energie rinnovabili come quella solare.

Grazie agli accorgimenti di cui ho accennato prima, abbiamo anche ridotto il consumo di acqua per il condizionamento/raffreddamento, un aspetto da non sottovalutare viste le recenti moratorie riguardanti la costruzione di nuovi datacenter a Londra, Dublino ed Amsterdam, proprio nell’ottica dell’impatto sulle risorse idriche ed energetiche. Ottimizzando le risorse ed ammodernando i datacenter di interi paesi con la tecnologia Nutanix HCI, si arriverebbe a saving notevoli: per esempio, in Francia si risparmierebbe l’energia equivalente da quella emessa da una centrale nucleare.

Nel Regno Unito i risparmi, potenzialmente, ammonterebbero a 8,1 TWh di energia e 1,8 milioni di CO2 entro il 2025. In Germania a 11,9TWh e quasi 3,7 milioni di tonnellate di CO2.

La disponibilità di energie rinnovabili a minore impatto ambientale aumenterà nel prossimo futuro ma al momento non sembra in grado di sopperire al fabbisogno energivoro dei datacenter, per cui la cosa che possiamo fare sin da subito è efficientare e utilizzare le risorse nel modo migliore possibile.

Dall’approvazione definitiva del PNRR è trascorso oltre 1 anno. Ad oggi quali risultati ha prodotto sulla trasformazione digitale dell’Italia, e quali sono le prospettive?

Il PNRR è parte integrante delle analisi in molte delle nostre riunioni con clienti e partner, proprio per la pervasività che questo progetto dovrà avere, al fine di garantire il miglior utilizzo possibile delle tante risorse che avremo a disposizione per rispondere agli anni difficili che abbiamo affrontato, e che stiamo ancora vivendo. Abbiamo assistito a progetti di cambiamento e innovazione di aspetti della vita quotidiana che fino a qualche tempo fa sarebbero stati utopistici. Non penso solo alla pubblica amministrazione, che gioca un ruolo fondamentale, ma anche alla vita quotidiana di tutti noi.

Delle 6 missioni del PNRR la “M1”, che riguarda l’innovazione tecnologica, ha obiettivi di spesa per circa 10B di euro per la fine del 2022. Inoltre ci sono altre missioni in cui la componente tecnologica è fondamentale: dalla sanità alle infrastrutture. Abbiamo contribuito a svariati progetti in ambito privato ma soprattutto pubblico dove la nostra tecnologia ha permesso di rispettare le richieste di controllo del dato, di risparmio energetico e di libertà di scelta delle architetture.

Siamo nel mezzo di un percorso e non tutto è ancora così evidente nella vita quotidiana. Abbiamo avuto la fortuna di partecipare ad alcuni progetti che contribuiranno a questo percorso di cambiamento e molti altri sono in via di sviluppo. Come tutti i processi di cambiamento ci sono determinati tempi e modalità per arrivare al risultato e, in tal senso, continueremo ad affiancare i nostri clienti e partner per fare in modo che il percorso sia il più rapido, semplice e sostenibile possibile.

Mai come oggi investimenti e progettualità incidono in modo determinante sul futuro di ogni organizzazione. Quanto sentite vostro il ruolo di partner tecnologico dei vostri clienti?

La vicinanza e la volontà di essere “partner” più che “fornitori” dei nostri clienti è da sempre una nostra caratteristica, intrinseca nella nostra mission aziendale. Siamo consapevoli che non possa esserci una proposta in grado di gestire le sfide che i clienti si trovano ad affrontare se non siamo in grado di analizzare le loro necessità con un approccio olistico che non si fermi solo al problema puntuale.

Per tornare alle sfide riguardanti l’energia, secondo l’International Energy Agency, i datacenter e le infrastrutture a loro supporto consumano l’1% dell’energia globale. Per la sola zona EMEA parliamo di 90TWh annui, sufficienti ad alimentare un piccolo Paese. In un momento di elevati costi energetici, affiancare i clienti per trovare il miglior compromesso tra consumi e potenza necessaria, significa non solo contribuire ad abbassare il consumo globale ma si traduce nella diminuzione dei costi di esercizio, cosa che permette di investire risorse in altri comparti al fine di rendere più innovative e competitive le aziende.

In molte occasioni affianchiamo i clienti in progetti di cloud transformation in cui i workload passano dal datacenter on premise a servizi di public cloud o di Managed Service Provider. Oltre gli aspetti tecnologici li affianchiamo nella comprensione di quale impatto potrà avere sui loro costi operativi e quali potranno essere le ricadute ambientali. Spostare il carico di lavoro nel cloud non sempre ha dei vantaggi in termini di costi operativi e non è detto sia risolutivo per la questione ambientale: diciamo che sposta il problema a carico di qualcun altro.

È pur vero che un datacenter su larga scala offre un PUE generalmente più basso di uno dedicato e che, combinando la nostra tecnologia HCI e la capacità di posizionare i carichi di lavoro on premise o nel cloud a seconda delle necessità, aiutiamo questo percorso virtuoso di minor impatto sull’ambiente.

Il game changer del 2023. Se doveste scegliere una sola tecnologia, quale sarebbe a vostro avviso la scelta vincente per le organizzazioni per il prossimo anno?

È una domanda molto interessante e a cui è difficile dare una risposta definitiva, vista la velocità con cui cambiano le cose e come attività esterne impongano cambiamenti rapidi alle nostre priorità. Abbiamo visto quale sia stato l’impatto della pandemia sulle nostre abitudini e sul modo di consumare le risorse, pensiamo a quale accelerazione hanno avuto i processi di lavoro “agile”. Aggiungiamo la necessità di rivedere le soluzioni di sicurezza per difenderci dagli attacchi informatici, dovuti al conflitto in corso.

Detto questo, una parte consistente del PNRR riguarda proprio il tema della sicurezza informatica. Tuttavia, credo che il punto fondamentale non sia tanto una tecnologia ma capire cosa vorremo ottenere nel breve futuro.

Il “dato” rivestirà sempre più una valenza fondamentale, avrà un valore intrinseco ed uno derivante da come saremo in grado di utilizzarlo. Soluzioni di intelligenza artificiale che si appoggiano su “data lake sempre più estesi permetteranno di creare correlazioni non banali che possono cambiare il mercato. In tale contesto vediamo che proprio la nostra tecnologia scale-out consente di affrontare tali percorsi garantendo di poter crescere con il progetto e fornendo le risorse al momento giusto e con gli strumenti corretti per capire dove esse debbano essere consumate.

Oltre all’aspetto infrastrutturale possiamo dare il nostro contributo nella gestione applicativa del dato standardizzando i modelli operativi nella gestione dei data-base, riducendo così la necessità di reperire talenti sul mercato, altra sfida che si aggiunge e si sovrappone a quelle citate in precedenza.

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