Novell e Red Hat tra bu e formazione

Divisioni, marketing e certificazioni per chi punta tutto su Linux e l’open source E, inoltre, un canale accreditato che va dai reseller a system integrator e distributori

Settebre 2008

I protagonisti del mercato Linux in Italia sono sostanzialmente due.
Novell, dopo una lunga storia che l’ha vista tra i protagonisti prima delle Lan (ricordate Netware?) e poi di Unix, è oggi focalizzata quasi esclusivamente sul software open source, tanto che, nel secondo trimestre del 2008, i prodotti della Novell Linux Platform hanno generato la quasi totalità del fatturato dell’azienda che, a livello mondiale, ha raggiunto i 29 milioni di dollari, con una crescita del 31% rispetto al 2007.

In Italia il vendor si è organizzato con una business unit dedicata, in cui lavorano, come ci dice il country manager Andrea Rossi «svariate persone», misurate sul fatturato prodotto dalla vendita di Novell Suse Linux.
Questa divisione è composta da personale dedicato esclusivamente all’offerta open source/Linux, selezionate sulla base della loro conoscenza delle problematiche inerenti alle trasformazioni del data center che si possono realizzare grazie a Linux: quindi sia i commerciali, sia le strutture tecniche e di prevendita hanno una conoscenza non solo del mondo e dei prodotti della comunità open source, ma anche del contesto complessivo del data center, in cui Linux potrebbe sviluppare i suoi benefici.
Il loro piano di incentivi è basato solo sul fatturato derivato dalla vendita dei prodotti Suse Linux Enterprise.
«Queste persone – precisa Rossi – in molti casi fanno parte della comunità open source. Oramai non esiste più una distinzione tra l’essere in azienda e l’essere nella comunità, ma piuttosto si dice “fare” open source, in certi orari come dipendente, in altri come membro della comunità».
Novell supporta l’offerta Linux con un piano di comunicazione a tutto campo e un piano di marketing che prevede partecipazioni a eventi o fiere.

«Ultimamente cerchiamo di comunicare più selettivamente cosa si può fare con Suse Linux – sottolinea Rossi – concentrandoci sulla partecipazione agli eventi che trattano temi d’attualità come la virtualizzazione, in cui Suse Linux, grazie alla incorporazione della tecnologia Xen, gioca un ruolo primario».
È operativo anche un programma di specializzazione per i reseller, mentre agli Isv Novell offre un servizio di sviluppo multipiattaforma, in modo da facilitare la certificazione contemporanea su Suse Linux e su altre distribuzioni del software sviluppato.

Quanto alla formazione, esiste un livello di base, a cura dei training partner Novell, come per esempio Esis (www.esis.it), e una avanzata, che copre tematiche come per esempio Xen Virtualization su Suse Linux, erogata direttamente da Novell tramite il programma Att (Advanced Technical Training).
L’altro grande protagonista del mercato open source è Red Hat, operativa fin dal 1993, quando si è data la missione, come dice Gianni Anguilletti, country sales manager di Red Hat Italia, di «sviluppare, certificare, distribuire e supportare soluzioni open source attraverso un modello di business particolarmente orientato alle esigenze di efficienza operativa e agilità competitiva dei clienti».

In particolare, specifica il manager, «Red Hat si occupa di tutti gli aspetti legati alle strategie di mercato e alla commercializzazione dei prodotti, le cui funzionalità vengono definite in stretta collaborazione con la comunità open source. Cerchiamo di eliminare la complessità, svolgendo un lavoro di integrazione di cui gli utenti non dovranno preoccuparsi. Certifichiamo e forniamo supporto per la tecnologia di modo che le aziende possano concentrarsi sui propri clienti».

Red Hat è organizzata su tre business unit: Infrastructure (Red Hat Enterprise Linux), Middleware (JBoss) e Management (soluzioni di system management), sulle quali però Anguilletti non è disposto a fornirci dettagli, tranne precisare che le persone di queste business unit collaborano quotidianamente con la comunità, tanto che Red Hat risulta essere l’entità che maggiormente contribuisce allo sviluppo di Linux, con oltre l’11% del codice sviluppato da personale della società.

Tra le risorse e gli strumenti che Red Hat mette a disposizione del canale distributivo, Anguilletti cita il supporto diretto per particolari attività di pre e post vendita; la possibilità di accedere a tutte le tecnologie rilasciate da Red Hat, unitamente a un portale dedicato, denominato Partner center, che contiene tutte le informazioni – sia tecniche che commerciali – importanti per le attività del partner. Vengono poi periodicamente tenuti seminari ed eventi sia di taglio tecnico che business, dedicati sia ai partner che ai clienti. Infine, per dimostrazioni e/o benchmark si può utilizzare il laboratorio specializzato.
Quanto alla formazione, in Italia ci sono due centri training, a Milano e Roma, che offrono corsi di formazione e di certificazione per amministratori di sistema e sviluppatori su Red Hat Linux e JBoss Middleware, per un totale di circa 30 corsi.
Le certificazioni includono le qualifiche Red Hat Certified technician (Rhct), Red Hat Certified engineer (Rhce), Red Hat Certified architect (Rhca) e Red Hat Certified security specialist (Rhcss).

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