Nec e Sony tra le società tecnologiche giapponesi più in crisi

Le due aziende stanno enormemente risentendo del calo dei prezzi dei chip, della diminuzione nella richiesta di computer e dell’improvviso rallentamento del mercato delle telecomunicazioni americano

Nec e Sony guidano un nutrito gruppo di società tecnologiche giapponesi
che hanno annunciato profit warning. La causa di questi avvisi sul possibile
mancato raggiungimento dei forecast è attribuita al calo dei
prezzi dei chip, alla dimininuzione della domanda di computer domestici e
all’improvviso rallentamento del mercato delle telecomunicazioni
statunitensi.


Sony ha più che dimezzato le previsioni di profitto per
l’anno fiscale in corso (si chiuderà a marzo 2002): la società è infatti passata dagli
iniziali 2,3 miliardi di euroa 1,2 miliardi di euro. Le previsioni dei profitti
prima delle tasse sono scese da 1,84 miliardi di euro a 644 milioni di euro,
mentre le stime delle revenue sono scese da 70,85 miliardi di euro a 69 miliardi
di euro.


Dopo aver già attuato una politica di licenziamenti, anche Nec ha annunciato
un ridimensionamento delle previsioni. Per i primi sei mesi dell’esercizio 2002,
che si sono chiusi il 30 settembre, la società prevede una perdita di 276
milioni di euro, ossi dieci vole superiore rispetto ai 27,6 milioni
stimati in luglio. Nec si aspetta una perdita prima delle tasse di 322 milioni
di euro, rispetto a una stima di 92 milioni di profitto, e un fatturato sulle
vendite di 23 miliardi di euro, ovvero un calo del 3,8% rispetto alle
previsioni precedenti di 23,9 miliardi di euro.


Sull’intero anno, che si concluderà in marzo, le previsione di Nec parlano di
una perdita di 1,38 miliardi di euro contro la precedente stima di 598
milioni di euro di profitto. Le vendite è ora previsto di assestino sui 
49,13 miliardi di euro, mentre a fronte di una precedente previsione di 53,8
miliardi di euro.


Assieme a Nec e Sony, hanno operato dei profit warning anche Kddi, il secondo
operatore telecom giapponese e Hitachi, che ha dichiarato di voler tentare di
tornare alla profittabilità tramite uno spin off delle divisoni di elettronica
di consumo e di alcune operazioni inerenti gli equipaggiamenti
industriali. Sorte simile anche per Aiwa, il noto costruttore di prodotti di elettronica
di consumo posseduto per il 61% da Sony: la società prevede un aumento del 25% del proprio
forecast relativo alle perdite (il totale ammonterebbe a 368 milioni di euro).

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