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NAS domestico, otto modelli per tutti i dati dello smart working

Anche nell’era del cloud, un backup locale dei propri dati resta una priorità, per diverse ragioni. Prima di tutto, perché una copia in più non è mai di troppo. Inoltre, quando si lavora con immagini, audio e video, la sincronizzazione remota può diventare impegnativa, se non impossibile, per la banda necessaria e quella disponibile. Infine, sfruttando dispositivi come un NAS domestico si può mettere al sicuro i file di tutta la famiglia e per tutti gli scopi, a un costo ragionevole, soprattutto se confrontato con la prospettiva di perdere qualcosa di prezioso.

Un NAS domestico è di fatto una versione ridotta degli analoghi sistemi nati in ambito aziendale su un ordine di scala decisamente superiore. Le caratteristiche di praticità, sicurezza e versatilità, l’hanno rapidamente reso accessibile anche tra le mura di casa o alla portata del professionista.

L’offerta è di conseguenza abbastanza estesa e variegata. Per le esigenze di base, famiglia di 3-4 persone, con un buon archivio di fotografie, canzoni e film e almeno un utente in smart working, si può già partire dalla versione a due unità. Per una disponibilità complessiva intorno agli 8 TB di memoria.

Potenza al servizio della memoria

Un NAS domestico è qualcosa di più di un semplice hard disk esterno. Il backup non è l’unica mansione svolta e sotto certi punti di vista spesso neppure la più importante. In presenza di una buona infrastruttura di rete, preferibilmente cablata, si trasforma facilmente in supporto per media center, collegato a TV o sistemi audio. Oppure, essere sfruttato per la videosorveglianza, accessibile anche a distanza.

Ne consegue l’esigenza di un hardware all’altezza. In pratica, una sorta di PC senza monitor, tastiera e relative interfacce. Un messaggio recepito molto bene da QNAP, come dimostrato da un’offerta tra le le più ampie, dove un buon punto di ingresso è l’S-251D

Il sistema è infatti costruito intorno a un processore Intel Celeron dualcore da 2.0 GHz, supportato da un banco di memoria RAM da 4 GB e un altro libero, per possibili espansioni.  L’unità è inoltre in grado di alloggiarle due unità tradizionali da 3,5” SATA con velocità massima di 6 Gbps.

La scelta è di non includere gli hard disk nella configurazioni base. Viene tuttavia fornita una lista di modelli compatibili.

Fondamentale nella circostanza è la connettività. QNAP S-251D mette a disposizione di serie una porta Ethernet. Per chi ha bisogno delle massime prestazioni, una scheda PCI opzionale permette di raggiungere la versione 10 Gbps. Inoltre, un totale di 5 porte USB, di cui una frontale, e una HDMI utile per lo streaming video.

Per chi ha problemi di ingombro, l’insieme è anche compatto, con misure di 168×105×226 mm. Dettaglio a volte utile, con una certa attenzione anche al design.

Tra le funzioni interessanti del software, gli snapshot per registrare tutto lo stato e i dati di sistema. In caso di eliminazione o modifica accidentale, sarà possibile comunque un rapido ripristino. Inoltre, l’applicazione di gestione foto AI smart QuMagie, integra il riconoscimento AI delle immagini per raggruppare foto simili in album predefiniti.

Senza gli hard disk, il prezzo è intorno ai 350 euro presso i rivenditori ufficiali. Qualcosa di meno, sui grandi negozi online, dove si può scendere anche al di sotto dei 300 euro. Indicativamente, prendendo come  rifermento i dischi dedicati ai NAS WD Red, due unità da 4 TB l’una è necessario mettere in preventivo una spesa aggiuntiva di almeno 200 euro.

Non solo dischi

Lo stesso marchio di Western Digital, ha naturalmente anche un’offerta propria di NAS domestico. Tra i diversi modelli in catalogo, il più adatto al tema del confronto è My Cloud Pro Series PR2100. Dalle linee più tradizionali, in senso professionale, ha l’accesso anteriore alle due unità.

Ottimo esempio di risorsa destinata alla condivisione, si propone tanto all’uso casalingo quanto a quello di piccoli gruppi di lavoro con frequenti scambi di dati anche di grandi dimensioni.

La ricerca delle relative prestazioni è affidata a un processore di classe diversa. Sempre Intel, ma il Pentium N3710 quad core, affiancato da 4 GB di memoria RAM.

Il supporto alle funzioni più importanti è uno degli obiettivi principali WD. Sul fronte infatti, si trova un pulsante per avviare direttamente un backup secondo le impostazioni memorizzate la prima volta nel pannello di controllo.

Inoltre, il software dedicato MyCloud.com e la relativa app, permettono di realizzare il proprio cloud senza dover necessariamente conoscere dettagli tecnici e acceder ai dati anche da smartphone. Resta però naturalmente anche la possibilità di utilizzare software di terze parti.

Per i più prudenti, anche la possibilità di eseguire backup totali di un’unità, eventualmente in prospettiva di trasferire un intero ambiente di lavoro su un altro computer.

L’ingombro è di 216,1×108,6×147,8 mm, comprese un totale di 5 porte USB, tutte 3.0, e due Gigabit Ethernet. Nella configurazione da 8 GB il prezzo ufficiale è di 739,99 euro.

La marcia in più della cache SSD

Mentre su PC e notebook l’hard disk tradizionale sta progressivamente lasciando spazio alle più moderne e performanti unità SSD, anche solo per convenienze e praticità, nel NAS domestico il disco fisso resta la soluzione preferita.

Questo non impedisce però a Synology di sfruttare tuta la potenza dell’SSD per migliorare le prestazioni. Al fianco dei due canonici vani, la DiskStation DS720+ propone anche altrettanti alloggiamenti per piccole unità SSD. Non tanto per estendere la quantità di storage, quanto invece per aumentare le prestazioni complessive agendo come cache.

La gestione delle operazioni è affidata a un processore Intel Celeron J4125 in versione quattro core, con una RAM in questo caso limitata a 2 GB, espandibili fino a 6 GB.

Per la gestione dei file, Synology offre un portale dal quale accedere ai propri dati ovunque sia disponibile una connessione, anche per sincronizzare i file tra più piattaforme. Con questo si integra il pacchetto proprietario Office per la collaborazione. Combina la caratteristiche di un cloud con accesso esteso e al tempo stesso la privacy e la sicurezza necessari per ambienti personali.

L’insieme occupa 166×106×223 mm ed è competo di due porte USB 3.0, una frontale a una sul retro, oltre a due connessioni Gigabit Ethernet e una eSata.

Nel prezzo di 489 euro non sono compresi né gli hard disk né i moduli SSD.

 

Controllo totale sui propri dati

Secondo le strategia Zyxel, un NAS domestico è prima di tutto un luogo sicuro dove conservare i propri dati, guardandolo però anche come alternativa ai servizi cloud pubblici a pagamento. Considerazioni estese anche alla privacy, anche se in realtà spesso le due possibilità non si escludono a vicenda, ma vanno anzi ad aumentare il livello di protezione.

La natura fortemente orientata all’ambiente casalingo di NAS326 appare evidente già nel design, molto semplice, pur mantenendo un colore scuro.

La configurazione appare leggermente semplificata rispetto alle altre, con un processore Marvell Armada 380 da 1.3 GHz supportato da 512 MB di memoria RAM, un valore tra i minori di quelli considerati. Anche la connettività è limitata all’essenziale, di tre porte USB, di cui una 2.0 e una singola Gigabit Ethernet.

D’altra parte, il sistema vuole essere incentrato sulla semplicità d’uso, supportando l’utente intenzionato a mettere al sicuro i propri dati e poterli accedere in libertà, senza preoccuparsi più del necessario dei dettagli.

Per esempio, zCloud mobile è l’app pensata per visualizzare foto e video sul TV di casa o sullo smartphone, anche da remoto. Da una porta USB è inoltre possibile eseguire direttamente backup e sincronizzazione di supporti come una chiavetta.

Ne risulta un NAS più compatto, racchiuso in 207×164×123 mm. Soprattutto però, un modello tra i più accessibili per prezzo, indicativamente di poco superiore ai 400 euro, con due unità da 4 GB ciascuna incluse.

 

Spazio solo alla memoria

Per certi aspetti, si può definire minimalista anche la configurazione proposta da Buffalo Technology. Molto sobria nelle linee, LinkStation 520 fa leva sui componenti essenziali e poco più, anche per rivelarsi competitiva sul prezzo.

I due alloggiamenti sono protetti da uno sportello, sul cui profilo sono integrati anche i due unici LED di stato. All’interno, il sistema è governato da un processore Realtek RTD1195N Dual Core, con velocità di 1 GHz. Tra le minori incontrate la dotazione di memoria RAM, limitata a 256 MB.

Discorso analogo per le connessioni. Sul retro infatti si trovano giusto una porta Ethernet e una USB, assente invece sul frontale. Tutto questo contribuisce però a contenere le dimensioni in 87×126×205 mm.

Sul fronte software, la dotazione prevede NovaBACKUP, edizione dedicata dell’applicativo di NovaStor per PC, o TimeMachine per Mac. Tutte le funzioni del caso, backup, copia o sincronizzaizone, sono gestite da un unico pannello di controllo.

Inoltre, attenzione al risparmio energetico, con la pianificazione di accensione e spegnimento, il supporto di Wake On LAN e l’interruzione della rotazione del disco.  Caratteristiche utili per arrestare il dispositivo al termine delle attività.

Come facile aspettarsi, il prezzo risultante è tra i più accessibili in assoluto. La versione base si trova anche a 187,50 euro mentre la configurazione con due unità da 2 TB costa intorno ai 476 euro. Meglio quindi valutare l’acquisto separato dei dischi.

Punto di equilibrio

Decisamente più attenta ai dettagli estetici, come da abitudine, invece Netgear, il cui ReadyNAS 422 si fa notare per i tratti di colore sul frontale e per la lavorazione sulla cornice del relativo pannello.

Solo la parte esteriore di una configurazione alla ricerca di un buon equilibrio per un NAS domestico. Il processore è infatti Intel, con la versione dual core di Atom C3338, la famiglia sviluppata espressamente per i sistemi mobile. Al suo fianco, 2 GB di memoria RAM DDR4.

Per la condivisione, Netgear si affida a soluzioni standard come Dropbox, mentre alle operazioni di backup ci pensa il software proprietario ReadyDR per prestazioni di livello aziendale, senza tuttavia precludere la piena compatibilità con i servizi online, come quelli forniti da Amazon, Google Drive, OneDrive o  Azure.

Interessante anche una funzione meno scontata in ambito casalingo, ma sempre interessante, soprattutto per chi prevede di sfruttare il NAS per un uso promiscuo legato allo smart working. Il sistema operativo ReadyNAS prevede la configurazione RAID automatica, vale  a dire la copia automatica dei dati a intervalli predefiniti in versioni e su unità diverse. A fronte di un maggiore spazio occupato, aumenta naturalmente la probabilità di recuperare un file al livello di modifica desiderato.

Le dimensioni sono più consistenti 239×135,5×194 mm. Due le porte USB, una frontale e una sul retro, altrettante le connessioni Gigabit Ethernet. In più, anche la porta di espansione eSATA.

In linea con le caratteristiche il prezzo intorno ai 440 euro per la versione base. Poco coerenti invece, le richieste onoline per versioni con disco fisso, al di sopra dei mille euro.

Memoria da professionisti

L’impronta più mirata al mondo professionale del Thecus W2810PRO non impedisce di guardarla comunque anche come soluzione di NAS domestico. Le caratteristiche sono infatti adatte anche a quelle di un piccolo gruppo di lavoro rappresentato da una famiglia.

A partire dalla qualità dell’hardware di base, formata da un processore Intel Celeron N3160 quad core e una dotazione di memoria RAM DD3 di 4 GB. Quindi, una buona potenza a supporto delle operazioni di lettura e scrittura alle due unità. Alle quali si aggiunge un piccolo disco SSD da 60 GB per accelerare le operazioni e contenere l’immagine del sistema opartivo.

Dischi racchiusi in un case  nel quale non si cercano tanti compromessi con il design. All’impatto visivo, emerge infatti tutta la natura professionale della destinazione d’uso.

D’altra parte, sul frontale non si può fare a meno di notare la dotazione completa di strumenti, dal pulsante per l’avvio diretto del backup, alla porta USB e tutti i LED di stato.

Sul retro invece, tante connessioni quante in linea di massima ne possono servire tra le mura di casa. Ulteriori due USB, altrettante Gigabit Ethernet, alle quali si aggiungono però una HDMI e una DisplayPort rare da trovare sui NAS, indice di una spiccata vocazione anche per i contenuti multimediali.

Per i meno esperti, qualche difficoltà potrebbe emergere dall’impiego di Windows Storage Server 2012 R2 Essentials, pacchetto software concepito più per il mondo aziendale.

Questo, incide inoltre lievemente sul prezzo, intorno ai 425 euro, senza dischi.

Spazio anche a eleganza e versatilità

Le prestazioni sono infine l’obiettivo principale anche di Terramaster e in particolare del modello F2-420. Nonostante però la presenza di un processore Intel J1900 quad core e una dotazione di 4 GB di emoria RAM, l’attenzione è comunque rivolta anche alla versatilità.

Pur senza eccessi, si nota infatti la ricerca di linee pensate per non doverlo necessariamente nascondere in un ambiente domestico. Tonalità chiare e design nascondono infatti bene gli accessi ai due vani. Completa il frontale una serie di LED, senza però prese dirette

Queste sono tutte sul retro del NAS domestico e comunque in quantità inferiore alla media. La dotazione prevede infatti due USB, di cui una 3.0, e altrettante Gigabit Ethernet.

Sul fronte software, la scelta è andata in direzione di Linux, dal quale è stato ricavato il sistema operativo TOS, con interfaccia grafica. Collegato a un TV smart o relativo box, può svolgere il ruolo anche di server multimediale.

Compatte le dimensioni di 227×119×133 mm, altrettanto il prezzo di 299,99 euro per la semplice unità.

 

 

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