Mvno, ne resteranno solo due?

Anche se in un’analisi troppo omogenea per essere vera, gli operatori di telefonia virtuale hanno un ciclo che ritaglia spazi per pochi vincitori finali. L’Italia è agli inizi e potrebbe essere un’eccezione.

La ex chiesa di Santa Marta al Collegio Romano ha ospitato il secondo summit europeo degli operatori di rete virtuali, gli Mvno. Nella giornata di apertura del 26 giugno, Innocenzo Genna, presidente dell’ECTA (European Competitive Telecommunications Association) ha inquadrato il segmento degli operatori virtuali tra regolazione e business model.

Ancora si sentono le conseguenze del cambiamento operato nel novembre 2007, allorquando le categorie di operatore di telecomunicazioni sono passate da 18 a 7 e il mobile access è stato eliminato. In conseguenza non è più necessario per i governi verificare la concorrenza nel settore e quindi emanare norme; la stessa Unione europea invita gli NRAS, national regulators, ad uno stretto controllo di questo mercato. Non è un danno grave.

In generale nei mercati maturi del mobile ci sono 2-4 operatori ed è difficile dimostrare la non collusione tra operatori di diverse categorie. E’ comunque opportuno per i governi poter minacciare un intervento normativo sugli Mvno: basta questo a mantenere la situazione sotto controllo.
 
Ad oggi l’impatto degli Mvno sul mercato è molto ridotto. C’è una differenziazione molto piccola dell’offerta: in generale gli Mvno si limitano a rivendere i servizi degli MNO.

Inoltre non stanno emergendo modelli per Mvno transnazionali. E non c’è modo di eliminare la sovrapposizione tra operatori mobili reali e virtuali e anche la coopetiton con gli enabler (MVNE), pronti ad erogare all’Mvno tutti i servizi escluso il core business.

Raymond Yu di Ovum ha presentato l’andamento nelle principali nazioni europee. 180 operatori in Europa occidentale, ma solo alcuni sopravviveranno alla maturità del mercato. Si opera su nicchie che vanno diversificate con attenzione e quindi difese dalla concorrenza.

L’Italia è stata inserita tra le nazioni latine del sud, ovvero con Spagna e Portogallo, considerata in fase di sviluppo; mentre UK, Germania, Francia ed Olanda erano inserite in un altro gruppo, quello dei maturi. In una fase ancora più iniziale è l‘Irlanda, mentre nella classica successione a quattro fasi Finlandia, Norvegia e Svezia sono nella quarta fase ma all’inizio e la Danimarca (che ha cominciato nel 2003 con i suoi 4,5 milioni di abitanti) ne è alla fine.

C’è la tendenza a pensare che le nazioni si somiglino tra di loro anche nel mobile. In realtà non è così, neanche con tutti gli sforzi degli analisti. Il principale modello di riferimento è interessante, ma sembra che i quattro stadi di crescita non siano applicabili in modo omogeneo ad una Europa entità unica.

In Italia, ad esempio, non c’è hard discount e tutto viene appoggiato ad un discorso a metà tra lifestyle e moda. “Il paradigma basso prezzo-niente servizi non si adatta a Coop”, dice Massimiliano Parini, responsabile telefonia, “perché i nostri clienti i servizi se li aspettano”.

Da noi va più forte il soft discount, prodotti di marca e quasi mai “primo prezzo”, anche per la telefonia dove tutto, dal dispositivo alla tariffa, fa moda o comunque è un elemento di distinzione.

Per la struttura italiana è difficile che tra tre anni ci siano solo cinque operatori per i quali il 64% del mercato sia low cost o etnico; d’altronde è questa una struttura molto adatta a Paesi nordici ma molto meno ad altri. “Per noi la fonia è anche un forte elemento di fidelizzazione”, ci ha detto Sergio de Cillis di Conad.
Grande importanza ha la partecipazione della forza vendita, che spesso è determinante: “l’introduzione della vendita di telefonia non deve modificare questa situazione”, ha spiegato.

Anche geograficamente l’operatore virtuale può offrire un vantaggio. Globalizzazione vuol comunque dire che i confini nazionali non sono più così vincolanti; anzi, possono diventare un limite. La soluzione Mvno va a vantaggio di persone che si spostano frequentemente tra confini nazionali, magari in aree di confine tra più nazioni ma eventualmente anche a grandi distanze. L’effettivo rilascio delle frequenza per il digitale terrestre, al momento pianificato per il 2012, darà un impulso decisivo anche al mobile.

Sarà questo un ulteriore fattore di diversificazione, una sorta di digital divide tra nazioni. E c’è la sensazione diffusa che Regolando gli Mvno, il roaming internazionale tenderebbe naturalmente alla concorrenza del mercato.

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