Motorola alla ricerca dell’utile

Ma per il momento resta in rosso. Ed è il secondo anno consecutivo per il colosso statunitense, che ha annunciato di attendersi un altro anno in perdita

Motorola è ancora in rosso. Dopo un 2001 da
dimenticare il colosso statunitense ha annunciato di attendersi perdite nette
anche per questo 2002, ormai destinato a diventare il secondo anno consecutivo
in negativo. Questo nonostante - in una recente dichiarazione compilata con la
Securities and Exchange Commission statunitense - il vendor avesse reso noto
che, salvo imprevisti rivolgimenti di natura economica o politica, il ritorno
all'utile entro l'anno non sarebbe stato del tutto improbabile. Ma a quanto
pare, è tutto rimandato. Alla società va dato comunque atto di aver
iniziato, già nell'ultima parte del 2000, e per tutto il 2001, un'intensa
riorganizzazione del proprio business che l'ha condotta verso un miglioramento
del margine di produzione e a un incremento delle vendite dei propri
dispositivi wireless. A diminuire i costi della società ci ha pensato, però,
anche la pesante riduzione di personale approntata da Motorola in
risposta alla crisi che ha investito il mercato dei semiconduttori, e che è
costata, alla fine dello scorso anno, il posto a 4mila dipendenti, ai quali se
ne aggiungeranno altri 6mila entro la fine di quest'anno. Entro fine 2002 la
società porterà, inoltre, a termine la definitiva, o parziale, chiusura degli
stabilimenti che possiede a Sendai in Giappone, Hong Kong, Scozia, Texas e
Arizona. Ma il colosso non si arrende, e annuncia di essere alla ricerca di
nuove società con le quali stringere una serie di  partnership per
ridurre i costi di ricerca e sviluppo.

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