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Microsoft aprirà una regione datacenter a Milano e investe 1,5 miliardi nella ripresa

Un miliardo e mezzo di dollari in cinque anni è il più grande investimento di Microsoft in Italia da 35 anni a questa parte, ossia da quando la società di Redmond fece il suo sbarco nel’est milanese.

Lo ha sottolineato l’amministratore di Microsoft, Silvia Candiani, insieme al responsabile europeo di Microsoft, Jean Philippe Courtois, che ha annunciato anche l’apertura della nuova regione italiana per il cloud, con un datacenter, che sarà, non a caso a Milano.

Annuncio che arriva a poco più di una settimana di distanza da quello di Aws, e che si colloca nello stesso alveo di sostegno alla ripresa economica.

Microsoft decide di fare questo passo nell’attuale momento di ripartenza economica, dopo la conclamazione della crisi pandemica, e lo battezza, appunto, #DigitalRestart.

Un’azione che suscita il ringraziamento delle massime istituzioni dello Stato. In primis, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in un breve messaggio coglie l’importanza della formazione e del supporto alla crescita digitale del Paese.

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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un altro messaggio sottolinea come investire in un datacenter in Italia è positivo, specie ora che il paese ha virato sullo smart working. E va bene anche la sustainability alliance, per sostenere il green deal nazionale.

Paola Pisano, ministro per l’innovazione, collegata in videoconferenza su Teams, evidenzia come “le nuove tecnologie sono la nostra carta in più. Non bisogna farne un uso acritico e non bisogna discostarsi dalla Costituzione. Lo smart working non è un valore che può stare a se stante, ma lo diventa quando entra in un quadro bilanciato della tutela del lavoratore, dell’azienda e dell’ambiente“.

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Pisano ricorda come l’indice europeo di digitalizzazione, Desi, a fine 2019 ci dava poco inclini alla digitalizzazione. Ma ora andrà rivisto, “perché abbiamo fatto un grande passo avanti verso l’innovazione. Una spinta che va governata e non dispersa, inserita nel framework del nostro paese. La sfida non è tecnologica, ma sociale. Aiutare la fascia anziana e quella giovanile, i deboli e gli svantaggiati”.

Le sfide, comprese quelle della sicurezza e della privacy, per Pisano, sono tutte sul piatto. Il Paese è libero se è sicuro, è competitivo se accompagna tutti con le nuove tecnologie.

Per Stefano Patuanelli, ministro dello sviluppo economico, “dobbiamo sapere accompagnare le nostre imprese, specie le micro, che non hanno la forza per fare il salto nel digitale. Servizi cloud più vicino alle imprese ed educazione digitale per le attività produttive. Per questo è necessario un intervento forte sulla formazione“.

Microsoft, il cloud è il pilastro della ripresa

E la risposta arriva da Candiani, che mette il cloud è come motore al centro della ripresa

L’ad ricorda come con il progetto Ambizione Italia siano state formate 500mila persone, o come l’88% dei clienti abbia usato Teams per la prima volta nelle scorse settimane, a testimoniare una trasformazione digitale in atto, che è puntellata delle storie virtuose di realtà come Generali, Inail, Inps, Invitalia, Italgas, Saipem, Snam e Sogei.

Per la digitalizzazione e il cloud, dunque, c’è un pano di investimenti di 1,5 miliardi di dollari in cinque anni e che parte da Milano con l’implemantezione di una nuova regione di datacenter.

Un investimento che secondo il Politecnico di Milano genererà un effetto moltiplicatore di 9 miliardi di dollari; un investimento green: si calcolata una riduzione del 93% dell’impatto ambientale per chi passa al cloud, ed entro il 2030 Microsoft sarà carbon negative.

Il piano Digital Restart

Il piano Digital Restart di Microsoft presentato da Candiani consta di cinque punti.

Il primo è la riduzione del digital gap, formando 1,5 milioni di persone nei prossimi tre anni. Due target: studenti e certificazioni per il mondo IT, abbiamo 150mila posti vacanti, con reskill. Secondo, un’alleanza per lo smart working. Poi vengono i centri di competenza su intelligenza artificiale, AI Hub, con prototipi per il made in Italy, e un piano per le Pmi, con piattaforme ecommerce e crm. Queste tre iniziative, insieme, coinvolgono direttamente partner come Borsa italiana, Cariplo, Polimi, Confindustira, Poste Italiane, Sace, Unicredit, Vodafone. Quinto punto, un’alleanza per la sostenibilità.

La partnership con Poste Italiane

Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane, ha osservato come con l’apertura della region italiana di Microsoft Azure “avremo meno latenza e più spinta per il Paese. Noi testiamo le capacità dei nostri partner in modo massivo, e negli ultimi tre anni abbiamo accelerato notevolmente. Il nostro piano industriale 2022 è di trasformazione in un’azienda piattaforma e il cloud è il motore di questa trasformazione, anche con le startup, con cui avviamo i progetti di spinta in avanti“.

La partnership con Microsoft si articola su servizi congiunti su base cloud, con creazione di know how  nei centri di eccellenza di Napoli e Roma, e sullo sviluppo territoriale.

Quali servizi cloud saranno offerti alle Pmi da Poste Italiane e Micosoft?

Del Fante, d’accordo con Candiani, c risponde di “non poter anticipare molto, ma saranno servizi progressivamente integrati nelle piattaforme che già le Pmi usano, come pagamenti, finanziario, logistica, comunicazione“.

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