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Investire in Italia durante la pandemia, la scelta di AWS

«Molte organizzazioni stanno riflettendo sul proprio ruolo nella crisi Covid19 e su quale può essere il modo migliore per supportare la propria comunità. Posso dirvi che per noi di AWS non è stato diverso. Ci siamo concentrati su come e dove avremmo potuto fare la differenza più grande aiutando le comunità globali in cui viviamo e lavoriamo. Con questo obiettivo in mente, annunciamo l’apertura della Regione AWS Europe di Milano, rafforzando ulteriormente il nostro sostegno al grande potenziale del paese».

Sono le parole con cui il CTO di AWS, Werner Vogels accompagna la notizia dell’apertura della Regione europea di Milano.

Notizia attesa da un anno e mezzo, ossia dal momento in cui a Seattle decisero di fare del nostro Paese, e di Milano, un polo di datacenter e di zone di disponibilità.

Le Regioni AWS sono infatti composte dalle cosiddette availabilty zones, ognuna delle quali comprende uno o più data center, e si trovano in località geografiche distinte e separate, con una distanza tale da ridurre il rischio che un singolo evento avverso influisca sulla continuità del business, ma abbastanza vicine da poter sfruttare una bassa latenza per le applicazioni ad alta disponibilità.

Ogni zona di disponibilità è dotata di alimentazione, raffreddamento e sicurezza fisica indipendenti ed è connessa alle altre con una rete ad alta ridondanza e una latenza bassissima. I clienti locali con requisiti di residenza dei dati per l’archiviazione dei contenuti in Italia, possono farlo con la garanzia di mantenere la completa proprietà dei propri dati e che questi non verranno spostati a meno che non scelgano di farlo.

In Italia oggi, scrive Vogels, molte organizzazioni stanno facendo leva su AWS per affrontare le sfide che la pandemia pone, sia che si tratti di potenziare la ricerca scientifica, di facilitare il lavoro e l’apprendimento a distanza o di fornire servizi per rispondere all’emergenza. E fa qualche esempio dei modi in cui le organizzazioni in Italia hanno utilizzato le tecnologie cloud per aiutare le loro comunità.

Come Expert System, che ha costruito su AWS una piattaforma di ricerca clinica che aggrega informazioni provenienti da varie fonti affidabili di contenuti scientifici e comunicati stampa, fornendo agli scienziati che lavorano nella ricerca biomedica in tutto il mondo un efficiente sportello unico dove accedere alle ultime novità per guidare la loro ricerca.

bSmart Labs ha utilizzato Amazon Chime Software Development Kit per aggiungere funzionalità di videochiamata alla loro applicazione di apprendimento remoto bSmart Classroom, offrendo possibilità di comunicazione in tempo reale a 560.000 insegnanti e studenti bSmart Classroom durante questo periodo.

Con tutta l’Italia in lockdown, spiega ancora Vogels, la condivisione di informazioni da parte delle amministrazioni pubbliche locali e la capacità di rispondere rapidamente alle domande dei cittadini sono diventate un servizio pubblico fondamentale.

Come il Comune di Codogno, la prima zona rossa d’Italia, che con Amazon Connect ha costruito un call center in meno di una settimana per indirizzare le chiamate direttamente al personale del comune, aiutando a rispondere rapidamente alle domande dei cittadini su Covid19, in un momento in cui la velocità si è rivelata fondamentale.

Per fornire le mascherine protettive l’azienda tessile e di abbigliamento italiana Miroglio Group ha riconvertito la catena di produzione di uno dei suoi stabilimenti di Alba, nel nord-ovest dell’Italia, passando da tessuti per abbigliamento alla produzione di mascherine lavabili in cotone e elastan. Con il personale dell’azienda a casa in isolamento, Miroglio Group è stata in grado di coordinare questo cambiamento di produzione a distanza grazie al cloud.

Atro esempio citato da Vogels è COD19.it, applicazione creata da Gianvincenzo Zuccotti, Primario di Medicina dell’Università Statale di Milano, e sviluppata da Link Up, che consente al personale in prima linea di entrare in contatto, via telefono, con pazienti affetti da Covid19 positivi e sospetti positivi, dimessi dall’ospedale. Questo permette al personale medico di verificare lo stato di salute del paziente dimesso, chiamandolo due volte al giorno e fornendogli assistenza medica continuativa, attraverso un costante monitoraggio e supporto a distanza, fino a quando non viene certificato come completamente guarito.

Amazon, chiosa Vogels, si sta impegnando nello sforzo nazionale donando 3,5 milioni di euro alla Protezione Civile italiana e alle organizzazioni no profit per sostenere la lotta contro Covid19, in tutti i territori e le comunità italiane in cui i dipendenti di Amazon vivono e lavorano.

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