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Mac mini con chip Apple M2: perché sceglierlo e opzioni di upgrade

Tra i nuovi aggiornamenti hardware presentati da Apple in questo gennaio del 2023, c’è anche, come abbiamo visto, il nuovo Mac mini con i chip Apple M2 e M2 Pro.

La linea Mac mini rappresenta il passo d’ingresso nella gamma di computer desktop di Apple, come Mac più accessibile dal punto di vista economico, così come il più compatto (discorso a parte per l’iMac, in cui lo schermo include il computer).

Anche per quel che riguarda le prestazioni, il Mac mini occupa tradizionalmente la fascia entry level dei desktop di Apple: anche se, la nuova generazione di chip M2 rischia in qualche modo di ridefinire il concetto di entry level.

A proposito di processori, l’ingresso della nuova generazione di Mac mini segna anche il definitivo pensionamento della versione Intel, che ora non è più disponibile nel catalogo Apple.

I nuovi chip Apple M2 e M2 Pro

Chiaramente, la principale novità nella famiglia Mac mini è nei nuovi SoC impiegati: Apple M2 e M2 Pro.

L’aggiornamento della linea segna un doppio upgrade: innanzitutto il passaggio dal chip Apple M1 alla nuova generazione M2, e poi l’impiego per la prima volta nel mini della più potente versione “Pro”.

Ora è infatti disponibile anche un modello con chip Apple M2 Pro con CPU 10‑core e GPU 16‑core, e tra le opzioni di personalizzazione è possibile selezionare anche l’Apple M2 Pro con CPU 12‑core e GPU 19‑core, chiaramente con un ulteriore esborso (di 345 euro). Quest’ultimo abilita una gestione ancora più fluida sia dei task di computing in multi-tasking che dei flussi impegnativi per il sottosistema grafico.

Mac mini

Un’ulteriore differenza dei chip è che l’M1 dei precedenti Mac mini integra un media engine con accelerazione hardware H.264 e HEVC; il nuovo M2 supporta H.264, HEVC, ProRes e ProRes RAW con accelerazione hardware.

Per un quadro più completo e concreto dei miglioramenti nelle prestazioni “su strada” tra la generazione precedente e l’attuale, dobbiamo necessariamente attendere che sia pubblicamente disponibile un ventaglio più ampio di benchmark, di terze parti e da parte degli utenti finali. Per ora, abbiamo come unico riferimento i dati forniti da Apple stessa nel presentare il nuovo Mac mini e sulla pagina del prodotto, sul sito ufficiale.

È certamente positiva la maggiore flessibilità di poter scegliere anche il chip “Pro”: c’è però da dire che, fare upgrade significativi alla configurazione di base, può comportare aumenti importanti di prezzo.

Sarà dunque opportuno valutare in base al proprio caso d’uso se e dove ritoccare la configurazione di base, o quando convenga pensare direttamente a una macchina diversa.

Memoria e connettività dei nuovi Mac mini

Per quanto riguarda la memoria, prima ancora della quantità, c’è da sottolineare la larghezza di banda della unified memory: nell’M1 della precedente generazione di Mac mini, questa si fermava 66.67GB/s. I modelli attuali arrivano a 100 GBps di banda di memoria (con chip M2) o addirittura 200 GBps di banda di memoria, nella configurazione con chip Apple M2 Pro.

Per quanto riguarda la quantità, il modello base continua ad avere 8 GB di memoria unificata e archiviazione SSD da 256 GB. Non è molto (non ci sono differenze rispetto alla generazione precedente): sono sufficienti per le attività di base, ma bisogna considerare con attenzione se ci bastano.

Anche perché, né la memoria unificata né l’archiviazione sono accessibili dall’utente finale e l’unica possibilità di espansione è al momento dell’acquisto. Per quanto riguarda l’archiviazione però, al contrario della memoria, le veloci porte Thunderbolt 4 (fino a 40 Gbps) ci offrono un’alternativa esterna praticabile.

Le opzioni di configurazioni ci offrono comunque una flessibilità molto maggiore, ora: possiamo espandere il Mac mini di base (e quello intermedio) fino a 24 GB di memoria unificata; e quello top di gamma fino a 32 GB di memoria unificata. Come sottolineavamo anche per i nuovi MacBook Pro 14” e 16”, tuttavia, purtroppo i costi degli upgrade da parte di Apple sono consistenti.

Per quanto riguarda lo storage, se prima si fermava a 2 TB, ora possiamo selezionare finanche 8 TB, ma solo nel modello top di gamma.

Mac mini

Al modello top di gamma con chip M2‌ Pro è riservata un’altra interessante esclusiva: dispone di quattro porte Thunderbolt 4, invece delle due dei modelli base e intermedio (come nel Mac mini M1 del 2020, dove però erano Thunderbolt 3).

Il supporto wireless è aggiornato su tutti: ora c’è il supporto per Wi‑Fi 6E (802.11ax) e Bluetooth 5.3.

Supporto video

Per quanto riguarda il video, il Mac mini M1 del 2020 supporta fino a due monitor; spiegano le specifiche: “un monitor con risoluzione fino a 6K a 60Hz collegato via Thunderbolt e un monitor con risoluzione fino a 4K a 60Hz collegato via HDMI”.

Le specifiche dei nuovi Mac mini M2 indicano anch’esse il supporto per due monitor simultaneamente, ma con un’opzione in più: “un monitor con risoluzione fino a 6K a 60Hz collegato via Thunderbolt e un monitor con risoluzione fino a 5K a 60Hz collegato via Thunderbolt o con risoluzione 4K a 60Hz collegato via HDMI”.

Ma il miglioramento più importante arriva con il nuovo Mac mini con chip Apple M2 Pro, che supporta simultaneamente fino a tre monitor, con questa configurazione massima con tre monitor: due con risoluzione fino a 6K a 60Hz collegati via Thunderbolt e uno con risoluzione fino a 4K a 60Hz collegato via HDMI.

La configurazione massima con due monitor, sempre del nuovo Mac mini con chip Apple M2 Pro, è la seguente: uno con risoluzione fino a 6K a 60Hz collegato via Thunderbolt e uno con risoluzione fino a 4K a 144Hz collegato via HDMI.

Infine, la configurazione massima con un singolo monitor prevede un monitor con risoluzione fino a 8K a 60Hz o con risoluzione 4K a 240Hz collegato via HDMI.

Per gli appassionati dell’ascolto in cuffia si trova una interessante novità anche nelle specifiche audio: se il Mac mini del 2020 integra una normale uscita jack da 3,5 mm per cuffie, per i nuovi modelli Apple specifica la presenza di un jack cuffie da 3,5 mm con supporto avanzato per modelli ad alta impedenza.

Rispetto all’iMac, ricordiamo infine che nella scatola del Mac mini c’è solo il Mac mini stesso: non solo va acquistato il monitor, ma anche mouse e tastiera.

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