Home Digitale Lo smart working visto dalla parte di chi eroga i servizi IT

Lo smart working visto dalla parte di chi eroga i servizi IT

Se smart working significa implementare processi abilitanti al lavoro agile, il punto di vista di un Network Operation Center come quello di Vem Sistemi può essere dirimente per capirne le dinamiche sottostanti.

Si tratta, infatti, di un osservatorio privilegiato che ogni giorno raccoglie centinaia di ticket di supporto e analizza quasi 100.000 eventi/allarmi, indica le principali problematiche che stanno affrontando le aziende in questo periodo.

Come spiega Giovanni Toscani, Head of Managed Services di VEM Sistemi, nelle ultime settimane sono più che raddoppiate le richieste relative all’attivazione di soluzioni di smart working, i principali vendor del settore hanno aderito al piano di Solidarietà Digitale del Governo e, assieme ai partner come Vem Sistemi, hanno messo a disposizione gratuitamente alcune soluzioni abilitanti.

Solo negli ultimi 15 giorni – rivela Toscani – abbiamo attivato una cinquantina di aziende per un totale di oltre 10.000 persone che avevano l’urgenza di essere subito connesse per poter lavorare“.

Per garantire la business continuity in un contesto di emergenza è necessario attivare rapidamente uno spazio di lavoro digitale sicuro, controllato e accessibile per tutti gli utenti aziendali.

Quando arriva la richiesta di attivazione, spiega Toscani, in primo luogo il team deve analizzare attentamente la situazione dell’azienda e della sua infrastruttura per valutarne le capacità e adeguarla alla richiesta.

Le richieste di supporto più frequenti in questi casi riguardano problemi di configurazione, sia legati all’utente che legati alla struttura della rete; impatto sulle performance delle infrastrutture del provider che possono essere in sovraccarico per via della quantità di gente connessa simultaneamente; necessità di avere molte più licenze disponibili rispetto a quante ne servivano in precedenza; richieste che riguardano l’adoption dell’utente, che non è abituato a utilizzare le soluzioni di smart working.

smart working

L’attivazione di questa tipologia di servizi in emergenza con tempistiche molto ristrette porta a dover implementare sovrastrutture su sistemi non pensati o dimensionati per fare ciò che adesso gli viene chiesto.

Effettuare scelte in situazione di emergenza porta a volte le aziende a dover trascurare aspetti importanti come la sicurezza.

Nel delicato ruolo di dover bilanciare tutte le esigenze per garantire la continuità operativa del business, spesso gli aspetti legati alla sicurezza non sono considerati fondamentali. La situazione emergenziale impone delle scelte, troppo spesso proprio a discapito di questo fattore.

Il ruolo del system integrator diventa quindi cruciale, perché deve porre l’attenzione anche su questa problematica e cercare, nonostante la situazione di emergenza, di garantire al cliente le migliori soluzioni di sicurezza possibili per consentire ai dipendenti di lavorare senza correre rischi anche da casa.

Url filtering, content security, intrusion prevention, antispam, sandbox, scansione allegati e trasferimento file, endpoint security sono solo alcune delle soluzioni raccomandate per proteggere i dati dell’azienda che non possono correre il pericolo di essere compromessi.

vem sistemi

L’aspetto più impattante di questa situazione, secondo Toscani, si vede subito nell’analisi dei numeri ed è rappresentato dal picco di chiamate ricevute in area servizi, che hanno moltiplicato la richiesta di interventi.

In particolare Toscani registra un incremento del 50% per le linee di business legate allo smart working.

È necessario quindi lavorare a pieno regime per mantenere gli SLA e tempi di risposta corretti per tutti i clienti pur avendo dovuto riorganizzare il sistema di lavoro: sebbene anche prima dell’emergenza Vem avesse adottato anche la modalità di lavoro in remote working, oggi praticamente il 100% dei system engineer del NOC di Vem Sistemi lavora da casa.

Dall’altro lato gli interventi on site devono esser sempre garantiti con tutte le misure di sicurezza e protezione individuali necessarie per consentire sia ai nostri specialisti che ai clienti, di non correre rischi.

L’emergenza coronavirus ha spinto l’adozione delle piattaforme di lavoro a distanza, costringendo le aziende a optare per questo servizio in maniera massiva, con urgenza e in brevissimo tempo.

Tuttavia queste scelte dovranno poi essere valutate a posteriori e rimesse in discussione a fine emergenza perché quanto costruito in questa particolare circostanza non deve essere considerato come il processo realizzativo ideale e definitivo, che invece si sarebbe potuto attuare operando in situazione di normalità.

Non si implementano processi davvero innovativi in emergenza. Sarà quindi necessario rivedere i processi e le soluzioni attivate per poterle davvero utilizzare in maniera sicura e continuativa nel tempo, affinché garantiscano un’efficiente operatività. In primis, questo significherà per molte aziende dotarsi di reti e tecnologie di nuova generazione se vorranno mantenere a regime il lavoro agile

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