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L’IoT è nel Dna di Intel

C’è molto Internet of Things in questo Intel Solution Summit. Ai suoi partner, Intel indica l’Internet delle Cose come uno dei “big business” nei quali investire e nei quali la società non solo intende essere presente, ma è già presente e intende costituire un nuovo ecosistema. “Internet of Things – spiega Doug Davis Senior vice president, General manager Internet of Things Group – significa intelligenza ovunque”.
Significa, ed è questa la dimensione di riferimento, che l’85 per cento dei dispositivi oggi non è connesso. Significa che entro il 2050 ci saranno in circolazione 50 miliardi di dispositivi. E se è vero che entro la fine di quest’anno i dispositivi connessi saranno 15 miliardi, in 5 anni non solo ci saranno 35 miliardi di dispositivi da vendere, ma soprattutto tutti i servizi da abilitare.
“In questo scenario, l’Emea rappresenta la geografia più importante: assorbe il 40 per cento del mercato”.

A dimostrazione dell’interesse che IoT riveste nella sua strategia, Intel ha aperto e sta aprendo i suoi “IoT Ignition Labs”, centri di competenza distribuiti in tutta l’area Emea. Entro la prima metà dell’anno saranno otto, a Monaco, Stoccolma, Instanbul, Londra, Dublino, Haifa, Dubai e Mosca.
“L’obiettivo di questi centri è mostrare le nostre piatatforme, collaborare con innovatori e partner, sviluppare soluzioni end to end, fornire sessioni di dimostrazioni. Siamo aperti a tutti coloro che hanno idee per nuove soluzioni da portare al mercato. Vogliamo dar vita a un ecosistema”.
Trasporti, automotive, smart home, industria saranno i settori trainanti di un’evoluzione che è molto più vicina di quanto si pensi: “Basti pensare alle software defined factory, o alle software defined car. Noi vogliamo portare i nostri building block, sviluppati in un’ottica di riusabilità, sui quali sono poi i partner a portare le loro soluzioni”.
In quest’ottica, un anno fa, Intel ha rilasciato il suo IoT Gateway.

“Si tratta – spiega Rod O’Shea, alla guida dell’Embedded Group della società – di una piattaforma già pronta per IoT. Un application ready platform, la definiamo, sulla quale i partner possono portare le loro soluzioni, che si trtatti di monitoraggio delle luci in un ufficio o in una stanza, o del controllo della velocità d un’auto o ancora del livello di riempimento di un bidone”.

“IoT è nel nostro Dna”, prosegue Doug Davis, sottolineando come già siano disponibili oltre venti gateways applicativi sviluppati da partner come Advantech o Innotech e altrettanti siano in arrivo a breve.
“Non solo. Il nostro gateway IoT sarà compatibile con Windows 10. È stato sviluppato per sostenere una durata della vita di almeno sette anni, per supportare sbalzi di temperatura e condizioni di utilizzo estreme, senza mai dimenticare gli aspetti legati alla sicurezza, indispensabili in questo contesto”.

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