Home Cloud L'infrastruttura ibrida di Inail è firmata Nutanix

L’infrastruttura ibrida di Inail è firmata Nutanix

Una nota di Nutanix spiega come Inail, Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, per erogare efficacemente i propri servizi e diventare un riferimento per le infrastrutture ICT della PA abbia scelto di creare un’infrastruttura ibrida.

Protagonisti della strategia Inail che punta su architetture iperconvergenti e sull’apertura al cloud (con l’abbandono dell’infrastruttura mainframe) sono i manager che gestiscono la tecnologia dell’istituto.

Anna Sappa, CTO di Inail spiega in una nota che: “Le architetture aperte, ibride e iperconvergenti rappresentano una delle basi su cui stiamo costruendo l’infrastruttura del nostro cloud ibrido, che ci permette di erogare efficacemente i servizi dell’Istituto e di avere un ruolo centrale come Polo Strategico Nazionale, anche scalando sui service provider pubblici”.

Mentre Flavio Mancini, Ict Manager di Inail, facendo riferimento al recente periodo di lockdown, ricorda che “avevamo già esperienza di infrastrutture agili come Nutanix, adottate fino ad allora nella service control room dell’Istituto, e avevamo già adottato la tecnologia Citrix per realizzare soluzioni di Virtual Desktop Infrastructure”.

Lo smart working efficiente di Inail

Questo significa che in pochi giorni Inail è riuscita a mettere lo smart working a disposizione di migliaia di persone, velocemente e in sicurezza.

Il progetto ha impegnato un gruppo qualificato e affiatato di aziende: Nutanix e Hpe sul fronte delle infrastrutture e Citrix per lo strato applicativo.

L’hardware Nutanix già a disposizione di Inail è stato riconvertito per erogare subito i servizi VDI con Citrix per poter essere pronti sin da subito con l’abilitazione dei pc personali di molti utenti e ad acquisire portatili “leggeri” per coloro che non avevano una dotazione sufficiente.

Sfruttando la scalabilità dell’architettura Nutanix e Hpe, i nodi sono stati attivati in mezza giornata, garantendo piena continuità alle attività di Inail e l’abilitazione allo smart working.

Le prove tecniche hanno evidenziato come la nuova infrastruttura fosse addirittura più solida del previsto come sottolineato da Mancini: “la robustezza del software Nutanix è emersa prepotentemente quando, in fase di rebuild di uno dei dischi abbiamo deciso di provare a spegnerne un secondo. Nessun dato è andato perso”.

In totale Inail ha abilitato 4.300 utenti in modalità VDI, di cui circa 2.500 operano dalle sedi territoriali e 400 dalla Direzione Generale.

L’infrastruttura orchestrata dalla tecnologia Nutanix gestisce in sicurezza circa 70mila sessioni attive al mese, con una durata media di quasi 4 ore.

Tutto il processo evolutivo che ha portato l’ampliamento dell’infrastruttura iperconvergente, integrando le macchine HPE e il software Citrix con il sistema operativo Nutanix Acropolis e con l’hypervisor AHV, è avvenuto in continuità e trasparenza.

Nell’ottica di operare da Polo Strategico Nazionale, Inail sta acquisendo carichi elaborativi di altri Enti, oltre a erogare da più di un anno i servizi del Ministero della Salute, e ha recentemente ampliato le sue capacità in termini di architetture hybrid cloud.

Ecco perché per Mancini l’infrastruttura hardware andrà potenziata e Inail proseguirà nella direzione di architetture convergenti e iperconvergenti, aperte anche al cloud pubblico: “Già oggi la piattaforma è all’interno del nostro data center, ma è cloud ready”.

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