L’azione combinata del System Management Server 2000 con i nuovi Application Center e Operations Manager crea una nuova area di sbocco per la casa di Redmond.
Era inevitabile che, volendo e dovendo costruire un framework, Microsoft “sfondasse” anche nel system management. È quanto emerso da un confronto aperto con Cliff Reeves, direttore del marketing e del gruppo server della piattaforma .Net, durante il TechEd di Barcellona. Il forte accento posto sull’azione combinata del System Management Server 2000 con i nuovi Application Center e Operations Manager (un vero e proprio kit di emergenza per i servizi di gestione dell’It aziendale) non poteva che far scaturire quesiti circa la sovrapposizione/integrazione del sotto-framework di Microsoft con quelli, veri e propri, prodotti da partner-concorrenti, come Ca (Unicenter), Hp (Openview) e Ibm (Tivoli). Secondo Reeves, l’integrazione è risolta dal supporto del protocollo Snmp. Ma, perché sviluppare in proprio una infrastruttura di system management, quando in giro ce ne sono di collaudate? “Il fatto di costruire un framework porta inevitabilmente a toccare anche questi argomenti – dice Reeves -. I tool .Net sono, per natura e definizione, integrabili ed aperti. Quindi, non c’è problema tecnologico”. Ma, se si vuole fare un’operazione di chiarezza sulle opportunità, allora emergono componenti di business non irrilevanti. Innanzitutto, lo sviluppo: “Cooperiamo da due anni con il System Management Consortium – sottolinea Reeves, quasi a voler significare che, dopo un certo periodo, i frutti si devono vedere -. Eppoi per tenere sotto controllo i tool tradizionali di system management bisogna investire moltissimo in conoscenze dedicate”.
Pare, quindi, ancora una volta emergere, la natura integrata dei server di .Net. In questa visione, cioè, buona parte delle operazioni una volta impostabili in maniera dedicata, possono passare nelle mani del framework (leggi:integrazione dei componenti), senza particolari perdite di tempo per l’It manager. Nel circostanziare i buoni motivi che hanno portato Microsoft a investire con convinzione nel system management, poi, Reeves cita spesso Compaq, ormai partner “first class” di Microsoft che pare abbia gradito molto le funzionalità addotte dai nuovi applicativi di gestione. E che, nota il cronista, in confronto ai partner citati sopra (in particolare, Hp e Ibm) è l’unico a non possedere un sistema analogo.





