Il Cloud per il bene comune, 78 raccomandazioni da Microsoft

È firmato Satya Nadella e Brad Smith, a capo degli affari legali di Microsoft, A Cloud for Global Good, un libro che non solo contiene importanti riflessioni sull’eticità e sull’inclusività del cloud, ma che soprattutto propone un’ottantina di raccomandazioni (78 per essere precisi) perché etica e inclusività siano effettivamente rispettate da parte dei Governi, da parte dei provider, da parte delle imprese e a favore di tutti i cittadini.

Il libro, liberamente scaricabile a questo indirizzo sia in lingua inglese, sia in spagnolo, tedesco, francese e portoghese, parte da una premessa importante: siamo in un’era di profondo cambiamento, che promette innovazioni a tutto tondo.
Innovazioni abilitate dal cloud, che tuttavia non mancano di sollevare interrogativi nelle persone che si domandano quanto sicure siano le comunità nelle quali vivono, quanto sia sostenibile il loro lavoro, quali prospettive ci siano per i loro figli.
La tecnologia può essere utilizzata a beneficio di tutti, invece che a beneficio di pochi? E se si, come?

Trusted, Responsible, Inclusive: ecco il cloud secondo Microsoft

Microsoft, si scrive nella premessa che apre il volume, è ottimista riguardo al futuro, ma riconosce che il cloud debba essere utilizzato per guidare il progresso economico e sociale. Per questo è necessario adottare un insieme bilancio di policy e di tecnologie, in grado di promuovere un cambiamento positivo, assicurando che sia condiviso.
Per questo, il cloud di cui c’è bisogno è un cloud “trusted”, affidabile, responsabile, inclusivo. Un cloud per il bene comune, come viene definito.
Ecco allora le 78 raccomandazioni suddivise in tre macroaree e quindici categorie.

1Trusted

La prima area indirizza il cosiddetto Trusted Cloud: si parla di privacy, di diritto di accesso ai dati da parte governativa, di scambio di dati tra Paesi diversi, di sicurezza dei servizi cloud, di normative internazionali e di prevenzione rispetto al cybercrime.

2Responsible

La seconda area indirizza il Responsible Cloud. Ecco allora che si parla di diritti umani e sicurezza pubblica, di sostenibilità ambientale, di intelligenza artificiale, di frodi online.

3Inclusive

La terza e ultima area è quella del Cloud inclusivo e tocca i temi dell’accesso, della formazione, degli skill richiesti alle nuove generazione, dell’inclusione di persone con disabilità, del supporto alle imprese di qualunque dimensione.

Il tutto è completato da esempi pratici, per mettere su strada quanto le raccomandazioni promuovono.

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