Lezione di climatizzazione per i data center

In occasione del primo Data Center Innovation Day italiano, convegno organizzato a Milano presso la sede di Tecniche Nuove dalle testate 01net, Ambiente & Sicurezza, L’Impianto ElettricoRCI e Sicurezza, abbiamo intervistato il relatore Luca Stefanutti, progettista impianti HVAC di Tekne SpA, che ha parlato di climatizzazione.

Leggi il resoconto globale del convegno

Stefanutti è anche storico collaboratore di Tecniche Nuove ed è autore del libro La climatizzazione sostenibile.

Nel suo intervento al convegno ha parlato di controllo climatico nei datacenter. I temi sono essenzialmente tre: affidabilità, flessibilità ed efficienza.

Il PUE (Power Usage Effectiveness) è l’indice più utilizzato per l’efficienza energetica, con 3.0 come valore di peggior efficienza e 1 la perfezione teorica. Oggi un datacenter è approssimativamente nell’ordine di 1.2.

Le due categorie di impianti sono banalmente locali e centralizzati. Per le server room di piccole dimensioni si è sempre usato condizionatori ad espansione diretta, con il calore smaltito attraverso un condensatore remoto.

Per data center aziendali, vengono utilizzati impianto ad acqua refrigerata, a doppio liquido o (per rack ad alta densitò di carico) le unità in-row, poste di fianco ai rack, il più possibile vicino a dove server raffreddamento puntuale. Fondamentale lo sfruttamento di cooling a pavimento

Interessante il sistema di free cooling, un metodo di raffreddamento che sfrutta l’aria di un ambiente per raffreddare uno spazio senza dover ricorrere a sistemi di refrigerazione. Si sfrutta al top quando la differenza fra ambienti interni ed esterni è di circa 8 gradi. Per datacenter, la strada oggi più sfruttata è il free cooling indiretto.

Il free cooling indiretto ad aria viene realizzato incrociando termicamente il flusso aria dal datacenter con l'aria esterna, senza che vi sia miscelazione. Questo comporta una riduzione del periodo di funzionamento dei compressori e conseguente riduzione del costo di gestione. Inoltre, senza alcuna contaminazione dei datacenter con aria esterna, né aumento del carico latente.

Per la distribuzione dell’aria, è sicuramente preferibile la diffusione dal basso, che avviene attraverso pannelli forati o griglie pedonali. Per questo è essenziale una adeguata progettazione che permetta una buona circolazione dell’aria senza rallentarne il flusso a causa di ingombri causati (ad esempio) dai cablaggi.

La diffusione dall’alto è utilizzata solo laddove non sia possibile sfruttare i pavimenti. Chiaramente risulta meno flessibile ed efficiente da un punto di vista energetico, ma è ancora saltuariamente utilizzata.

Per quanto riguarda le CPU, oggi il raffreddamento di elezione è quello ad acqua; il solo raffreddamento ad aria non è sufficiente per le moderne CPU in ambienti ad alto utilizzo come quello di un data center.

Per garantire la massima affidabilità, si utilizza una distribuzione di alimentazione di acqua ad anello, avendo quindi acqua sempre refrigerata e potendo anche effettuare manutenzione ordinaria o straordinaria.

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