L’e-learning in Italia secondo Anee/Assinform

Per il terzo anno, l’Osservatorio presenta i dati di mercato di un comparto che continua a crescere: 256.3 milioni di euro nel 2003.

27 settembre 2004

La terza edizione dell’Osservatorio sull’e-learning, condotta da Anee/Assinform (in collaborazione con il Cnipa) in Italia evidenzia ancora un forte trend di crescita per il settore, nonostante da più parti si osservi che la spesa per la formazione sia in realtà in calo, perché è una delle prime voci di spesa che le aziende tagliano quando sono in crisi.


Per il 2003, secondo l’Osservatorio, gli investimenti in e-learning (contenuti, tecnologie e consulenza) sono aumentati del 136,4% rispetto al 2002, avendo realizzato 256,3 milioni di euro di fatturato (l’8,2% del totale per la formazione), mentre per l’anno in corso è previsto un rallentamento che però pur sempre dovrebbe portare l’e-learning a crescere del 67,3% e a quota 428,8 milioni.


Per rilevare i dati, l’Osservatorio si è basato su un campione composto da: 920 aziende (di ogni dimensione, poi approfondito su 487), 25 Amministrazioni centrali, tutte le regioni, 56 province, 20 capoluoghi e 27 comuni, oltre a 35 università delle 77 presenti nel territorio italiano.


Analizzando sotto vari aspetti il valore complessivo di 256,3 milioni, l’Osservatorio evidenzia comela voce maggiore sia quella rappresentata dai contenuti, con 102,5 milioni, (che dovrebbero salire a 175 nel 2004), seguiti dai servizi (54,3 milioni), dalla tecnologia (53,3 milioni) e infine dalla consulenza (46,1 milioni). Lo stesso valore distinto tra formazione interna (cioè quella fatta dalle grandi aziende in modo captive) ed esterna, vede quest’ultima pesare per il 69,6%, pari a 178,4 milioni.


Sul fronte dell’offerta, invece, si osserva che le aziende più grandi si accaparrano la fetta più grossa dell’intero mercato (63,3%), e sono le uniche a crescere, mentre più sofferenti sono le medie aziende fornitrici (23,1%) e le piccole (13,6%).


Riguardo, invece, agli utenti, le aziende sono quelle che maggiormente utilizzano l’e-learning (82,5%) e contribuiscono con 211,3 milioni, seguite dalle università (8,4%), dai clienti end user (4%), dala Pa (3,9%) e dalla scuola (1,2%).


Delle 920 aziende contattate in prima istanza, il 42,9% ha effettuato o ha in corso progetti di e-learning, anche se si ha la sensazione che che alcuni si riferiscano alla più tradizionale Fad (formazione a distanza). Delle restanti 525 che non hanno ancora esperienze avviate, il 7,2% ha in programma di avviarle entro il 2004 mentre il 19,6% ritiene possibile considerare di farlo entro il prossimo biennio. Le persone che in azienda hanno utilizzato nel 2003 maggiormente questa modalità di formazione sono stati i tecnici/operativi (37%), seguiti dagli impiegati (32,%), quadri (16%) e dirigenti (15%). Certo è, comunque, tutti sono d’accordo che un progetto di e-learning non ha possibilità di successo se non c’è un deciso commitment da parte del top management aziendale ad avviarlo.


Per quanto riguarda la modalità di erogazione della formazione, quella online risulta al primo posto nelle preferenze (81,7%) superando l’aula (79,6%), ma tale valutazione poi non si traduce in pratica, in quanto attualmente quest’ultima continua a essere la più usata (91,5% contro il 30,2% dell’e-learning). Secondo le previsioni dell’Osservatorio, tuttavia il gap dovrebbe entro breve ridursi e capovolgersi, in quanto le prospettive dall’aula tendono a ridursi (75,1%) e quelle per l’e-learning a salire all’83,1%.

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