La Pa su cloud? Pronta a decollare entro due anni

Verizon_CorrealePronta a decollare entro i prossimi due anni.
Così appare a Verizon l’adozione del cloud, a livello globale, da parte della Pubblica amministrazione, a dispetto degli ancora lenti e sperimentali sforzi raccontati da una serie di articoli e studi di settore.

Secondo il fornitore di servizi di comunicazione a banda larga, wireless e wireline, prendendo in considerazione la peculiarità delle attività proprie dei Governi, dei loro processi decisionali, delle linee guida e dei regolamenti legislativi che gli stessi Enti devono seguire, ammontano a quattro le aree principali in cui, negli ultimi anni, le amministrazioni Pubbliche hanno investito tempo e fatica per consentire un ampio impiego del cloud.

A elencarle ci pensa Alfonso Correale, Group sales manager, Southern Europe di Verizon, citando budget, appalti e contratti; compliance e sicurezza; considerazioni culturali; workload.

Si parte da quanto fatto fin qui per gettare basi solide per i futuri acquisti di soluzioni cloud ricordando gli sforzi compiuti dalla Pa nel processare richieste di budget, che vanno approvati, e di nuovi servizi cloud, che devono essere inseriti in contratti nuovi o aggiunti a quelli già esistenti.

Si prosegue ricordando come regolamenti e linee guida stanno supportando le decisioni delle Pubbliche amministrazioni in materia di sicurezza fisica e virtuale di sedi, sistemi e dati, tanto che, nel mercato statunitense, sono circa una trentina le piattaforme cloud che hanno ottenuto la certificazione FedRamp offrendo, di fatto, un’ampia scelta di provider cloud certificati.

Per quanto, poi, concerne le considerazioni culturali, occorre ricordare che migrare al cloud non significa solo acquistare soluzioni di networking, It e sicurezza, bensì richiede un cambiamento culturale in merito alle modalità di gestione delle risorse informatiche da parte della Pa.
Attualmente già in corso, questo cambiamento culturale è un processo evolutivo e iterativo che richiede tempo e che può beneficiare di percorsi educativi, training e discussioni tra Enti pubblici e aziende in merito a best practice e argomenti teorici già appresi, così che gli amministratori It del settore Pubblico possano acquisire maggiore conoscenza sui benefici, ma anche sui rischi, che una migrazione verso il cloud può comportare.

Infine, di fronte alla constatazione che il cloud computing è molto più di una semplice rete, di una infrastruttura It e di servizi di sicurezza informatica, le applicazioni e i workload aziendali devono essere pronti e supportati per operare all’interno della nuvola.
Il processo di trasformazione per avere workload adatti al cloud e le stesse applicazioni riscritte o sostituite con versioni cloud-ready è iniziato e sarà un processo costante.
Attraverso la gestione dell’It application lifecycle, gli Enti governativi stanno già valutando attivamente le loro applicazioni e prendendo le necessarie decisioni per stabilire come e quando migrare i propri workload mission-critical sul cloud.

Buono, fino a qui, il livello di confidenza nei processi di acquisto di reti, infrastrutture e servizi di sicurezza raggiunto sia dalla Pa, sia dal personale It. A dimostrarlo ci pensano i progressi ottenuti nelle aree procurement, sicurezza, cultura e gestione dei carichi di lavoro attraverso assessment, pianificazione e gestione delle implementazioni in sedi di ogni dimensione.

 

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