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IT manager italiani fra i meno pagati a livello mondiale

Tra le figure professionali di alto livello meno retribuite in Italia rispetto ad altri grandi Paesi ci sono quelle dei manager tecnologici. Emerge dall’indagine “International Compensation Guide” realizzata dalla società di head hunting internazionale, Badenoch + Clark, in collaborazione con JobPricing.

Su tutte, ma il fatto non sorprende, la figura meno pagata in Italia è quella del manager della ricerca: il Chief Research & Development Officer, che negli Stati Uniti è ben riconosciuta, mentre in Italia paga lo scotto di un contesto operativo in cui la ricerca e sviluppo (ben al di sotto degli obiettivi del 3% del Pil che fissava il programma EU 2020: non arriva allo 0,5%) sconta notevoli difficoltà. Risultato: un responsabile delle ricerca americano è pagato il 60% in più di uno italiano.

Gli IT manager italiani, invece, sono meglio pagati solamente di quelli cinesi (un po’ soprende, ma la differenza la fa il costo del lavoro nel sistema economico cinese) brasiliani e spagnoli.

Tra i Paesi europei quelli che retribuiscono meglio Ceo e C-Level sono Germania e Svizzera. Un Ceo di un’azienda tedesca mediamente percepisce il 26% in più che in Italia mentre i C-Level in ambito IT e R&D arrivano a percepire tra il 60 e l’80% in più in Svizzera.

L’Italia Per quanto riguarda le carriere internazionali l’Italia offre rispetto ai 12 Paesi presi in esame (Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Italia, Spagna Svizzera, UK, USA), mediamente stipendi più bassi per i C-Level.

Come spiega Pietro Valdes, Regional Managing Director di Badenoch + Clark in una nota, “Va considerato che ogni paese presenta un proprio mercato retributivo determinato dalle specificità dei diversi sistemi paese. Diversi, infatti, sono la ricchezza, il livello di sviluppo e il costo della vita, le dinamiche di domanda ed offerta, il sistema scolastico, il tasso di inflazione, la valuta e, non ultimo, le prassi di mercato, quali ad esempio la presenza ed il peso della retribuzione variabile o la diffusione ed il trattamento fiscale dei benefit. Nei paesi anglosassoni  il peso degli incentivi a lungo  termine, ad esempio, può sfiorare il 50% della retribuzione”.

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