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iPhone 12, i pro e i contro

La lunga attesa, come di consueto accompagnata da miriadi di voci e supposizioni, è ormai terminata: Tim Cook e i suoi collaboratori hanno alzato il sipario e svelato la nuova generazione dello smartphone di Apple: iPhone 12.

Anzi, non solo uno, ma ben quattro: oltre a iPhone 12 vero e proprio la nuova gamma è infatti composta dal modello 12 mini e dalla linea Pro, che include gli iPhone 12 Pro e Pro Max.

Proveremo qui a ragionare, ancora abbastanza a caldo e senza aver toccato con mano i nuovi prodotti, su quello che ci ha convinto e cosa ci lascia meno soddisfatti dei nuovi iPhone, sulla base delle informazioni fornite da Apple.

Partiamo da quelle che dovrebbero essere forse le considerazioni finali ma che a nostro avviso sono ragionamenti che con gli iPhone (e non solo) hanno una valenza generale. Per la domanda “conviene aggiornare il mio iPhone?” non esiste una risposta univoca. Troppe sono le variabili in gioco, oltre a quella ovvia, di ordine economico.

Anche il più accessibile della nuova gamma, iPhone 12 mini, è pur sempre un oggetto da (almeno) 839 euro. Un upgrade diretto dalla generazione immediatamente precedente, e forse anche da quella prima, senza formule convenienti tramite ad esempio offerte degli operatori, permute interessanti e altre, ci sembra percorribile solo in caso di un tipo di utilizzo che lo renda davvero necessario. E sempre in relazione alle possibilità di spesa.

iPhone 12

Diverso è il discorso se si possiede un iPhone già un po’ più vecchiotto, per non dire di un modello non supportato da iOS 14: allora sì che il discorso cambia. Perché, come sempre accade nell’ecosistema Apple, le innovazioni hardware e software progrediscono di pari passo per abilitare le nuove funzionalità e rimanere in ritmo può rappresentare un vantaggio. Chiaramente sempre tenendo bene in conto le proprie esigenze e cercando di ragionare su quanto hardware e software aggiornati possano contribuire a incrementare la produttività nel nostro uso quotidiano di un iPhone.

Veniamo ora ai tre pro e tre contro dei nuovi iPhone 12, considerando la gamma in generale, più che i singoli modelli.

iPhone 12 ci piace perché…

1. 5G

Il supporto per la connettività mobile 5G di nuova generazione è qualcosa che ha un impatto relativo per la maggior parte degli utenti al momento, ma ormai era una cosa dovuta. Apple non poteva certo lasciar passare un altro anno, mentre gli operatori si affrettano a ultimare i test e a lanciare le prime offerte commerciali e praticamente tutte le altre marche importanti di smartphone sono già salite a bordo, in alcuni casi non solo nei top di gamma ma di già anche nei modelli di fascia media. Un’aggiunta quindi sicuramente apprezzata, ma abbastanza scontata.

2. A14 Bionic

Anche questo potrebbe sembrare scontato: un nuovo processore a ogni generazione è quello “più veloce mai visto su un iPhone”. Sarebbe strano se un produttore lanciasse un nuovo modello più lento di quello dell’anno precedente. Eppure, ci sono due fattori e mezzo (diciamo così) da prendere con soddisfazione. Il primo è che, al di là di tutto, si tratta pur sempre di un chip con tecnologia a 5 nanometri il cui Neural Engine a 16 core di nuova generazione è in grado di completare 11mila miliardi di operazioni al secondo. Considerando l’importanza sempre maggiore che il machine learning on device riveste per le app moderne, non è male come piattaforma operativa da portare con sé in tasca.

Poi, l’A14 Bionic (come anche il 5G) potenzia l’intera nuova gamma: dall’iPhone 12 Pro Max al 12 mini, nessun modello è stato lasciato indietro come architettura tecnologica core. Non ci sembra, questo, un punto da dare per scontato da parte di Cupertino. Anche se è pur vero che comunque in catalogo rimangono al momento alcuni modelli precedenti, tra cui ancora l’iPhone SE. Per chi preferisce risparmiare c’è la scelta.

Il “mezzo” sta per una considerazione a latere: con la conferma ufficiale che i chip custom di Apple saranno i processori anche dei Mac, agli utenti dell’intero ecosistema non può che far piacere che lo sviluppo di questa piattaforma proceda a passi sostenuti.

3. Fotocamera Pro

Questa no, non è per tutti. Ma non è possibile sorvolare sul sistema fotografico della linea Pro, soprattutto di iPhone 12 Pro Max. E non solo (forse addirittura non tanto) per le caratteristiche hardware, ma anche per l’integrazione con il nuovo processore ISP (Image Signal Processor) del chip A14 Bionic.

Apple (ne parlavamo prima, per l’appunto) progetta l’intero stack, dal silicio fino alle applicazioni. E non dimentichiamoci che a Cupertino c’è storicamente un profondo know-how sull’elaborazione delle immagini e sull’editing video professionali. Cosa che porta ad esempio all’Apple ProRAW in arrivo più avanti quest’anno. Insomma, è un ottimo lavoro di squadra a convincere.

iPhone 12 ci ha deluso perché…

1. Quel notch…

Sul notch la questione è abbastanza personale. C’è chi lo apprezza e chi proprio non lo sopporta. E chi non fa alcuna differenza tra la sua presenza e assenza. Noi preferiamo un design senza notch. Capiamo che c’è il Face ID, la TrueDepth e tutto il resto, ma almeno un po’ più piccolo.

Comunque, anche quest’anno le presentazioni hanno preso il posto delle indiscrezioni e il notch è ancora al suo posto in tutta la sua magnificenza. E spuntano già le prime voci sul fatto che sparirà con iPhone 13…

3. Design

Sembra strano annoverarlo tra le delusioni del nuovo iPhone ed in realtà questo rinnovamento all’insegna del recupero di un design flat ci convince. Apprezziamo la linea, le finiture disponibili e, oltre al fattore estetico, il Ceramic Shield che promette un più elevato livello di robustezza e il MagSafe che apre la strada ad accessori utili e creativi.

iPhone 12

Ma allora perché dovrebbe essere una delusione? Forse è solo un retropensiero, il fatto che il redesign rispetto a iPhone 11 sembra recuperare dal passato più che guardare al futuro. Forse è il pensiero che Steve Jobs non c’è più e che le strade di Apple e Jony Ive si sono separate. Forse è il timore che Apple non sappia più rivoluzionare un proprio prodotto. Ma, probabilmente, la cosa è molto più banale e iPhone semplicemente non aveva bisogno di alcuna rivoluzione.

3. Dotazione

Non ci appassiona la solita polemica sui costi: ciascuno può decidere perfettamente da sé se iPhone 12 valga o meno il prezzo richiesto da Apple. Quello che ci piace di meno è però (e non solo qui, ma anche nei Mac e in altre sezioni del catalogo di Cupertino) una certa “avarizia” nella dotazione.

Ad esempio, gli auricolari sono definitivamente scomparsi e non li troviamo nemmeno nell’iPhone 12 Pro Max da 1.289 euro. I 64 GB dell’iPhone 12 (pur sempre 939 euro) sono ormai davvero il minimo indispensabile con l’attuale consumo di app e di contenuti digitali (forse non al livello degli 8 GB di RAM dell’iMac 27” da 2.700 euro, ma l’andazzo è quello). Insomma, un po’ più di generosità non guasterebbe.

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