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Intelligenza artificiale in Italia: «diamola al fornaio»

In vista della nuova edizione dell’AI Forum del 3 novembre, a distanza di un anno (leggi le considerazioni del 2019) intervistiamo Piero Poccianti, Presidente di AixIA per capire se qualcosa è cambiato nel nostro paese in fatto di adozione diffusa dell’intelligenza artificiale nel mondo economico e produttivo. Come sempre accade, il confronto con la competenza di Piero Poccianti è stimolante. La sua esperienza è portatrice di visione su un futuro che  molti immaginano lontano e invece è più prossimo e concreto, come il pane.

A un anno di distanza dall’ultimo AI Forum organizzato in presenza, cosa è cambiato per l’intelligenza artificiale in un paese che, dopo la conclamazione della pandemia, ha scoperto di essere in trasformazione digitale, di vivere un digital divide e che comunque il lavoro remoto (o smart) è praticabile?

Innanzitutto, stanno nascendo nuove iniziative da parte del mondo industriale e aziendale. Queste ultime si stanno rendendo conto delle nuove opportunità che l’intelligenza aArtificiale può offrire e cercano di comprendere quale sia l’approccio migliore da adottare. In secondo luogo, sono stati istituiti vari dottorati di ricerca e altri progetti volti a favorire la diffusione della cultura all’interno delle aziende. Infine, sono sorti distretti industriali innovativi dove società che offrono soluzioni basate sull’intelligenza artificialer, insieme a università e centri di ricerca, forniscono servizi a realtà specializzate in altri settori, costituendo così una nuova filiera industriale.

Chi ha più bisogno immediato dell’intelligenza artificiale: le persone, le aziende o lo Stato?

A mio avviso, tutti gli attori citati ne hanno bisogno. Lo Stato, potrebbe utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare i servizi che eroga; per ottenere una misurazione ottimale dei risultati delle politiche attuate e, infine, per fornire un concreto supporto decisionale ai politici e agli amministratori.

Le aziende, oggi più che mai, sono chiamate a dover affrontare sfide impegnative e a ridefinire il proprio modello di business. L’intelligenza artificiale potrebbe quindi rivelarsi un alleato fondamentale in grado di renderle più efficienti e di creare nuovi beni e servizi rispettosi sia del benessere degli individui che delle scarse risorse ambientali.

Ultimo ma non per importanza, le persone necessitano di nuovi strumenti, di semplificazione, di soluzioni digitali che possano, da una parte, proteggerli e, dall’altra, rappresentare un’alternativa alle attività svolte in modo tradizionale.

Piero Poccianti Presidente di AIxIA

Come sta la ricerca, a cui assegnavamo un compito fondamentale per la diffusione concreta (per progetti) dell’intelligenza artificiale nelle aziende?

Sia la ricerca di base e a lungo termine hanno bisogno di nuove energie e di investimenti. Ritengo, invece, che quella a medio termine e a breve stiano ripartendo, grazie al collegamento che si è instaurato tra il mondo accademico e imprenditoriale – una collaborazione proficua che sta andando nella direzione che auspicavamo. Sono segnali importanti, ma molto è ancora da fare.

Come procede il lavoro della Confederazione dei laboratori per l’intelligenza artificiale?

Claire, il più grande network al mondo per la ricerca sull’Intelligenza Artificiale, ha recentemente ottenuto la gestione di alcuni rilevanti progetti, acquisendo sempre più importanza e credibilità a livello Europeo. Non bisogna però dimenticarsi che esiste tutt’ora uno squilibrio fra paesi del nord Europa e quelli del sud. Un gap che deve essere colmato e, per raggiungere tale risultato, è di fondamentale importanza che anche l’Italia si impegni.

AI Forum Live

Il 3 novembre sulla piattaforma Liveforum.space l’Intelligenza Artificiale sarà protagonista dell’edizione digitale dell’AI Forum Live, evento organizzato da AIxIA, l’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, appuntamento che accompagnerà verso l’evento fisico, in programma il prossimo 8 aprile a Milano.

Tra i temi principali dell’edizione 2020 ci sono l’industria 4.0, lo scenario internazionale, il panorama socio-economico-ambientale, il business moderno, le architetture di intelligenza artificiale le aree di applicazione.

Il potenziale dell’intelligenza artificiale sarà esplorato in relazione ai temi del manufacturing, ageing, healthcare, linguaggio, visione, terziario, sostenibilità.

AI Forum Live è patrocinato da Commissione Europea, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Fondazione Bruno Kessler, Laboratorio Nazionale di Artificial Intelligence and Intelligent Systems del CINI, Politecnico di Milano e Università degli Studi Milano-Bicocca. Tra gli sponsor figurano invece Aimage srl, Apply Lab srl, Datrix, QuestIT, Swiss Business hub e Tech Data Italia.

Finanziare l’intelligenza artificiale in Italia è un tema da incamerare nei 200 miliardi del Next Generation EU? (non chiamiamolo più Recovery Fund)

Certamente, bisogna però indirizzare gli investimenti su progetti infrastrutturali, al fine di favorire la ricerca di base e trasferire il progresso tecnologico verso le Pmi e le micro aziende che compongono il tessuto imprenditoriale italiano. Per questo motivo i finanziamenti devono essere mirati e ben studiati.

La strategia italiana per l’Intelligenza artificiale varata dal MISE a luglio è ancora valida? Sono stati fatti passi avanti? Servono correttivi?

A settembre è stato pubblicato un nuovo documento dal titolo “Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale” basato sul paper precedente redatto a luglio dagli esperti. La nuova versione è ora in fase di consultazione pubblica. È opinione dell’Associazione che il documento attuale presenti gravi carenze e richieda una profonda revisione dei contenuti. A nostro avviso, infatti, la strategia stilata degli esperti era, di fatto, molto più significativa e strategica.

Intelligenza artificiale in pratica: l’esempio del fornaio

Si può fare un esempio di progetto concreto e replicabile basato su intelligenza artificiale applicata, che potrebbe fare bene a una tipica Pmi italiana, indicando anche tempi e modi di implementazione?

Sono numerosi gli esempi che potrei citare, ma vorrei concentrarmi su uno particolarmente adatto agli artigiani.

Si pensi a un fornaio che intende ottimizzare la propria produzione, riducendo l’invenduto e cercando di soddisfare le richieste dei clienti. Ha bisogno di prevedere le quantità necessarie dei prodotti per il giorno successivo.

Tali quantità sono influenzate dalla storia delle sue vendite, ma anche dalle festività, dall’apertura o meno delle scuole, da eventi sportivi e spettacoli, da notizie che appaiono sui giornali, dal meteo e molto altro ancora.

Tutte le variabili appena menzionate possono essere integrate in un modello che fornisca delle previsioni.

Sono convinto che ideare un prodotto di questo genere con una infrastruttura generalizzata sia possibile. Il passo successivo potrebbe essere la personalizzazione dell’algoritmo da effettuare sul singolo negoziante considerando dati, zona geografica, posizione del negozio, e così via.

Andrebbe realizzato per le associazioni di categoria, mettendo a fattor comune le esigenze di molti per poi essere perfezionato includendo le necessità del singolo. I tempi? Ritengo siano necessari 6 mesi per l’implementazione e ulteriori 2 anni per un continuo miglioramento che non dovrebbe fermarsi nemmeno successivamente. A mio avviso, forniremo un supporto concreto a fornai e pasticceri, ma eviteremo anche di sprecare cibo e materie prime.

Quando finiremo, come Paese, di parlare di intelligenza artificiale come qualcosa di futuribile e miracoloso, pensando invece a come ottimizzarne le capacità, lenirne le asperità e diffonderne i benefici?

Quando inizieremo a diffondere cultura, attraverso programmi di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale rivolti a politici ma anche a tutti i cittadini, prendendo ad esempio alcuni Paesi del nord Europa.

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