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Intelligenza artificiale etica: di chi è la responsabilità in azienda

Un nuovo studio dell’Ibm Institute for Business Value (IBV) ha messo in luce un cambiamento radicale nei ruoli responsabili di guidare e sostenere l’etica dell’intelligenza artificiale (AI) in azienda.

Quando è stato chiesto quale sia la funzione principalmente responsabile per l’etica AI, l’80% degli intervistati ha indicato una figura apicale non tecnica, come può essere un CEO, come il “campione” per l’etica dell’intelligenza artificiale, in forte aumento rispetto al 15% individuato nel 2018.

Lo studio globale di Ibm indica anche che, nonostante sia forte l’imperativo per un avanzamento verso un’AI affidabile, che includa migliori prestazioni relative alla sostenibilità, alla responsabilità sociale e alla diversità e inclusione, rimane un divario tra le intenzioni dei leader e le azioni intraprese.

Lo studio ha rivelato che i dirigenti sono ora visti come la forza trainante relativamente all’etica dell’intelligenza artificiale.

I CEO (28%), ma anche i membri del consiglio di amministrazione (10%), il team legale (10%), i responsabili della privacy (8%) e del Risk & Compliance (6%) sono considerati dagli intervistati come i più responsabili relativamente all’etica dell’AI.

Mentre il 66% degli intervistati cita il CEO o altri membri della Direzione Generale come coloro che hanno forte influenza sulla strategia etica della loro organizzazione, più della metà cita le direttive del consiglio (58%) e la comunità degli azionisti (53%).

Il valore strategico dell’intelligenza artificiale etica

Costruire un’intelligenza artificiale degna di fiducia è percepito come un valore strategico differenziante e le organizzazioni stanno iniziando a mettere in atto attività relative all’etica dell’AI.

Intelligenza artificiale etica IBM

Più di tre quarti dei leader aziendali intervistati quest’anno concordano sul fatto che l’etica dell’AI è importante per le loro organizzazioni, in aumento rispetto al 50% circa del 2018.

Allo stesso tempo, il 75% degli intervistati ritiene che l’etica sia un valore differenziante di competitività, e più del 67% degli intervistati che vedono l’AI e l’etica dell’AI come importanti indicano come le loro organizzazioni superino le aziende loro pari in sostenibilità, responsabilità sociale e diversità e inclusione.

Molte aziende hanno iniziato a fare passi avanti, sottolinea Ibm. Infatti, più della metà degli intervistati afferma che le loro organizzazioni stanno lavorando per incorporare l’etica dell’intelligenza artificiale nel loro attuale approccio all’etica aziendale.

Più del 45% degli intervistati afferma che le loro organizzazioni hanno creato attività specifiche per l’etica dell’intelligenza artificiale, come un quadro di valutazione del rischio dei progetti di AI e un processo di revisione e controllo.

Assicurare che i principi etici siano inclusi nelle soluzioni di AI è un’urgente necessità, ma il progresso è ancora troppo lento, mette in evidenza Ibm.

Più Amministratori Delegati tra gli intervistati (79%) sono ora pronti a incorporare l’etica dell’intelligenza artificiale nelle loro attività relative all’AI – in aumento rispetto al 20% del 2018 – e più della metà delle organizzazioni che hanno risposto hanno pubblicamente approvato principi comuni relativi all’etica dell’AI.

Eppure, meno di un quarto delle organizzazioni intervistate ha già reso operativa l’etica dell’AI, e meno del 20% degli intervistati concorda sul fatto che le pratiche e le azioni della loro organizzazione corrispondano (o superino) i loro principi e valori dichiarati.

Cosa c’è da fare, e come farlo

Il 68% delle organizzazioni intervistate riconosce che comprendere nei team di sviluppo persone dalle diverse caratteristiche sia importante per mitigare i bias nell’AI, ma i risultati indicano che i team di AI sono ancora sostanzialmente meno diversificati nelle loro aziende: 5,5 volte meno inclusivi delle donne, 4 volte meno inclusivi degli individui LGBT+ e 1,7 volte meno inclusivi dal punto di vista razziale.

Il momento per agire è ora, esorta Ibm. I dati dello studio suggeriscono che le organizzazioni che implementano un’ampia strategia basata sull’etica dell’intelligenza artificiale e connessa a tutte le unità di business potranno avere un vantaggio competitivo in futuro.

Lo studio fornisce alcune indicazioni per i leader aziendali, tra cui: adottare un approccio cross funzionale e collaborativo.

Intelligenza artificiale etica IBM

L’etica dell’intelligenza artificiale richiede un approccio olistico e un insieme di competenze che riguardano tutti gli stakeholder coinvolti nel processo di sviluppo. I membri della direzione generale, i designer, gli scienziati e gli ingegneri dell’AI hanno ciascuno un ruolo distinto da svolgere nel percorso verso l’AI affidabile.

Poi: stabilire una governance sia organizzativa che del ciclo di vita dell’AI per rendere operativa la disciplina dell’etica dell’intelligenza artificiale.

Secondo Ibm occorre adottare un approccio olistico per incentivare e gestire le soluzioni di AI durante l’intero ciclo di vita, dalla creazione della giusta cultura per un’AI responsabile, alle pratiche e alle politiche fino ai prodotti.

Infine, bisogna andare oltre la propria organizzazione creando partnership.

Le aziende, afferma Ibm, dovrebbero espandere il proprio approccio identificando e coinvolgendo partner tecnologici focalizzati sull’intelligenza artificiale, accademici, startup e altri partner dell’ecosistema per stabilire una “interoperabilità etica” (ethical interoperability).

Il commento

Jesus Mantas, Global Managing Partner, Ibm Consulting, ha affermato: “Dal momento che molte aziende oggi utilizzano algoritmi di AI per gestire il loro business, affrontano potenzialmente numerose richieste interne ed esterne affinché questi algoritmi vengano progettati in modo etico, sicuro e che ispiri fiducia; al momento però ci sono stati pochi progressi per incorporare l’etica dell’AI nelle loro attività.

I risultati dello studio IBV dimostrano che la creazione di un’AI affidabile è un imperativo di business e un’aspettativa da parte della società, non solo un problema di conformità. Le aziende quindi possono implementare un modello di governance e incorporare principi etici attraverso l’intero ciclo di vita dell’AI”.

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